2010, cinema


1. The Social Network
2. Inception
3. Toy Story 3
4. L’uomo che verrà
5. Scott Pilgrim vs.the World
6. Il profeta
7. The Town
8. Buried
9. Up in The Air
10. La prima cosa bella

In panchina, ‘Avatar‘.
Qui si spulciano le recensioni di (quasi) tutti i film in classifica.

Originariamente la classifica voleva essere accompagnata da una lunga e circostanziata serie di lamentele sul fatto che certi film (vedi numero 4 e 6) spesso non trovano la luce dei multisala delle mie province e si devono accontentare di proiezioni infrasettimanali in rassegne speciali; oppure sugli oscuri motivi, presumibilmente cash-flow e scarso rispetto degli spettatori/clienti, che spingono sti buzzurri di distributori a non programmare film usciti da secoli in altri paesi; o addirittura sul fatto che qualche copia in più coi film in lingua originale sarebbe carina da trovare e forse avrebbe un suo mercato.
Ma: non ne ho voglia, che tanto mi sa di battaglia persa, per cui tocca accontentarsi.

E questo è l’ultimo post relativo alle abituali classifichine, nonchè l’ultimo dell’anno 2010 di questo blogghetto di vaga critica e scrittura saltuaria e personale.

Buon anno nuovo a tutti.
Daje.

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sTRONco

di slancio, che qui ci si arrabbia ancora per certi film che si reputano sbagliati, ecco un breve elenco random di riflessioni che mi sono posto all’uscita della proiezione di ‘Tron-Legacy’.
spoiler a manetta, se volete vederlo evitate la lettura.

– 3D, perchè? : il biglietto per vedere il film, peraltro disponibile unicamente in 3D nella nostra zona, costa dieci euro. perchè questa differenza? i primi minuti sono in 2D e c’è una bella luce. poi, il film gioca moltissimo sul ‘vedere cose fighine‘. molte di queste cose fighine si hanno grazie al cotrasto luci vs. nero. ma se il 3D è scuro come una pinta di guinness (se non di più) l’effetto non mi va abbastanza, come dire, a puttane?

– casting, chi? : su quali basi viene scelto l’attore principale di un film simile? bellezza? fisico? entrambe le caratteristiche? forse. detto che personalmente non lo trovo bello nè particolarmente prestante, il tizio di carisma ne ha zero e non è credibile come eroe proiettato in un mondo di byte nemmeno per un mini-ciclo.
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2010, tv series!

1. Breaking Bad – S03
la serie migliore dell’anno è anche una delle serie migliori di sempre perchè ha una caratteristica carinissima e quasi unica. migliora di stagione in stagione. in questa, personaggi ormai perfetti danno vita a una narrazione carica di momenti epocali, mandibole che cadono quasi a ogni finale di puntata e tanta voglia di altri episodi. ci sarà da aspettare luglio, ma qui siamo alla perfezione. a scelta fra ‘one minute‘, ‘fly‘, e ‘half measures‘ l’episodio dell’anno, sezione ‘drama’.

2. Community – S02
la serie che fa ridere e ti fa sembrare anche più intelligente mentre ridi. attraversata da momenti di pura follia e da altrettanti di assoluta genialità, con un cast affiatatissimo di attori che ormai sono amici. le puntate spesso sfondano il genere comedy, sfociando in altro e dando vita ai venti minuti più attesi (o quasi) della settimana. contiene, e non so decidermi, l’episodio migliore dell’anno, sezione ‘comedy’. e il mondo visto con gli occhi di abed è incredibile. e imperdibile.

3. Treme – S01
perchè la sigla è stupenda come tante altre sigle ma questa lo è di più, perchè è un racconto corale con personaggi meravigliosi con la resistenza dentro, perchè resistere ai dolori di tragedie inimmaginabili è difficile ma con la musica buona lo è meno, perchè c’è john goodman che spacca il cuore, perchè c’è john goodman e tanti altri con una schiena dritta che più dritta non si può, sempre e comunque con la musica intorno.

4. Mad Men – S04
ex-numero uno e quest’anno giù dal podio, ma in realtà è sempre lassù perchè è già un classico, perchè le sigarette e il fascino sfasciato e/o sfrontato di don draper, perchè le scene nel suo ufficio sono spesso memorabili e per altri motivi che si avvicinano tutti al vocabolo ‘perfezione‘ che in questa stagione vengono semplicemente ribaditi. perchè insomma se non hai ancora visto ‘mad men’ pentiti subito e corri a guardarlo.

