2010 classifiche: preambolo musicarello

Tempo di classifiche di fine anno. Cosa buona e giusta.
Sempre bello leggere liste, elenchi e charts che sono nutrimento di discussioni, fonte di curiosità e scoperta di cose che ci si è persi o che si è giudicato in fretta.
Non mi sottraggo al rito, anzi, mi ci fiondo a capofitto.
Ripensando al 2010 non ci sono grossi dubbi sulle top ten di serie tv (l’elenco è già fatto, tzk tzk) e cinema (risolta dopo grossa diatriba la lotta per le prime tre piazze il resto è facile ma occorre attendere la fine dell’anno che non si sa mai…) per la musica il discorso è più complicato.
Perchè la domanda è compulsiva e trasversale, l’offerta enorme, perchè ci sono un sacco di ascolti da scremare e perchè a prima vista quest’anno non c’è IL disco che ha conquistato il mio cuore musicale. Ci sono stati molti album validi e decine di ottime canzoni che se da un lato mi permettono di dire che questa è stata un’annata ricca di tanti buoni ascolti, dall’altro rendono dura l’impresa di sceglierne dieci così, di getto.
Ergo, a mio beneficio, ecco una prima scrematura dei dischi più ascoltati e più apprezzati del duemilaedieci. Ovviamente non ho ascoltato tutto e ogni suggerimento è benvenuto.
Pronti, via.
(…e occhio ai link per i curiosi…)

Disco dell’anno – Sezione Idoli Personali
Arcade Fire, ‘The Suburbs’, vs. The National, ‘High Violet’

(band che non dovrebbero avere bisogno di presentazioni, dischi che contengono canzoni stupende e questo è un dato oggettivo. ah!.  nota inutile: il lettore cd della mia macchina non sta bene da mesi ed è proprio svenuto per il freddo, quindi negli ultimi mesi mi è toccato ascoltare quasi sempre la radio. bè, sarò sfortunato io ma MAI ho sentito un brano tratto da questi due dischi. ergo: radio italiane,  fate cagare. sì, c’è poi tutto un discorso sulla cult…yawn…)

Disco dell’anno – Sezione: Sanctify my Soul (vol.1 Donne)
Janelle Monae, ‘Archanoid’ vs. Sharon Jones & the Dap Kings, ‘I learned the hard way’
(la ragazza all’esordio con un disco caleidoscopio di mille influenze che si rivela una bomba, la signora lascia lì con classe infinita un disco soul che non mi stanco mai di ascoltare)

Disco dell’anno – Sezione: Sanctify my Soul (vol.2 Uomini)
John Legend & The Roots vs. Aloe Blacc, ‘Good Things’
(i Roots son talmente fighi che oltre a fare un disco loro molto buono, riescono pure a scrostare di dosso a giovannileggenda la patina di pop-singer farlocco, suonando a modo, sopraffino, loro, un disco di cover rivisitate magistralmente; Aloe è una sorpresa, un cantante di ricco R&B che sprizza scintille di grandezza e un futuro che si spera splendido e non, vedi sopra,  farlocco)

Disco dell’anno – Sezione: dance baby dance
Girl Talk, ‘All Day’ vs. Four Tet ‘There’s Love in You’
(non che io bazzichi troppo il genere ma la lotta per il disco dance dell’anno è fra un diggei folle, smanettone ed anarchico che mi fa troppo divertire e l’altro non lo conoscevo ed è stata una scoperta col piedino in battere e beat fatti di lievi emozioni da dancefloor)

Disco dell’anno – Sezione: onetwothreefour!
The Soft Pack, ‘The Soft Pack’ vs. Ted Leo, ‘The Brutalist Bricks’
(dischi da prendere e consumare, canzoni veloci&rock&bellalì)

Disco dell’anno – Sezione: alt-rock
Deerhunter, ‘Halcyon Digest’ vs. Menomena, ‘Mines’
(i Deerhunter non mi avevano mai convinto invece qua mi sorprendono,  forse abbassando un po’ il tono ‘alt’ o ‘art’ che si voglia, ma confezionando un disco con brani stupendi; i Menomena sono una band a cui non è facile approcciarsi poichè i brani non sono proprio da primo ascolto, occorre tempo ma poi una volta entrati nel labirinto delle loro composizioni si assaporano con gusto)

Disco dell’anno – Sezione: we’re black, we’re psych, we’re strong
The Black Mountain ‘Wilderness Heart’ vs. The Black Angels ‘Phosphene Dream’
(con lo sguardo agli anni settanta e il gusto moderno, fra chitarrone e psichedelia, due dischi simili per certi aspetti, soprattutto per il fatto che spaccano entrambi)

Disco dell’anno – Sezione: Blues rock will never die, but you will
The Black Keys, ‘Brother’ vs. Band of Horses, ‘Infinite Arms’
(la band fa probabilmente il loro disco meno riuscito ma con vari brani in heavy rotation da mesi, mentre dal fango del duo dell’Ohio arriva una vera perla di blues rock)

Disco dell’anno – Sezione: Italia
Massimo Volume ‘Cattive Abitudini’ (e stop, disco imbattibile)

Disco dell’anno – Sezione: ‘Sò ragazzi’
Best Coast ‘Crazy for you’ vs. Wild Nothing, ‘Gemini’
(l’accostamento c’entra nulla pero’ due dischi divorati fra chitarrine sporche di sabbia e surf oppure inzuppate nello spleen e negli anni ottanta)

Disco dell’anno – Sezione: autunno, camminando sulle foglie bagnate e copriti che dentro fa freddo ma anche no
A Weather, ‘Everyday Balloons’ vs. Album Leaf, ‘A chorus of storyteller’
(melodie fragili cullate da belle voci e battiti umbratili ed ariosi da ascoltare in cuffia in lunghe passeggiate)

Disco dell’anno – Sezione: voci femminili
Sharon Van Etten, ‘Epic’ vs. Laura Veirs, ‘July Flame’
(in sospeso fra folk e pop due dischi delicati e splendidi con voci che lèvati)

Disco dell’anno – Sezione: 330 giorni di ascolti, che son tanti eh
Beach House, ‘Teen Dream’ 
(si ringrazia per la segnalazione il contatore di iTunes)

Voilà. Son ventiquattro dischi. Come le ore del giorno. La redazione composta da me & mestesso fra ascolti ripetuti, bilanciamenti, contatori di ascolti, riflessioni e discussioni interne è già in furiosa riunione plenaria per l’elezione dei primi dieci che non necessariamente (si sa, baro) saranno i vincitori degli ipotetici contest qui sopra (esempio: mi sa che i due della prima sezione entrano entrambi eh) e della relativa compilescion natalizia.

A presto, credo, i risultati…

(bonus: i 50 dischi dell’anno per Stereogram, con pezzettini da scaricare…)

Edit: naturalmente me ne son dimenticato uno- e fanno 25 – : ‘Walls’ dei Shout Out Louds, disco ascoltatissimo dopo averli visti al WoW.

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