#civoti, Civati! (cultura & BELpaese)

Nel giorno del voto sulla decadenza dell’uomo che ha portato il peggio nella politica italiana, proseguiamo con la lettura del programma del candidato Civati. Chissà, magari i personaggi cambiano, così le cose cambiano, cambiandole, ma per questa settimana abbiamo già finito.
Ci occupiamo però di una cosa fondamentale.
Quanto sia importante il capitale culturale nel nostro paese. Un concetto semplice che chiunque abbia occhi per vedere cosa c’è fuori dalle nostre finestre può confermare e solo gente indegna di nota può pensare che con la cultura non si mangia.
E invece, pare di sì, almeno in altri posti.
cvt

Il candidato illustra la sua idea per una RIVOLUZIONE CULTURALE
Continue reading “#civoti, Civati! (cultura & BELpaese)”

Advertisements

#civoti, Civati! (lo stato siamo noi)

Lunedì scorso ho pubblicato un post in cui spiegavo perché sostengo il candidato Civati per le elezioni a segretario del Pd. Le elezioni ci saranno l’8 dicembre.
Alcuni amici mi hanno criticato per l’eccesso di post in favore del candidato.
Spiacente, spero ovviamente di non danneggiarlo.
Quello che cerco di fare è di provare ad avvicinare qualcuno alla lettura del programma. Perché non posso essere io a semplificare discorsi complessi, ma vorrei fosse lui a spiegarvi cosa vuole fare, a incuriosire chi non sa chi sia ‘sto Civati e di fargli leggere il suo blog. Faccio solo da cassa di risonanza.
Forse non serve a niente, sicuramente è una goccia in mezzo a un mare di disinteresse (motivato o meno), status in caps lock ‘LADRI’ o semplice ignoranza nel non conoscere una materia, le primarie, la politica, anche noiosa.
Peccato però che poi di questa materia non siano fatti i sogni ma i fatti anche del quotidiano. Per cambiare un partito stanco, per cambiare il quotidiano di una politica raggomitolata su se stessa, continuo a sostenere questo politico che però dalla sua ha idee, entusiasmo, coraggio, voglia di cambiare e di metterci la faccia. Questa settimana faccio prestissimo. Un pezzo oggi, uno domani o mercoledì e fine.
Ieri c’è stata la convention del Pd (tradurlo in ‘convenzione’ è orribile). Il candidato è stato il meno applaudito, il più rapido, l’unico incisivo sulle larghe intese, l’unico che ha chiesto scusa per il ‘caso Cancellieri’, l’unico che ha ricordato il ‘povero’ Bersani e quanto sia difficile fare il segretario di partito. Mi sembrano tutti motivi validi per continuare nel mio piccolissimo a scrivere i sette post per convincere sette persone a votare Civati. Altrimenti, te lo faccio ascoltare, così, perché ha pure una bella voce.

Vediamo cosa ne pensa dello Stato, della sua struttura, di come risolvere le sue storture. Come in precedenza, i miei commenti sono in corsivo, il link alla pagina completa è sul numerino di pagina, il manifesto integrale si trova sul sito del candidato.
Continue reading “#civoti, Civati! (lo stato siamo noi)”

Palco n.25 OR.1/D (S03E01, the piano Lady)

ldbchSignore e Signori, fate come chiedono gli Arcade Fire per il loro prossimo tour. Mettetevi la giacca buona, si va a teatro a sentire la musica classica.
Plin Plin. Per la terza stagione, nonostante lo scarso successo di pubblico, come fanno quelli della HBO che insistono (bravi!) con ‘Treme’, torna il posto palco. Solito menu (si accettano idee per modificarlo eh).
La musica, gli interpreti, la gente in platea, l’ignoranza vera in materia di musica classica.
Comodi? Si spengono le luci, prendete posto, buon divertimento (e se ascoltate qualche brano di classica, suvvia, male non fa che tanto la musica di oggi non è che sia così eccitante)

Piano Lady (in Bach & red). 
L’esordio stagionale è dedicato a JSBach e alla sua migliore interprete su piazza. Angela Hewitt (detta anche, appunto, ‘Lady Bach’) arriva sul palco con un lungo vestito rosso che sembra di cartapesta, ornato con disegni composti da perline rosse. Sembra un regalo di Natale anticipato, mentre fuori dal teatro ci sono le bitumiere che stan rifacendo la piazza ma ci sono anche i primi addobbi natalizi.
Continue reading “Palco n.25 OR.1/D (S03E01, the piano Lady)”

