l’odio, spiegato ai vostri figli (una domanda)

2015-11-gde-image-attentatsTutti noi ricordiamo esattamente dov’eravamo l’undici settembre 2001 mentre il mondo cambiava per sempre. Tutti tranne i vostri figli. Vostri perché io non ne ho avuti.
Dopo l’orribile serie di attentati di venerdì sera, ho letto molte invettive sui musulmani e l’islam tutto da parte di gente che ha figli.
Posto che il terrorismo è il male e che uccidere persone a caso in nome di un dio a un concerto rock è una cosa che va molto oltre la mia comprensione, volevo chiedervi una cosa che non capisco, una domanda che mi è rimbalzata in testa negli ultimi due giorni che in parte ho passato a leggere, a cercare di informarmi, a ricordarmi cos’è quest’Isis, a cercare un pezzo che dicesse tutto quello che andrebbe detto da chi comanda. (e alla fine l’ho trovato, è questo).
Ai vostri figli, che l’undici settembre erano un progetto, una speranza e che comunque non c’erano, cosa gli dite?
Veramente gli dite che TUTTI i musulmani sono cattivi e/o terroristi? Veramente gli dite che c’è una religione buona e una cattiva?
Veramente gli parlate di napalm da spargere su intere popolazioni, inclusi evidentemente i figli di quelle popolazioni, senza spiegargli gli effetti che il napalm fa?
In Francia un giornale per bambini ha pubblicato due pagine per spiegare loro quanto è accaduto. Il testo è in francese ma credo si capisca bene. ecco, avessi figli proverei a spiegargli le cose così come sono scritte nel link.
Mi posso anche stupire di qualche amico che armato di tastiera fa il vendicativo sui social, soprattutto FB che spesso si trasforma in un bar dei cattivi pensieri, però mi chiedo se uno di questi genitori, che hanno digitato odio verso l’islam intero senza alcuna distinzione, condiviso pensieri di sciacalli prestati alla politica, invocato vendette e punizioni epocali, si prende (me lo auguro), il tempo, la voglia, oserei la necessità di spiegare al figlio/a (diciamo dai cinque ai dodici anni?) cosa sta succedendo.
Quando mi chiedo come andrà il mondo (sì, a volte mi faccio domande enormi) a volte mi scopro cinico ma altrettante volte sono anche speranzoso e spesso recupero l’immagine di quattro bimbi che vanno a scuola insieme. Li vedo a volte quando parto per il lavoro. Vanno a piedi, uno è bianco, due hanno la pelle nera e uno è figlio di muslim.
Ridono, a volte son seri e freddolosi e van via sempre insieme.
Sono un ‘buonista’? questa magica parolina inventata da guerrafondai con ideali ferrei (sì, me lo ricordo benissimo il memoriale della Fallaci sul corrierone dopo gli attacchi del 9/11, mi lasciò stupito allora, figurati adesso, dopo aver visto cosa ha portato la ‘dottrina’ Bush dopo quegli attacchi). Comunque, sarò buonista, chissenefrega, però mi piace pensare che l’immagine di questi bambini di pelle e razza diversa, nati sicuramente in Italia, sia una immagine positiva per il  futuro.
Ecco, noi che abbiamo 35/45 anni abbiamo vissuto in una società diversa, oggi è tutto cambiato, la parola multietnica è nota a tutti no? Ecco, la mia domanda rimane, una domanda forse retorica di cui credo di sapere la risposta, ma poi mi dico, magari la risposta non la so, magari è diversa. Come spiegate ai vostri figli, l’odio di chi spara a un concerto? Instillando altro odio? Non avete paura di voi stessi? Non vi chiedete che mondo lasciamo? Io, come detto, figli non ne ho, quindi, riporrei le mie speranze per il futuro nei vostri e quindi, pensa, mi tocca scrivere un post…

(un altro post da leggere, ve lo lascio qua)

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Diciassette anni per dire ‘era ora’

