2010, tv series!

1. Breaking Bad – S03
la serie migliore dell’anno è anche una delle serie migliori di sempre perchè ha una caratteristica carinissima e quasi unica. migliora di stagione in stagione. in questa, personaggi ormai perfetti danno vita a una narrazione carica di momenti epocali, mandibole che cadono quasi a ogni finale di puntata e tanta voglia di altri episodi. ci sarà da aspettare luglio, ma qui siamo alla perfezione. a scelta fra ‘one minute‘, ‘fly‘, e ‘half measures‘ l’episodio dell’anno, sezione ‘drama’.

2. Community – S02
la serie che fa ridere e ti fa sembrare anche più intelligente mentre ridi. attraversata da momenti di pura follia e da altrettanti di assoluta genialità, con un cast affiatatissimo di attori che ormai sono amici. le puntate spesso sfondano il genere comedy, sfociando in altro e dando vita ai venti minuti più attesi (o quasi) della settimana. contiene, e non so decidermi, l’episodio migliore dell’anno, sezione ‘comedy’. e il mondo visto con gli occhi di abed è incredibile. e imperdibile.

3. Treme – S01
perchè la sigla è stupenda come tante altre sigle ma questa lo è di più, perchè è un racconto corale con personaggi meravigliosi con la resistenza dentro, perchè resistere ai dolori di tragedie inimmaginabili è difficile ma con la musica buona lo è meno, perchè c’è john goodman che spacca il cuore, perchè c’è john goodman e tanti altri con una schiena dritta che più dritta non si può, sempre e comunque con la musica intorno.

4. Mad Men – S04
ex-numero uno e quest’anno giù dal podio, ma in realtà è sempre lassù perchè è già un classico, perchè le sigarette e il fascino sfasciato e/o sfrontato di don draper, perchè le scene nel suo ufficio sono spesso memorabili e per altri motivi che si avvicinano tutti al vocabolo ‘perfezione‘ che in questa stagione vengono semplicemente ribaditi. perchè insomma se non hai ancora visto ‘mad men’ pentiti subito e corri a guardarlo.

5. Eastbound and Down – S02
rido solo a pensarci a Kenny Powers…Powders…Powers. profeta del basso moralismo, eroe del ‘io sò io e voi nun siete ‘n cazzo‘ coniugato nello slang american-fuck-ispanico degli episodi ambientati in mexico in cui danny mcbride gigioneggia, regala grasse risate, parolacce a nastro e sprazzi di empatia triste. un perdente epico, sprezzante e antipatico. maestro di vita.

6. Romanzo Criminale – S02
la dimostrazione che l’Italia, volendo, sa il fatto suo. una seconda stagione addirittura migliore della prima, con momenti meravigliosi, il confermato kit di ottimi attori, una distanza doverosamente anni luce dalle fiction da prima serata. e il gergo che buca lo schermo per entrare nel linguaggio dei fan anche qui in pianura. la bella e crudele malavita con regole e codici d’onore e morte. e un violino a sottolineare momenti strazianti. daje, stecca para pè tutti.

7. Downton Abbey – S01
il mondo sta cambiando, forse naufragando, ma l’importante è che il gong per la cena venga suonato per tempo. ai piani di sopra si progettano matrimoni anche senza amore, ai piani di sotto si annidano rancori e amori senza matrimoni. la nobiltà e la servitù e tutta la società che (non) c’è in mezzo, per una ricostruzione accuratissima e un ritorno in grande stile del ‘romanzo storico’. e maggie smith che ti gela ad ogni sguardo snob.

8. Justified – S01
dalla penna del maestro (nonchè uno dei miei scrittori preferiti) Elmore Leonard arriva un personaggio che ci mette un attimo a conquistarmi con cappello da cowboy, carisma a pioggia, cuore giusto, mira perfetta e accento del south. a tenergli compagnia un cattivo che spesso gli ruba la scena. si spara e si parla molto, si fa il tifo per i buoni e a volte per i cattivi. una sorta di moderno western con la stella dello sceriffo addosso e la freschezza della novità.