5. Eastbound and Down – S02
rido solo a pensarci a Kenny Powers…Powders…Powers. profeta del basso moralismo, eroe del ‘io sò io e voi nun siete ‘n cazzo‘ coniugato nello slang american-fuck-ispanico degli episodi ambientati in mexico in cui danny mcbride gigioneggia, regala grasse risate, parolacce a nastro e sprazzi di empatia triste. un perdente epico, sprezzante e antipatico. maestro di vita.

6. Romanzo Criminale – S02
la dimostrazione che l’Italia, volendo, sa il fatto suo. una seconda stagione addirittura migliore della prima, con momenti meravigliosi, il confermato kit di ottimi attori, una distanza doverosamente anni luce dalle fiction da prima serata. e il gergo che buca lo schermo per entrare nel linguaggio dei fan anche qui in pianura. la bella e crudele malavita con regole e codici d’onore e morte. e un violino a sottolineare momenti strazianti. daje, stecca para pè tutti.

7. Downton Abbey – S01
il mondo sta cambiando, forse naufragando, ma l’importante è che il gong per la cena venga suonato per tempo. ai piani di sopra si progettano matrimoni anche senza amore, ai piani di sotto si annidano rancori e amori senza matrimoni. la nobiltà e la servitù e tutta la società che (non) c’è in mezzo, per una ricostruzione accuratissima e un ritorno in grande stile del ‘romanzo storico’. e maggie smith che ti gela ad ogni sguardo snob.

8. Justified – S01
dalla penna del maestro (nonchè uno dei miei scrittori preferiti) Elmore Leonard arriva un personaggio che ci mette un attimo a conquistarmi con cappello da cowboy, carisma a pioggia, cuore giusto, mira perfetta e accento del south. a tenergli compagnia un cattivo che spesso gli ruba la scena. si spara e si parla molto, si fa il tifo per i buoni e a volte per i cattivi. una sorta di moderno western con la stella dello sceriffo addosso e la freschezza della novità.

9. Boardwalk Empire – S01
un diesel di cilindrata grossa come la produzione impegnata a mettere in piedi questa rivisitazione curatissima nei particolari e ricca di citazioni cinefile, del periodo del proibizionismo americano. la gente beve, i criminali sparano e il potere è corrotto. niente di nuovo ma che classe e che respiro. all’inizio le piume e i lustrini e la stupenda sigla coprono qualche lentezza. poi la serie trova il suo ritmo pacato e spietato come il personaggio interpretato da un magistrale buscemi attorniato da bulli, pupe e un ‘cattivo’ con il distintivo e troppa fede.

10. Sons of Anarchy – S03
la terza stagione di SoA non è stata bella come le precedenti, avvitandosi un po’ senza costrutto nell’attesa del climax finale. che pero’ è stato super con un season finale impeccabile. entra nella top ten perchè quest’estate ho recuperato le prime due stagioni una via l’altra, una meglio dell’altra (la seconda è una corsa incredibile con il gas aperto) e che mi ha fatto venire voglia di: comprare un’harley (ma non ho i soldi), bere whisky (ma non ho il fisico) guardare la gente con disprezzo e superiorità badass ma non mi viene così bene. tutto nell’attesa di una quarta stagione che parte con ottime premesse.

Menzione, best mini-serie: Sherlock, dura tre mini film il teletrasporto ai giorni nostri dell’investigatore più famoso di sempre. sapienza, suspence e un ‘tiro’ narrativo notevole. seconda stagione attesa con la bava alla bocca.

Menzione, so long, and thanks for all the fish: LOST (e va bè, il finale di Lost è discutibile o criticabile ma qui si aveva le lacrime agli occhi, quindi non dico altro. è finito e mancherà un po’, non solo per la visione ma anche per il contorno. ha fatto epoca ed è stato, tutto, molto bello)

Menzione, personaggio dell’anno: Nathan di ‘Misfits‘ è uno spettacolo di contraddizioni adolescenziali immerse nel LOL e nella volgarità gratuita, il volano di una serie particolare e molto buona, recuperata pochi giorni fa per intero

Menzione, una scena che quasi da sola vale una stagione: il discorso prima delle previsione del tempo di Russell Edgington in ‘True Blood’ (spoiler – and genius – alert)

Menzione, applausi, ad ogni episodio: ‘Modern Family‘ ‘The Good Wife

Menzione, tanto rumore (ed hype) per (quasi ) nulla: ‘The Walking Dead‘ che non entra in classifica, non appassiona e si rivela uno spreco. oppure è un problema mio con gli zombie.

