2009, musica!

Dopo due post riassuntivi, controllo dei centri di ascolto, riflessione mista a sensazione, proiezioni sui dischi che resisteranno negli ascolti anche in futuro (*) : ecco la top ten del 2009.

1. Grizzly Bear
una sorpresa anche per me. non pensavo potessero entrare nella top ten, figurarsi al primo posto. sarà che i coretti mi fregano. l’anno scorso volpi, quest’anno orsi. pardon. fatto sta che sono sei mesi che questo disco lo ascolto sempre. e con sempre più gusto e salterelli quando i coretti incalzano. disco dell’anno.

2. Pains Of Being Pure At Heart
12 mesi di ascolti e balletti privati, valgono la piazza d’onore. disco “vorrei avere vent’anni” dell’anno.

3. Polvo
disco rock dell’anno. punto.

4. Fanfarlo
disco “canzoncine” dell’anno.

5. Balmorhea
disco post rock-virato folk dell’anno.

6. Florence & the Machine
donna dell’anno.

7. Fuck Buttons
disco fuzz&dance e sorpresa numero due dell’anno.

8. Ramona Falls
disco “lo ascolto solo io?“, dell’anno

9. Arctic Monkeys
disco “cosa resterà degli anni zero“, dell’anno (i ragazzotti secondo me, resteranno)

10. Great Bloomers & Barzin
mi concedo un pari merito per, rispettivamente, il disco australiano ed estivo dell’anno e il disco notturno dell’anno.

Citazioni ad honorem per dischi molto ascoltati nonchè apprezzati: The XX – Passion Pit – Art Brut – The Clientele – Lightning Dust – The Fiery Furnaces

Onore sempre e citazione sempre a: Gomez & Wilco

Menzione speciale “Old School rulez“: Sonic Youth & Dinosaur Jr.

Menzione R&B dell’anno: Lee Field & The Expressions

* = ormai uno dei fattori per me principali per indicare i migliori dischi di una stagione. trovare qualcosa che per sensazioni e ovviamente gusti personali possa resistere alla velocità con cui si consuma musica oggi fra mp3, morte (presunta) del supporto, valanghe di novità, “new sensation” come piovesse, band che si autopromuovono e altre centinaia che si reperiscono con un click.  trovare qualcosa di resistente, note che migliorano col tempo, brani che durino più di dieci giorni, album che resistano a un mese di ascolti. lo scopo di questa classifichina è anche un po’ quello.

Come sempre, qui c’è il lastfm con un po’ di ascolti e qui c’è una comoda selezione di brani dei primi dieci più uno posti.

Et voilà.

2 thoughts on “2009, musica!

  1. Oh, ma che bel blog! Me lo leggerò bene quando le mie palpebre staranno aperte…

    Florence è indubbiamente la donna dell’anno…ma regina spektor c’è andata molto vicino.

  2. oh ciao

    sono anni che non ci si sente, sono Lex, quello del vecchio blog su splinder lexinthesky, quello che nel 2007 ti ho perculato per avere messo al primo posto della tua classifica i The National con Boxer, album che attualmente è uno tra i miei preferiti del decennio (eh sì sono stato idiota)

    è passato un po’ di tempo, io comunque ho continuato ad ascoltare tonnellate di musica, e pensa che ora sono pure un dj di radioantenna1, la radio che si sente su 101.3 fm per modena e sassuolo oppure in streaming su http://www.radioantenna1.com. Mi puoi ascoltare domani dalle 10 alle 12, oppure dalla prossima settimana ogni mercoledì ssempre dalle 10 alle 12

    come al solito e come sono soliti fare i dj della radio anche io ho fatto la classifica, e tra me e te in comune ci sono i fuck buttons (da me alla 10) e i fanfarlo alla 4

    ah se hai un profilo facebook e sei solito utilizzarlo per condividere brani e opinioni ecc mi piacerebbe aggiungerti, il mio l’ho messo qui.

    ti riporto la mia recensione così, solo per informazione
    ciao e a risentirci (spero)!

    Ci si poteva aspettare di più da questo 2009. In generale non ho trovato album parecchio sopra la media, ma solo dischi ben fatti con qualche picco giusto nelle prime due posizioni.
    NOTA
    Come sempre ho cercato di essere il più obiettivo possibile, i criteri da me usati sono i seguenti:
    -il peso specifico di ogni brano. Un album con 10 tracce tutte oltre la sufficienza vale di più di un altro con 2-3 capolavori, 3-4 brani apprezzabili e il resto filler;
    -qualità complessiva dell’album;
    -originalità.

    Ecco la mia personale scaletta. Come al solito in ordine decrescente.

    10, Fuck Buttons – Tarot Sport (elettronica)
    Ottima prova questo secondo album del duo inglese elettronico, 7 tracce progressive intervallate a droni e una drum machine ripetitiva ma senza diventare mai pesante. E per un album con tracce di 8 minuti è veramente ottimo.

    9, Apse – Climb Up (indie rock)
    Bella proposta quella degli Apse, atmosfere rock sognanti e dark. Si ascolta molto bene.

    8, Royksopp – Junior (elettronica)
    Personalmente penso abbiano superato la prova del terzo album. I due precedenti erano importanti, ma quest’album non è da meno. Solite ottime collaborazioni e guest musician, tra cui Karin Dreijer Andersson, in arte Fever Ray, in classifica anche lei come solista.