9. Boardwalk Empire – S01
un diesel di cilindrata grossa come la produzione impegnata a mettere in piedi questa rivisitazione curatissima nei particolari e ricca di citazioni cinefile, del periodo del proibizionismo americano. la gente beve, i criminali sparano e il potere è corrotto. niente di nuovo ma che classe e che respiro. all’inizio le piume e i lustrini e la stupenda sigla coprono qualche lentezza. poi la serie trova il suo ritmo pacato e spietato come il personaggio interpretato da un magistrale buscemi attorniato da bulli, pupe e un ‘cattivo’ con il distintivo e troppa fede.

10. Sons of Anarchy – S03
la terza stagione di SoA non è stata bella come le precedenti, avvitandosi un po’ senza costrutto nell’attesa del climax finale. che pero’ è stato super con un season finale impeccabile. entra nella top ten perchè quest’estate ho recuperato le prime due stagioni una via l’altra, una meglio dell’altra (la seconda è una corsa incredibile con il gas aperto) e che mi ha fatto venire voglia di: comprare un’harley (ma non ho i soldi), bere whisky (ma non ho il fisico) guardare la gente con disprezzo e superiorità badass ma non mi viene così bene. tutto nell’attesa di una quarta stagione che parte con ottime premesse.

Menzione, best mini-serie: Sherlock, dura tre mini film il teletrasporto ai giorni nostri dell’investigatore più famoso di sempre. sapienza, suspence e un ‘tiro’ narrativo notevole. seconda stagione attesa con la bava alla bocca.

Menzione, so long, and thanks for all the fish: LOST (e va bè, il finale di Lost è discutibile o criticabile ma qui si aveva le lacrime agli occhi, quindi non dico altro. è finito e mancherà un po’, non solo per la visione ma anche per il contorno. ha fatto epoca ed è stato, tutto, molto bello)

Menzione, personaggio dell’anno: Nathan di ‘Misfits‘ è uno spettacolo di contraddizioni adolescenziali immerse nel LOL e nella volgarità gratuita, il volano di una serie particolare e molto buona, recuperata pochi giorni fa per intero

Menzione, una scena che quasi da sola vale una stagione: il discorso prima delle previsione del tempo di Russell Edgington in ‘True Blood’ (spoiler – and genius – alert)

Menzione, applausi, ad ogni episodio: ‘Modern Family‘ ‘The Good Wife

Menzione, tanto rumore (ed hype) per (quasi ) nulla: ‘The Walking Dead‘ che non entra in classifica, non appassiona e si rivela uno spreco. oppure è un problema mio con gli zombie.

Voilà, mischiando generi anche se non è corretto e con quasi zero spoiler.
Buone visioni.

4 thoughts on “2010, tv series!

  1. The Walking Dead è stata forse la delusione più cocente dell’anno, soprattutto per il modo in cui si è sgonfiata clamorosamente dopo una partenza ottima. Poi avrà anche avuto tutte le attenuanti del caso (stagione ridottissima, poco tempo per introdurre come si deve tutti i personaggi e raccontare allo stesso tempo una storia, qualcosa che evidentemente non andava nel writing team e che ha portato Darabont a licenziare tutti quanti), ma quell’episodio finale mi ha fatto cascare le palle con tanta violenza che il rumore dell’impatto col suolo lo hanno sentito fino a venti chilometri di distanza.

    classifica fighissima, btw.

  2. hey hey hey, io non ho tutta questa esperienza sull’argomento.. ma… ma… dov’è “Lie to me” in questa classifica? (forse l’hai messo nella classifica del 2009? o non l’hai messo?)
    io la prima puntata l’ho vista ieri sera e mi ha stragasato!
    (mi fa strano che qui manca)

    ciao nuotatore sciallato😉

    s

    1. hey hey, ‘lie to me’ ho visto la prima stagione (mi pare non sia nella classifica del 2009 pero’) poi ho dovuto fare delle scelte drastiche per mancanza (ahimè) di tempo da dedicare alle magiche serie e ‘lie to me’ è finita nel cestino. apprezzavo la recitazione di tim r. e qualche vicenda, ma la storia orizzontale procedeva troppo lenta e non mi convinceva. poi, chiaro, de gustibus. ciao.

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