Voilà, mischiando generi anche se non è corretto e con quasi zero spoiler.
Buone visioni.

2010, musica!

Dopo la selezione dei 25 candidati, ecco i miei magnifici dieci dischi dell’anno.
I più ascoltati, amati, ballati, cantati, attesi, inaspettati, importanti, fatto i chilometri per vederli suonati, consigliati e acquistati (che, ricordo, è bello comprarla la musica che piace)

Pronti: vai!

10 – A Weather – ‘Everyday Balloons’
una chicca di semplicità e carezze che ho ‘indossato’ quest’anno come un cappotto in questi freddi giorni.

9 – The Black Keys – ‘Brothers’
sono un fan, anche nelle classifiche. band che adoro e che raggiunge la maturità totale sfornando il loro disco migliore.

8 – Aloe Blacc – ‘Good Things’
uh, ma ciao, ma chi sei, ma che classe. il disco di R&B che aspettavo.

7 – Janelle Monae – ‘Archanoid’
prova a non muovere un muscolo ascoltando ‘tightrope‘ o ‘cold war‘. impossibile. e poi, tutto il resto cantato col ciuffo.

6 – Massimo Volume – ‘Cattive Abitudini’
Vagò per giorni sotto il sole cocente, raccolse conchiglie lampeggianti credendo ogni volta di avere trovato la più bella.

5 – The Black Angels – ‘Phosphene Dream’
un viaggio molto rock con un pizzico(re) di acido. per me, grandissimi.

4 – Arcade Fire – ‘The Suburbs’
ai migliori si possono trovare difetti e il disco è troppo lungo. e contiene brani memorabili. la mia band degli anni zero. e win è mio fratello.

3 – Beach House – ‘Teen Dream’
un anno filato di ascolti, ammaliato da riverberi e voci impastate di soffici sogni electro-pop.

2 – The National – ‘High Violet’
la band perfetta, ora? sempre meglio dal vivo, sontuosi su disco. cuore e canzoni che resteranno.

1- Deerhunter – ‘Halcyon Digest’
la bomba che esplode fra spirali rock e sperimentazioni pop e/o viceversa.
a sorpresa, disco dell’anno. e con una nuova ‘canzone che non mi stanco mai di ascoltare‘.

EPPOI:


Tre:
concerti:
1. Arcade fire, Bologna: e cadere in ginocchio esaltato, appagato e stanchissimo, dopo la messa dei fratelli Butler & Co. emozionantissimi con inni.
2. WoW Goteborg: e due giorni memorabili. i tre migliori live: Mumford&Sons e la folla osannante che stupisce anche loro; i Pavement e i brividoni coi peli ritti; Beach House e l’incanto.
3. Wilco, Ferrara: perchè, dopo anni, è stato il battesimo davanti a Jeff & soci. e la corsa sotto il palco per le ultime canzoni.


Due:
dischi jazz:
1. Jarrett/Haden – ‘Jasmine
2. Yaron Herman Trio – ‘Follow the white rabbit’ (*)


Uno:
puntuale come il Natale (a proposito, auguri eh) ecco qui la pratica compilescion con dieci brani stupenderrimi uno per ogni disco della top ten (più bonus track *).
La cover volendo è lassù, dopo il titolo.

E buon ascolto.

(edizioni precedenti: 2008 2009)

