Nothing really matters, tooo me (and PG-13)

Un minimo di contesto personale. Per me i Queen, quando li conobbi, metà anni ottanta, erano una band con decine di canzoni mediocri e una decina di hit clamorose. Nel novanta durante il servizio militare conobbi Carmine. Un giorno ci portò a casa sua, un appartamento in un palazzo di Quarto Oggiaro pieno di mobili e odore di soffritto dove nella sala troneggiava un luminescente pianoforte a coda. Noi mettevamo su un disco a caso dei Queen e lui suonava e cantava il brano. Qualunque. Era bravissimo, gli chiesi perché non suonava altro, rispose ‘A me piacciono i Queen’. Con lui li riascoltai con una guida a fianco ma non sono mai entrati nel novero delle band del cuore.
Il film lo aspettavo, sapendo che era una bella sfida da vincere, perché i biopic musicali sono sempre stati ardui da gestire per le aspettative e perché spesso l’ego dei protagonisti è difficile da comprimere su pellicola.
Al botteghino del cinema una signora sintetizza bene la questione del film: ‘Uno per Freddy Mercury’. La cassiera le sorride, strappa il biglietto.
Sala affollata per l’unica visione settimanale in versione originale. Si parte, svisata di chitarra sulla sigla della ‘20th Century Fox’. Pessimo segnale, molto anni ottanta, ma ci sta.
Purtroppo, sono rimasto abbastanza deluso. La storia  si appoggia unicamente sulle canzoni, non riesce mai ad entrare in una vera empatia con lo spettatore senza le stesse.  Quando non c’è la musica il film resta superficiale nonostante le possibilità di avere fra la mani un personaggio così sopra le righe, ingombrante, per due motivi: la mancanza di una sceneggiatura con un minimo coraggio, che da il suo massimo spiegando la gestazione di tre canzoni e perché il film deve prendere il PG-13 e quindi per esempio la discesa negli inferi del sesso promiscuo viene fatta vedere con un blando montaggio bruttamente psichedelico di Freddy in giacca di pelle. Abbastanza uno spreco.
E il film è un po’ tutto così. Si intravede il potenziale anche perché Rami Malek ce la mette tutta, dentoni inclusi, però niente, non parte mai la vera emozione, mai ho vissuto i dubbi, la tensione interna del protagonista. Il tono documentaristico che spesso prevale, non aiuta ad entrare in sintonia con il personaggio. Altra pessima scelta quella di dover trovare un cattivo, senza se, senza ma, senza sfaccettature e la scelta del gay cattivo che porta il buon Freddy sulla pessima strada, al netto del fatto che le libertà storiche in film del genere per me sono percorribili basta che mi facciano partecipare e invece ancora no, è veramente forzata.
Poi certo il film piace, perché a chi non piacciono le canzoni che tutti conoscono dei Queen ma è troppo poco per farne un film da ricordare.
Serviva più coraggio nella scrittura. E ripeto non era facile e molto probabilmente un film di una major che deve incassare non può avere il coraggio necessario per prendere un materiale così sontuoso (anni settanta, rock and glam, omosessualità, successo, droghe, fans, malattia e morte) e farne un film memorabile. Non può perché facendolo, osando, rischierebbe di non incassare, al momento, cinquecentocinquanta milioni di dollah. Non c’è niente di male. Però, che peccato.
C’è anche un altro discorso che è il finale dove (SPOILER, ahah) si vede la copia carbone dell’esibizione del Live Aid nel luglio ’85 (madeleine: noi nella sala dell’hotel che non andiamo al mare ma ci mangiamo il Live Aid in tv, coi genitori che rompono perché ‘siamo al mare e non vai al mare?’ ‘mamma cazzo vuoi ci sono i Duran in tv’). Per me una scelta sbagliata e pigrissima. Anche lì, manca una sceneggiatura. Potevano fare altre cose ma non hanno voluto rischiare quasi nulla. Purtroppo.
Restano le canzoni, ma quelle resteranno per  sempre.
Eeeeeh Ooooooh!

Ps.: qualche giorno fa ho letto un twit dove uno spettatore raccontava di gente andare via dalla sala dopo un bacio omo sullo schermo. A parte che è inammissibile non sapere certe cose – cioè vai a vedere il film e non sai che questo protagonista era gay? veramente? ti piacciono le sorprese? boh – siamo veramente messi male se c’è gente (anche da me, ieri sera) che fa i commentini scemi a un bacio. Maledetto Pg-13. 

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