venticinqueperduemilaquindici = cose di playlists

 

2015(a inizio anno mi sono accorto che non avevo più una gran voglia di scrivere un post per ogni film. Così mi sono messo a fare una playlist al mese, un riassunto di cose viste, lette, ascoltate. Per celebrare la fine dell’anno e il fatto che sono arrivato a farne dodici, la cosa non era affatto scontata, quella di dicembre arriverà, ma direi che sia ora di mettere un punto, quindi ecco qua un giga riassunto annuale.
venticinque cose dell’anno mixate che mi hanno fatto dire ‘WOW’, emozionato e che ricorderò nei prossimi mesi)

25. Floating Points, ‘Elaenia’, album.
L’elettronica che incontra il jazz e ci limona con una classe sopraffina, una delle pochissime vere sorprese di quest’anno dove ho ascoltato tanta musica bella ma disconi pochi. Ci sta e questo è uno di quelli. E ‘Silhouette’ è un pezzo straordinario.

24. Ant Man 
Il film Marvel che non mi aspettavo e che mi ha divertito tantissimo. Contiene la scena definitiva (spoiler, ma tanto è uscito mesi fa, è quella dove con lo scacciamosche fa fuori il rivale. Se finiva così, legend-wait for it-dary, ma va bene lo stesso)

23. Foo Fighters a Cesena
Perché è stato un caso, perché la faccenda del ‘Rockin’ 1000‘ è stata una cosa veramente bella e perché ricordo ogni momento di quella serata. (ciao, Andrea, sii buono nei commenti…)

22. Man Up
Perché il mondo ha bisogno di credere nel romanticismo, nel fato buono e io ho bisogno di ‘romantic comedy‘ fatte bene. Non è ancora uscito, che il pubblico italiano evidentemente non è pronto a certo humor (mica vero, eh).

21. Brad Mehldau, ’10 year solo live’, album
quattro cd oppure otto vinili per un torrente di note, variazioni, cover che esplodono in mille pezzi, team romance, un’orgia su tasti di grande bellezza. Necessario (poi, io sono super fan, magari faccio poco testo)

20. Donne con le chitarre
Innanzitutto perché sul palco son sempre il sì e sempre state troppo poche. Due dischi molto belli e stra ascoltati: Courtney Barnett è un’esordiente che ha fatto un disco divertente e gasante e le Sleater Kinney perché non tutte le reunion vengono per nuocere.

19. Anthony Doerr, ‘Tutta la luce che non vediamo’
Una ragazza cieca, un orfano appassionato di radio, la seconda guerra mondiale, essere dentro la storia con una bellissima e commovente storia. Premio Pulitzer, ma non importa. Leggetelo se non vi arrivano libri per Natale.

18. Tobias Jesso Jr, ‘Goon’, album
Perché uno così mancava, con le orecchie nel passato e il cuore nel presente e perché è arrivato nel momento perfetto (dai, Tobias vieni in Italia a suonare… e invece, nessuna data prevista…)

17. Kendrick Lamar, ‘To pimp a butterfly’, album
Sta dominando tutte le classifiche serie, disco grosso pieno di ottime canzoni e ambizioni. La rinascita del rap forse passa per questo ragazzo.

16. Sicario 
Sequenza d’apertura da ricordare e un film teso, avvincente e convincente, che quando mi sono alzato ho pensato ‘Oh, che roba’. Attori eccellenti con bonus della più bella del mondo.

15. CHVRCHES, ‘Every open eye’, album
disco ‘forever young‘, disco ‘ballare sotto la doccia rischiando la frattura multipla‘, disco ‘prendo i biglietti e me li vedo a Londra, poi invece compro una macchina e divento povero e quindi niente Londra‘.

14. Nickolas Butler, ‘Shotgun Lovesongs’
Libro bellissimo, in nome del padre la provincia americana, del figlio Bon Iver e dello spirito santo che mi ha incantato davanti a certe pagine, certi personaggi. Libro ‘rock’ dell’anno, fra l’altro.

13. Whiplash
Quando l’ho visto, prima che uscisse perché doppiato anche no, poi l’ho rivisto al cinema, tranquilli, bollivo dall’entusiasmo. Sarà perché avrei sempre voluto suonare quella musica, quando suonavo la batteria, ahimé non avevo talento né voglia di farmi sanguinare le mani. Filmone, che ricordo ancora bene e di cui ho strascoltato pure la colonna sonora.