2010 classifiche: preambolo musicarello

Tempo di classifiche di fine anno. Cosa buona e giusta.
Sempre bello leggere liste, elenchi e charts che sono nutrimento di discussioni, fonte di curiosità e scoperta di cose che ci si è persi o che si è giudicato in fretta.
Non mi sottraggo al rito, anzi, mi ci fiondo a capofitto.
Ripensando al 2010 non ci sono grossi dubbi sulle top ten di serie tv (l’elenco è già fatto, tzk tzk) e cinema (risolta dopo grossa diatriba la lotta per le prime tre piazze il resto è facile ma occorre attendere la fine dell’anno che non si sa mai…) per la musica il discorso è più complicato.
Perchè la domanda è compulsiva e trasversale, l’offerta enorme, perchè ci sono un sacco di ascolti da scremare e perchè a prima vista quest’anno non c’è IL disco che ha conquistato il mio cuore musicale. Ci sono stati molti album validi e decine di ottime canzoni che se da un lato mi permettono di dire che questa è stata un’annata ricca di tanti buoni ascolti, dall’altro rendono dura l’impresa di sceglierne dieci così, di getto.
Ergo, a mio beneficio, ecco una prima scrematura dei dischi più ascoltati e più apprezzati del duemilaedieci. Ovviamente non ho ascoltato tutto e ogni suggerimento è benvenuto.
Pronti, via.
(…e occhio ai link per i curiosi…)
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Daje Zappatore

Qualche tempo fa un mio amico mi diede da leggere una sceneggiatura di un film a cui stava lavorando nella sua veste di produttore di cosette.
Lessi in ritardo che sono un po’ pigro, proprio mentre il mio amico era in Puglia a girare questo film. E mi ricordo di una nostra conversazione dell’estate scorsa dove lui mi raccontava come andava la lavorazione.
In poche parole: idee, energia, chilometri, sudore e corna metal. E io gli dicevo che, oh, su pagina il film era una figata.
Ora, il  mio amico ha fatto in tempo a terminare il film e trasferirsi (si spera momentaneamente) ad Hong Kong.

I400calc
i è  un blog ‘da combattimento‘ imperdibile, ben scritto e divertente che leggo quasi tutti i giorni.

Bè, oggi, apro l’internet e mi trovo il trailer del film del mio amico sui 400calci.
Emozione, batticuore e acuto gridolino di gioia. Poi applausi.
Io dico che merita:

Adesso aspettiamo future buone notizie sull’uscita del film.
All Hail my man.
E in bocca al lupo Zappatore.

Ps.: Corna metal!

Oblivium: HP version 7

HP7, prima parte. Fuori zero gradi. Dentro, euro 4,50 ed è aperta solo la galleria perchè ‘il caldo al và in sò‘. Chiaro. Il gestore della sala del paesello pero’ mi conosce bene e acconsente al mio ingresso in platea dopo avere discusso sul fatto che secondo me il turista‘ sarà una schifezza mentre per lui ‘vedrai che incassa, c’è gionnidipp, spero di farlo‘. E ovviamente ha ragione. Evito di guardare un leone con intorno dei mostri natalizi ed entro passando dietro a un mega cartellone di ‘Megamind‘ messo appiccicato alle porte per fare capire che in platea non si va. Infatti c’è un po’ fresco ma non c’è problema, anzi c’è la sciarpona.
Comincia HP7 prima parte del capitolo finale tratto dall’enorme opera della tipa che un bel giorno (a memoria, la leggenda narra) scrisse i primi capitoli della saga del maghetto occhialuto sui tovagliolini di un pub. Inizio bello denso con un personaggio vestito di fumo nebbioso che va e arriva in casa del cattivone che è molto cattivo e lo mette subito in chiaro. Poi c’è il solito viaggio avventuroso dei ragazzi che pero’ son cresciuti e la scuola non c’è più. E questo non va bene. E tutto il film è un gira-gira un po’ a vuoto per nascondersi dai cattivi e per trovare…quelle robe, dai…come si chiamano…ok, horcrux, dove non accade quasi niente se non qualche magia carina (e io vado a vedere HP per vedere le magie, mica trip post adolescenziali appiccicati con lo sputo e le pecche diventano tre) un paio di combattimenti a colpi di bacchette, niente tornei fighini e una discreta fatica per non dormire durante l’ennesima conversazione dove mi perdo almeno un nome di un personaggio che un bignamino ad inizio proiezione potrebbero anche farlo ma pazienza.
Fino al finale dove si torna in territorio del cattivo e l’attenzione riappare.
Sotto all’ultima scena non sembra ma appare anche una bella scritta che dice ‘gentili spettatori, vi abbiamo turlupinato un po’ di euri dividendo il film in due, grazie della pazienza, tornate a luglio per il gran finale, ci saranno molte scene con il vostro beneamato cattivo e sarà bellssimo‘.
E io ci cascherò, come sempre.
E ‘oblivium‘ – la formula magica usata per dimenticare – sia per questa prima parte, dove la vera lotta è non addormentarsi all’ennesimo panorama con il nulla dentro.