    7, Il Teatro Degli Orrori – A Sangue Freddo (rock)
    Unico album italiano in classifica, ma di certo non è qui solo perchè ci debba essere per forza un album nazionale. E’ infatti un album ben fatto, soprattutto per i testi e la verve del frontman Pierpaolo Capovilla (ottimo anche live, anche se in molti si sono lamentati del loro sound dal vivo non perfetto). Nel mio pezzo preferito, Direzioni Diverse, ha collaborato Bob Rifo, metà dei The Bloody Beetroots.

    6. Bulb – Best Of Misha Mansoor (progressive metal)
    Unica presenza metal della classifica, non perchè non ci siano altre produzioni prog valide ma semplicemente perchè non ho ascoltato molto quest’anno di quel genere (sono venuto a conoscenza solo negli ultimi giorni di uscite di nomi importanti con belle recensioni), però questo artista merita veramente attenzione.
    E’ una raccolta dei suoi lavori da solista; batteria e chitarra suonate solamente da lui. Il sound ricalca band come Meshuggah e Dream Theater, non artisti scarsi ma veri mostri sacri per tecnica e perfezione di esecuzione.
    Cosa manca da dire? Ah il ragazzo avrà più o meno 20 anni. Un genio.

    5. Fever Ray – Fever Ray (elettronica)
    Glaciale. E’ l’unico commento possibile per recensire l’album della nordica artista. La solita perfezione sonora marchio di fabbrica dei The Knife, ha saputo dimostrare che senza il fratello può fare bene.

    4. Fanfarlo – Reservoir (indie rock)
    Altro debutto in posizione altissima, questo gruppo giunto a me grazie alla mailing list dei Sigur Ros, con brani senza molte pretese ha saputo farsi ben apprezzare. Ha un difetto essenziale, che non ne pregiudica il prodotto ma si fa molto sentire: sono molto derivativi, e quando il gruppo da cui sono molto affini si chiama Arcade Fire fai fatica a non renderti conto di ciò…

    3. Mono – Hymn To The Immortal Wind (post-rock)
    Ecco la perla dell’anno post-rock, genere che ascolto moltissimo ma che anche se raccoglie buona parte della mia “libreria musicale” difficilmente riesce a sfornare album veramente sopra la media.
    Questo lo è, eccome se lo è. Il quartetto giapponese propone sette brani che sono sette opere connubio tra la classica e le atmosfere sognanti tipiche del genere. Penso entri di diritto tra i migliori album del genere.

    2, Mew – No More Stories/Are Told Today/I’m Sorry/They Washed Away/No More Stories/The World Is Grey/I’m Tired/Let’s Wash Away (indie pop)
    Prima di ascoltare quest’album ho avuta molta paura. Sì perchè reputo il precedente And The Glass Handed Kites come uno dei 10 migliori album del decennio. Ma 4 anni di attesa hanno portato alla fine un ottimo risultato (che comunque non eguaglia il predecessore).
    14 brani, nessuno da buttare nel complesso (alcuni sono solo intermezzi musicali per separare un brano dall’alto), ma il brand è inconfondibile. Perfettamente bilanciati i brani lenti da quelli un po’ più rockeggianti, rendono l’album molto vario, cosa che apprezzo particolarmente in loro.

    1, Animal Collective – Merriweather Post Pavillion (elettronica)
    Una delle cose che mi scoccia più di tutto fare è dare ragione a Pitchfork, ma quest’anno non c’è storia. Merriweather Post Pavillion album dell’anno, My Girls pezzo dell’anno. La certezza l’ho avuta andando a leggere con accuratezza anche i testi, che poteva essere l’unica cosa cui recriminare. E lì oltre alla mente ha ceduto anche il cuore.

    Singoli dell’anno
    Per singoli dell’anno intendo pezzi fuori dalla classifica dei migliori album.

    1. The Bloody Beetroots ft. Steve Aoki – Warp 1,9
    L’abbiamo ascoltata tutti prima o poi, tamarra al punto giusto, andare ad un loro dj set è incredibile; il fatto che siano italiani è un valore aggiunto!

    2. Editors – Bricks And Mortar
    Ero indeciso tra questa o Papillon, voto per la prima esclusivamente per la resa live. Forse l’unica scelta dettata più dal cuore e dai gusti personali di tutte le proposte.

    3. Yeah Yeah Yeahs – Zero
    Io amo Karen O, e lei mi ripaga con questi singoli. Ottimo.

    Flop dell’anno
    Cd su cui nutrivo un minimo di aspettativa mal riposta

    1. Muse – The Resistance
    Io non resisto ad ascoltare un album pieno di plagi e refrain (“citazioni” dicono i benpensanti) pacchiane. Bella l’autoproduzione.

    2. Simian Mobile Disco – Temporary Pleasure
    Veramente privo di almeno un pezzo sopra la media.

    3, Dredg – The Pariah, The Parrot, The Delusion
    Ci hanno provato a cambiare un po’ stile (che mi piaceva e un bel po’, tra l’altro). Apprezzo lo sforzo, ma solo quello.

    Link contenente un estratto di ogni album menzionato (due per le prime due posizioni) nonché i tre singoli all’indirizzo http://www.megaupload.com/?d=NO0HKY4V

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s