12. The Bad Plus w/Joshua Redman, in concerto ad Albinea
Una villa nel cuore reggiano, una band nel cuore da anni, il piccolo sogno di avere concerti favolosi a mezz’ora di macchina, una serata perfetta, il momento musicale più ‘Oh, come fate ad essere così bravi, eh!?!‘ dell’anno (un aggancio di melodie con batteria e piano, una roba che non riesco a spiegare a parole e ovviamente non ho trovato alcun video)

11. Mattia Signorini, ‘Le fragili attese’
Perché sono pochi i libri in cui leggendo, mi sono fermato per prendere un fazzoletto, pochissimi. (link)

10. Kurt Vile ‘Pretty Pimpin’
La canzone che ho ascoltato di più in questo 2015.

09. Mr.Robot
La serie tv per nerd paranoici è bellissima, girata in un modo particolare, straniante, psico qualcosa e quasi ogni puntata finiva con ‘eh, vabbé, un’altra, ora‘. Binge-watching dell’anno. (e questo ragazzo è bravissimo)

08. Il momento sportivo del 2015
Una posizione extra playlists, me la concedo. La mia faccia tristissima, appena uscito dal palazzetto dopo la sconfitta in gara sette della finale playoff. Il bello di tifare le squadre della tua città, le tante emozioni, il perdere, ma è stato bellissimo, ci ho scritto pure un post.

07. Kamasi Washington, musicista dell’anno
Arriva un triplo disco con dentro il jazz, il funk, roba nera che fa luce. Un gigante (letteralmente) col sax. E non ho mai smesso di ascoltarlo. Concerto eccellente, pure.

06. Mad Men + Justified 
Premio ‘so long and thanks for all the fish‘ a due serie che han finito la loro corsa, lasciando un grande vuoto. La prima, un capolavoro, non inizio nemmeno, ci vorrebbero sette post, tante quante le stagioni di pubblicità, cigarettes & alcohol, classe, storie. La seconda, sulle orme di Elmore Leonard, il western moderno allo stato puro.

05. Jonathan Miles, ‘Scarti’
Avrei potuto fare copia incolla dai vari post ma pazienza. Scrissi: ‘Una scrittura ricca per 572 pagine di racconto corale, narrativa minima con sguardo ai massimi sistemi, in un libro ambizioso, potente, godibile, affascinante, emozionante.’ Un esempio di quanto mi è piaciuto, servito, leggere in quest’anno. Un esempio di gioia di leggere, di ‘quando arriva la pausa che devo andare avanti?’

04. Netflix
Era ora. Buoni ultimi o quasi, il futuro della tv (e della serialità, oserei) è approdato nel Belpaese. Molte delle serie da vedere sono loro e non solo perché sono loro. ‘Daredevil’, ‘Jessica Jones’, ‘Narcos’ (la lucha y la plata), ‘Unbreakable Kimmy Schmidt’, la imperdibile intelly-comedy ‘Master of None’, ‘OITNB’. E poi gli one man show dei comedians, filmetti da rivedere per caso, e insomma, c’è materiale e contentezza.

03. Mad Max, film dell’anno
Solo a ripensarci scatta il CAPS LOCK, MAMMA MIA CHE FILM CLAMOROSO. (ne ho scritto, MA CHE ROBA RAGA, DA USCIRE CON LE GAMBE CHE TREMANO E LA GIOIA NEGLI OCCHI!)

02. Daniele Rielli ‘Lascia stare la gallina’, libro dell’anno
Era settembre, sembra sia passato un sacco di tempo, o anche no, eppure, questo romanzo resta la cosa migliore letta quest’anno. Fossi stato bravo ve l’avrei consigliato prima, così avreste fatto un figurone con i regali. Come ho scritto (autocitarsi fa male, lo so, confido nel vostro perdono): ‘Eccolo, quindi, il grande romanzo italiano. Scritto da dio, divertente, intelligente, quasi perfetto. Un librone, davvero‘. Davvero. (link)

01. ‘Star Wars – The Force Awakens’ 
Perché l’ho aspettato per troppi anni un sequel degno, perché l’hype ha segnato metà di questi 365 giorni, perché è l’ultimo post che ho scritto, perché ‘may the force be with you‘ risuona ancora potente, perché una numero uno pop e grossa ci sta bene.

Ecco fatto, se la scrivo domani cambia qualche numero, ma siamo lì.
Altro, a caso: 
altre serie da vedere:
‘Rectify’ resta imprescindibile per gli amanti della serialità, ‘Last Man on Earth’ è stato il recupero migliore con rideroni incorporati, ‘Show me an hero’ premio alla sceneggiatura, ‘The Affair’ è sempre notevole.
altri dischi belli:
Ought, Alabama Shakes, The Weeknd, Jamie Woon, Martin Courtney, Jamie XX, The World Is a Beautiful Place & I Am No Longer Afraid to Die (la band con il nome più lungo di sempre che però gira da un mesetto in heavy rotation)
altri film da ricordare:
Inside Out, Ex Machina, Suburra, Dio esiste e vive a Bruxelles, Foxcatcher.

Clicca forte qua, dove trovi tutte, ma proprio tutte eh, le playlist, se vuoi leggerne di più.

Ci vediamo alle prossime playlist.
Bring it on, 2016!

