a guide to recognize my favourites

A mio uso e consumo, che fra breve ci si diverte con le classifichine di fine anno, un gigantesco recap degli ultimi mesi fra cinema, serialtv e musica.

Cinema.

U p
Al momento, uno dei due candidati all’ambitissima “palma di film dell’anno secondo me”. Come tutti hanno scritto e detto, bastano i primi dieci minuti  a rendere l’ultimo lavoro Pixar un grande film. In qui dieci minuti, viene mostrato un mondo e una vita piena di gioia, emozioni, lacrime (nostre).
Poi inizia il film che è uno spa..SCOIATTOLO!..sso con continue invenzioni e ancora emozioni.
L’ho visto in 3d che aiuta ma non è necessario,
incappando pure nell’unico paio di occhialini fallati, poi sostituiti da una maschera prima dubbiosa poi solerte.

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Farewell, Bruce

Ero già nel letto, sai. Solo che era strano. Non c’era alcun rumore. Mi sembrava una stanza nuova, una casa diversa. Non c’era il ticchettio delle unghione sulle piastrelle, non c’erano rumori attutiti del tuo nasone a spalancare le porte, non c’era il respirone pesante e ritmico, non c’erano le zampone che grattavano il cuscino, non c’era il rumore della ciotola che vagava per le stanze al seguito del tuo musone,  non c’era la tua presenza lunga quattordici anni.

Allora sono venuto qua a scrivere il post che non volevo scrivere, perchè ho sempre creduto che certi post (figurarsi un post sulla dipartita di un cane) siano orrendamente melensi, zuccherosi, troppo, ovviamente, personali, retorici e superficiali di sentimentalismo da quattro soldi. Però se non lo scrivo mi sa che non dormo. Son venuto a scrivere quello che avrei voluto dirti oggi se tu fossi stato tipo il cane di “Up“.
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