L’incredibile fanta e la neve a Maggio

Il giorno che abbiamo vinto il campionato del fantacalcio, il mio Mister mi ha scritto: “L’incredibile è diventato credibile“.
Al fanta ho un Mister perché anni fa non avevo tutta questa energia per continuare a giocare con la serietà necessaria al gioco e quindi ho ‘assunto’ un amico, impartendogli la direttiva sacra (non si comprano giocatori delle strisciate, della Mapeiese e del Pavma) e consegnandogli, più o meno, la squadra in mano. Dopo tre anni di gavetta e di vane strategie, l’anno scorso abbiamo vinto il titolo.
Quest’anno, alla decima giornata avevamo diciassette (17!) punti di svantaggio sulla prima classificata.
Poi, è successo che abbiamo fatto la rimonta incredibile, appunto, e abbiamo vinto il titolo, per il secondo anno consecutivo, perfino con tre punti di vantaggio.
Abbiamo avuto abilità sul mercato aperto e il risveglio di un paio di giocatori fondamentali. Inoltre le rivali hanno rallentato molto il ritmo e ovviamente abbiamo avuto la fortuna giusta per vincere.
Oggi pomeriggio ho salvato il file che stavo scrivendo, ho aperto la porta per vedere se pioveva ancora e mi sono trovato davanti a un’altra cosa incredibile che diventava credibile. Stava nevicando forte. A 150 metri s.l.m., il cinque maggio. E ho ripetuto la frase del Mister ad alta voce, rivolto alla neve che cadeva o al vento che soffiava e dopo ho pensato che, meteorologia a parte, è una frase che potrebbe essere adottata come stile di vita, se uno ha un obiettivo, un piccolo sogno, non so, qualcosa da provare a raggiungere.
Con il Mister, “L’incredibile è diventato credibile” è già diventato il nostro motto e questo post non è una pagina di un manuale di self help di basso livello. Però, così, forse è vero, forse non si sa mai cosa può succedere. Forse bisogna crederci tanto come ha fatto il Mister che un bel giorno ha iniziato a scrivermi che il fanta campionato lo avremmo vinto noi. Ed eravamo ancora a otto punti dalla prima, con altre squadre in lotta per il titolo. E alla fine ci abbiamo creduto così tanto, che è successo. Abbiamo rimontato diciassette punti in diciotto giornate.
L’incredibile è diventato credibile. Magari ripeterselo a volte, magari sorridendo, magari imitando la voce potente del mio Mister, più alta e tonante sull’incredibile, più profonda , quasi stupefatta, sul credibile, fa bene. Forse, molto forse, nulla è impossibile.
Figurati, nevica perfino in maggio.

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E quindi, ‘Endgame’ (sì, spoiler alert)

Il primo film di quello che poi è diventato il MCU,  ‘Iron Man‘, è uscito nel 2008. Non ricordo dove lo vidi, probabilmente nel solito cinema del paese, però ricordo che non ne fui entusiasta e una ricerca nel blog me lo conferma.
Quel film contribuì, fra le altre cose, a spostare noi ‘nerd’ di livello più o meno ‘PRO’ dalla zona ‘ah, quello che legge i fumetti/va a vedere tutti i film‘ a ‘persona con gusti culturali interessanti‘. Da quell’anno, circa e semplificando, il gusto ‘nerd’ ha conquistato il mondo dello spettacolo. Anche grazie al MCU, ovviamente.
E l’altra sera è stata una specie di festa per quelli come me che hanno seguito tutto lo svolgersi di quel mondo fatto di hype e super eroi perché il film contiene una dose consistente di ‘fan service‘.
E’ una celebrazione commossa della Marvel stessa, di questi undici anni, dei personaggi che ci hanno accompagnato a lungo, del tempo scandito dalle uscite cinematografiche, dalle chiacchiere su film e fumetti, sulle differenze con i fumetti, dai trailer, dalle attese, dai film quasi inutili e dalle bombazze.
La scelta di puntare, dopo l’eccellente sorpresa finale e il perfetto cattivone di ‘Infinity War‘, sui sentimenti, si è rivelata perfetta, con l’inizio e il finale giusti, carichi di un senso familiare che rimbalza dallo schermo al pubblico e viceversa. Le morti sono eccellenti, cariche di sentimentalismo e chi non si è commosso non ha il cuore. La battaglia finale è bella, epica, esaltante, il giusto ‘The end‘ del finalone in due capitoli (e paragonarli non ha molto senso, secondo me) con la corsa con il guanto verso il mezzo quantico di Ant-Man come se fosse l’ultima azione nei secondi finali di un Superbowl avvincente  e con la squadra di casa in svantaggio su un campo impietoso. Spettacolare, come il viaggio nel tempo, indietro al primo ‘Avengers‘ in una sorta di come eravamo che mi ha fatto volare dall’entusiasmo, seppur rimanendo incollato sulla sedia.
A proposito, se ne parlava come una delle possibilità e puntuale è arrivato. Ogni volta che si salta nel tempo ci sono dei problemini logici e dei buchi non solo temporali qua e là e nonostante lo spiegone di Hulk, si resta un po’ nel ‘Mah, fidiamoci‘. Comunque un modo dovevano trovarlo e qua si prende tutto, i tecnicismi poco importano (agli impallinati, magari si, ma i siti italiani e USA sono strapieni di pezzi ben più importanti e arguti di questo sui tecnicismi e non solo) importa ci sia il gasarsi e le lacrimone, elementi base e presenti a profusione nelle tre ore del film.
Si prende anche Thor con la ‘belly beer‘ manco fosse un avventore del nostro bar. Ci stava? Dibattito: sì, perché la combo Thor-Guardiani si era già vista, No, perché troppo macchietta. Eppure, ho riso spesso quando arrivava questo dio alcoolizzato e distrutto dai suoi errori.
Perché al di là delle critiche, dei paragoni, dei più o meno arguti puntigliosi sempre all’erta, è tutto lì. Il passato da ricordare, a volte da cancellare, da modificare migliorandosi, per essere davvero eroi. Oppure da rivivere cambiando, riprovando. Tutto con un giusto sentimento, legato alla fine di questo MCU, perché il prossimo film della serie dovrà inaugurare un nuovo mondo Marvel, dovrà cambiare, per forza, e chissà se li tornerò a vedere tutti.
Chissà se riusciranno a tenere tutti noi, dai quarantenni che accompagnavano i figli ma erano più gasati di loro, ai trentenni che dissimulavano l’attesa, ai ventenni in fissa pieni di teorie, ai quindicenni casinisti che erano in culla quando RDJr iniziò la sua carriera da boss dei super eroi.
Probabilmente ce la faranno a riportarci tutti a casa. Gli incassi spaventosi e la capacità di programmare mostrata, daranno una forza impressionante alla Marvel, però altrettanta responsabilità. Ecco, questa cosa del potere e della responsabilità l’ho già sentita in giro e comunque al prossimo, sì, saremo ancora tutti lì.
Ad aspettare, fiduciosi, come una grande famiglia che fa la coda al cinema di periferia, una cosa che non si vedeva da anni, al cinema di periferia, una cosa che mancava, forse una cosa unica, però è stato bello, chiedere permesso per poter entrare, visto che il biglietto lo avevo fatto un’ora prima. E’ stato bello, l’altra sera. Son stati belli, questi undici anni di super eroi.
[to be continued…]