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oh, sì, risvegli

swJ.J. Abrams viene chiamato a riportare la forza nel mondo del cinema. Con il peso dell’attesa di una fan base enorme, sa di dovere aggirare l’ostacolo di una seconda trilogia mal pensata e mal eseguita. Mi immagino la prima seduta di sceneggiatura a casa di JJ o nella saletta riservata del suo ristorante preferito, e secondo me JJ, dopo avere parlato molto con Lucas, che intanto ha venduto tutto alla Disney ed è a posto per quelle dieci generazioni, molto con Spielberg, maestro Jedi di cinema e amichetto di JJ, e molto con altra gente che si intende di saghe, ecco, JJ deve avere pensato a quella frase che è rimasta impressa a quelli che hanno seguito la sua prima ‘impresa’, portare una serie tv sulla bocca di tutti.
Jack, il medico eroe di ‘Lost‘ lo urlava. ‘We have to go back!‘. Ed è quello che JJ ha fatto. E’ tornato indietro, nel ’77. C’era il punk, il PCI e un film che era un azzardo per gli standard hollywoodiani di allora (sì, ho fatto i compiti) e che invece diventò, a seconda delle opinioni, una religione per futuri cosplayer, un pozzo di denaro per gli amanti dei case study sul marketing, un vangelo per gli appassionati di fantascienza, una bibbia per gli amanti degli effetti speciali e delle navicelle spaziali da combattimento.
E sì, siamo tornati indietro.
Buio in sala (che belle parole) e si va. Parte la ‘sigla‘, la scritta in giallo che scorre verso l’alto con sotto le luci di una galassia lontana lontana e sono applausi e fischi e urletti di puro gasamento, dopo un’attesa durata mesi, come un polmone pieno d’aria che si svuota. E via.
Per i primi venti minuti, dopo ogni scena, col mio pard,  ci sussuriamo ‘Fin qui tutto bene‘ preoccupati dopo mesi di speculazioni in salsa scaramantica. Alla mezz’ora la facciamo finita, già sicuri che JJ ha spazzato via la trilogia sbagliata, come un polveroso ricordo di jarjarbinks brutti e che siamo davanti a una operazione che scaccia il lato oscuro e premia i buoni che hanno sempre creduto.
Star Wars:  il risveglio della forza’, incasserà un miliardino di dollari in serenità e sì, JJ la porta a casa.
Con un casting giusto (altro che Hayden MAPERCHE’ Christensen) dove ad attori che fino a ieri erano coi Coen o con le ‘Girls’ (Isaac & Driver, che devono aver firmato in mezzo secondo il contratto per tre film e han fatto benissimo, bravoni) si accompagnano le facce nuove e giuste di quelli che saranno i protagonisti principali (il post non ha spoiler sulla trama eh, ma insomma, tutti avete visto il trailer, no?).
Buona l’azione e gli inseguimenti, un plot classico che per lunghi tratti sembra una copia carbone, un puzzle di elementi conosciuti ma che mischiati ridanno forza e prendono forza per ricominciare, pagando il giusto tributo al passato, senza esagerare e volando nell’iperspazio con una bella carica.
JJ ha studiato bene. Riempie il film con poca CGI, battute divertenti, un sapore di antico ben piantato nel presente, la voce di quell’omone peloso, il suono dei caccia interstellari, un nuovo robot puccissimo, spazi grandi e tante, quasi tutte, cose giuste. Offre un corposo fan service, strizza l’occhiolino, fa il brillante, segna punti con varie frasone da uso immediato. Il film riannoda fili, recupera storie, dura due ore che passano in un amen, perde, ma non si perde in, analisi filosofiche della ‘forza’ che tanto lo sappiamo tutti cos’è.
Cos’è la ‘forza’, lo sa il tipo che entra con una maschera enorme di Darth Vader, lo sanno le ragazze con tunica jedi e spada laser di plastica che si prestano a un selfie nel parcheggio, lo sappiamo noi che siam cresciuti coi poster della morte nera, lo sa la coppia di ventenni che si guardano un video e si scambiano un bacio prima che si spengano le luci, lo sa il padre di fianco a me, che batte l’attesa muovendo la gamba mentre il film inizia, lo sa suo figlio di dieci anni a due posti da me, lo sa il fratellino di sei anni che sottolinea apparizioni sullo schermo con frasi brevi coi punti esclamativi. ‘Spada laser!’ ‘Il millennium falcon!’ ‘Il robottino!’ ‘Han Solo!’.
La forza è un cordone ombelicale fra generazioni, col padre che alla fine del film è quasi più contento del figlio, che lo guarda e gli dice ‘sì’ con gli occhi.
Ed è proprio questo, alla fine, il bello, mentre la sala appalude.
JJ ci prende tutti in fila, le famiglie, i nerd, i ventenni, e ci porta a casa, consegnandoci una nuova speranza tanti anni dopo e davvero buon film.
Mentre scrivo mi sembra veramente tutto troppo giusto. Sarà colpa mia, cerco difetti ma ne trovo solo uno che non posso dire, no dai, due e non posso dire manco il secondo. Però, niente. Applaudiamo. Quando arriva il prossimo?
E comunque, quando parte la sigla, come sempre, un brividone mette i peletti delle braccia sull’attenti. E forse, alla fine, che poi era l’inizio, bastava questo.