E così è successo.
L’han buttato giù. Non gli avversari politici, inconsistenti, non il popolo, troppo occupato, poco ‘occupy‘, ma i fantomatici ‘mercati’, la fragile Europa, un Presidente più serio di una maggioranza prona e qualche transfuga ora accusato di tradimento dall’ex capo.
Non so se è un bene per la nostra democrazia, il come, so che è un bene che questo sia avvenuto. Perchè ‘pez d’axè an’s pol mia‘, come diceva mia nonna. Peggio di così non si può.
Era il novantaquattro quando arrivò il cerone formato politica, la calza per nascondere le smagliature, finto liberismo e contratti farsa spacciati per novità, quando da sempre, in due parole, prima ha pensato ai cazzi suoi e dei suoi compari.
Non mi è mai piaciuto, non l’ho mai votato.
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Alla Manifestatia della DDR

Ero indeciso se a andare o meno alla manifestazione di oggi, quella che se non ora, quando.
Pro: per una volta una manifestazione a portata di mano, nella città vicina; lo schifo per questo governo ignobile e incapace; essere d’accordo col fatto che lo svilimento della donna sia una cosa indegna e indecorosa.
Contro: culo pesante come sempre; il fatto che non si dovrebbe manifestare per difendere un valore che dovrebbe essere ampiamente conquistato e acclarato.
Alla fine vado. Il fato ci mette del suo.
Mi si presenta un link a un articolo scritto dalla tipa dei denti belli, tramutatasi per magia in assessore regionale (9.500 euro netti al mese per essere sempre presente alle sessioni – e ci mancherebbe – con due scomodissimi interventi in otto mesi, uno di 1 minuto a favore dell’albo delle professioni sanitarie – per i denti belli, ovvio – e uno di 6 minuti sulla prevenzione del randagismo*) e, pare stando a intercettazioni comuniste, prima amante poi odiante del suo capo.
A parte che forse perfino lei ha un ghost writer, l’articolo è un contorsionismo letterario e assolutorio per non dire niente che già non si sapesse e poi, quelle foto.
Una è un’immagine che forse dovrebbe dire ‘uè, son figa ma ho anche un cervello‘. Che sarà sicuramente vero, però secondo me non dovresti mettere una foto così, perché pare con quella foto lì che l’unica cosa che hai è un certo atteggiamento.
Ma boh, mi è sembrata una delle tante pose di tizie che vedo su facebook che si fanno le fotine con le posine pseudo-sexy. Va benissimo, ma anche no. E poi, la vera bestemmia. Associare il poster di un film che ho amato al titolo della rubrichetta in un gioco di parole da due lire. Bè, io nel tuo mondo non ci voglio entrare, perché non mi interessa, perché mi ha molto stancato il tuo mondo e perché l’associazione mi ha fatto girare le balle, ecco.
E insomma, anche se non servirà a niente, anche se tanto il mostro c’ha la poltrona incollata al culo dei suoi soldi schifosi e ‘tanto non serve a niente‘ alla fine alla manifestatia della DDR ci sono andato.
Il mio inudibile ‘NO‘ a quella dei denti e al suo capo.
Poi mentre ero lì ho sperato, da bravo utopista, che da questa giornata potesse nascere un movimento di donne, anche belle, pourquoi pas, ma soprattutto forti e anche dure come sanno essere, che si prendesse davvero in spalla ‘sto paese e lo portasse fuori dalla sacca di arretratezza culturale che, in un meraviglioso corto circuito, porta anche a manifestare per diritti già esistenti (che insomma, se una vuole venderla, liberissima, no?).
Una sorta di sogno ad occhi aperti in mezzo alla piazza piena di applausi dignitosi di ragazze, signore con i capelli azzurri e i cappelli bordeaux di feltro e anche di tanti uomini, mentre si alternavano sul palco interventi pacati ma decisi a sostegno di un “BASTA con questa schifezza” grande quanto le mille piccole piazze italiane.

* fonte: noto settimanale comunista

foto = flickr