#civoti? Civati! (città ed Europa)

Lunedì scorso ho pubblicato un post in cui spiegavo perchè sostengo il candidato Civati per le elezioni a segretario del Pd. Le elezioni ci saranno l’otto dicembre. Dopo avere visto in due post come il candidato vuole trasformare il partito, proseguiamo la lettura per punti del suo programma.
Da oggi, vediamo quelli che sono i progetti del candidato. 
Iniziamo dalle sue idee sullo sviluppo di città possibili e sulla necessità di essere europeisti.
Come in precedenza, i miei commenti sono in corsivo, l’integrale del documento lo trovate sul sito del candidato.
Continue reading “#civoti? Civati! (città ed Europa)”

#civoti? Civati! (un nuovo senso alla parola partito, parte II)

Come si diceva ieri nella prima parte, continuiamo a vedere cosa pensa di fare il candidato Civati se, magari, diventasse segretario del Pd.
Mi ripeto: un bignami delle cose da non fare più e di quelle da fare per un partito rinnovato e innovatore. Sintetizzando come a pag.11 :
Un partito che studi e progetti. Che partecipi e decida. Che promuova campagne e azioni. Che viva all’aria aperta e alla luce del sole. Senza filiere, senza fondazioni elettorali, senza opacità. Che promuova quelli bravi, non “quelli della corrente”. Che faccia della trasparenza e della semplicità il primo motivo di recupero della fiducia. Che rappresenti i milioni di elettori che abbiamo conservato e quelli che abbiamo perduto. Che dica quello che fa e faccia quello che dice.
biCV

Andiamo (in corsivo, i miei commenti)
Continue reading “#civoti? Civati! (un nuovo senso alla parola partito, parte II)”

#civoti, Civati! (un nuovo senso alla parola partito, parte I)

Eccoci al primo post con cui proverò a convincervi ad andare a votare Civati l’8 dicembre.
Ricordo che stiamo parlando delle primarie per l’elezione alla carica di segretario del Partito Democratico. Certo, probabilmente, ma non è detto, chi vince si candiderà come leader dello schieramento di centro sinistra alle prossime elezioni.
Rispondo a un’osservazione fattami ieri.
Per votare l’8 dicembre non sarà necessario avere la tessera, ma sarà richiesto l’obolo della due euro.
Vi prego di non pensare ai due euro adesso, ci torniamo sopra. Leggiamo cosa propone il candidato Civati.

Come dicevo ieri, nello ‘spiegone’, ho pensato di sintetizzare il documento citando brevi frasi, sperando di centrare il punto dei vari discorsi, semplificando forse troppo.
I miei pensieri sono riportati in corsivo, il testo originale copia incollato è in carattere normale. Ho usato la trascrizione tratta da ‘ilPost.
I commenti sono aperti per discutere, portare tesi a conforto o a sfavore dei punti citati, smentire qualche affermazione.
Il testo, che trovate in versione integrale sul sito del candidato, è diviso in punti che hanno un link che porta alla pagina relativa per leggere l’integrale.
Continue reading “#civoti, Civati! (un nuovo senso alla parola partito, parte I)”

#civoti? Civati! (lo spiegone)

Un paio di settimane fa ho fatto la tessera del partito.
Ci ho scritto un post. Ora, non è che io sia diventato un attivista politico, anzi mi sono accorto di non sapere poi benissimo cosa pensa questo Civati.
Da tempo, ma saltuariamente, capitavo sul suo blog, perché lui, da tempo, tiene un blog che è cresciuto di pari passo con la sua riconoscibilità politica, da consigliere regionale in Lombardia a candidato nazionale a segretario del Pd. Per sapere bene cosa pensa, mi son messo a leggere il documento con cui il candidato (lo chiamerò così, colloquialmente, ma anche come se io fossi, come in realtà sono – regole basiche di come dovrebbe essere la politica – un professore a cui il candidato si rivolge, come un esaminando, per avere  la mia approvazione).
Ho scoperto che il candidato mi piace ancora di più di quando la sua linea la intuivo dal blog. E, mi son detto che, magari, forse eh, era una buona cosa provare a scriverne ancora.

Quindi, elezioni per eleggere il segretario del Pd.
Lasciamo stare le polemiche sulle tessere, cose veramente poco interessanti, la tessera come àncora a un sistema di pensiero ormai irrimediabilmente retrodatato, come le partite di scacchi con il politichese, linguaggio forbito per dire poco o nulla, a muovere pedine interessate solo a rafforzare o rinnovare alleanze nelle solite stanze del potere. Un gioco che, a statistica molto mia, tre quarti della popolazione non capisce né ritiene interessante.
Concentriamoci sul fatto che adesso che sono finite le votazioni nei circoli del Pd, scatta il momento in cui si può cercare di convincere ad andare a votare per le primarie gente che solo a sentire la parola ‘circoli’ scappa e si tappa le orecchie.

logo

Sostengo Civati, dopo avere letto il suo ‘manifesto’.
Un programma con cui si impegna a ribaltare il concetto di partito di sinistra per com’è adesso e con cui espone le sue idee per provare a dare una raddrizzata alle storture di questo paese.
Mi sembra che il candidato si applichi con buone idee. Piuttosto innovative anche, per dare una scrollata al corpo smorto di questo Paese che non vede l’ora, credo, di darsi una mossa. Un candidato abbastanza giovane e abbastanza nuovo da lasciarsi alle spalle la militanza con le bandiere che ostacolano la visione politica, senza però perdere di vista le basi della partecipazione e i valori di un partito di sinistra.
Per questo motivo e per altri che, se avrete la benevolenza di leggere, troverete nei post, sostengo Civati.
Perché mi convince il personaggio, lontano dalle metodologie della politica abituale, poichè parte dal basso ma per davvero, senza apparentamenti politici e soltanto con l’aiuto di una base che si sta compattando intorno alle sue idee in questi giorni.
Perché mi piace quello che dice e come lo dice. Con chiarezza, con decisione.
Perché il grande favorito è Renzi, ma credo sia importante sostenere il candidato/blogger perché possa avere la forza in numeri per contare di più all’interno del partito, in caso di sconfitta alle primarie.
Perché ho un blog e, se riesco a convincere sette, non cinque che son poche, non dieci che son troppe, sette persone ad andare l’otto dicembre, giorno delle votazioni per eleggere il segretario Pd, a votare per lui, son contento. Un grande e, credo, realistico obiettivo per un piccolo blog.
Mi rivolgo ai miei amici e a quelli che conosco solo online. A quelli che sono cinici riguardo alla politica, perché lo sono anche io ma forse qua troverai motivi per ripensare al cinismo, per sperare, con le giuste pinze, che non tutti i politici siano uguali (cosa in cui credo fortemente).
Mi rivolgo a quelli che snocciolano rivolte al bar, perchè si prendano il tempo di leggere una cosa in più, a quelli che votano Pd e vogliono ‘vincere’ votando Renzi, a quelli che hanno votato, e ne son convinti, il M5S (a questi dico che Civati è l’unico che ha provato a dialogare con il movimento fin dai giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica, controllate se volete, l’internet è qua di fianco e, fortunatamente, non è ancora monopolizzata da Casaleggio). Mi rivolgo perfino a quelli che votano Pdl, anche se a questi, non saprei proprio cosa dire, ma comunque credo che anche loro, come me e come Civati, non abbiano in gran simpatia questo governo delle ‘grandi intese’.

Dal basso del mio blog, solo perchè mi va, vorrei invitarvi a leggere la mozione con cui Civati si è candidato a segretario del Pd.
Il testo integrale della mozione si trova qui, su ‘ilPost‘. Ho scelto ‘ilPost‘ perchè mi sembrava più semplice la navigazione e la lettura. Se lo cancellano, son fregato.
Le pagine del documento, così come riportato, sono cinquantaquattro. Tante, il documento è lungo, d’altra parte, ne sono convinto, fare politica oggi è una cosa complessa e sintetizzare tutto in slogan è fuorviante e riduttivo.

Ho pensato di sintetizzare il documento citando brevi frasi, sperando di centrare il punto dei vari discorsi, semplificando forse troppo.
Il documento integrale lo potete trovare anche sul sito del candidato, da cui ho preso spunto per dividere la mozione in sei post, uno al giorno, spezzettando il polpettone, per non annoiare ma anche per tenere separate questioni importanti su cui magari uno legge, ci pensa, ci torna, insomma, spero di non perdervi per strada.
Iniziamo da domani, però. Spero di ritrovarvi qua.