Farewell, Bruce

November 10, 2009 by cidindon

Ero già nel letto, sai. Solo che era strano. Non c’era alcun rumore. Mi sembrava una stanza nuova, una casa diversa. Non c’era il ticchettio delle unghione sulle piastrelle, non c’erano rumori attutiti del tuo nasone a spalancare le porte, non c’era il respirone pesante e ritmico, non c’erano le zampone che grattavano il cuscino, non c’era il rumore della ciotola che vagava per le stanze al seguito del tuo musone,  non c’era la tua presenza lunga quattordici anni.

Allora sono venuto qua a scrivere il post che non volevo scrivere, perchè ho sempre creduto che certi post (figurarsi un post sulla dipartita di un cane) siano orrendamente melensi, zuccherosi, troppo, ovviamente, personali, retorici e superficiali di sentimentalismo da quattro soldi. Però se non lo scrivo mi sa che non dormo. Son venuto a scrivere quello che avrei voluto dirti oggi se tu fossi stato tipo il cane di “Up“.
Read the rest of this entry »

Piano, solo (II)

October 23, 2009 by cidindon

PARTE SECONDA – SONATA PER DUE

Uno
Sono al secondo livello dei palchi, lato sinistro. Nei teatri la tastiera del piano è sempre rivolta verso sinistra guardando il palcoscenico. Ci sarà un motivo ma  qui non lo troverete. Ergo, da un palco sulla sinistra vedi le mani. Vedi  l’unica cosa che si muove di un pianista, a parte qualche ricciolo scomposto che va in levare seguendo il ritmo “allegro” e i piedi sui pedali, ma questo non sempre. Vedi come quel signore rumeno arriva, serissimo, guarda un secondo  il pubblico, accenna un inchino ingessato in una giacca scura troppo lunga, si  siede, mette le mani tre centimetri sopra i tasti, come a cercare una connessione, una comunione in quello spazio fra corpo e tasti di madreperla di  un lucente Stainway&Sons nero.
Niente spartito, quando mai. Quattro  secondi e, via.
Read the rest of this entry »

Piano, solo (I)

October 22, 2009 by cidindon

PARTE PRIMA – INTRODUZIONE

Per me questi cazzo di anni zero (cit.), un significato, almeno dal punto di vista musicale, ce l’hanno.
Dev’essere stato proprio all’inizio dell’anno duemila che timidamente mi sono avvicinato alla musica jazz. Il rock si era esplorato in lungo e in largo e naturalmente non si è abbandonato. Funk, blues, il famigerato generone indie, check, check, check. Sarebbe bello, fosse vero, scrivere che il primo disco di musica jazz che ascoltai fu “A love supreme” di Coltrane e me innamorai. No. Lo ascoltai, vero, ma ci capì ben poco allora. Non ricordo quale fu il primo disco jazz. Ricordo che il primo approccio fu da completo ignorante in materia e da totale autodidatta. A simpatia, a caso, cercando a tentoni nel enorme repertorio del genere, iniziai ad ascoltare qualche mostro sacro e ad assistere a qualche concerto. Mi piacque fin da subito la formula del trio classico. Piano, contrabbasso, batteria. Naturalmente è lo strumento a coda ad essere l’attore protagonista di questa formazione. Un bel dì incontrai nei miei ascolti un pianista americano che nei suoi dischi osava proporre cover di brani rock di successo con una spiccata predilezione per i Radiohead. L’incontro fra il piano di Brad Mehldau e le melodie del quintetto di Oxford mi colpì molto. Poi arrivò “Live in Tokyo” disco di piano solo con composizioni lunghissime e divagazioni a non finire su standard jazz che comprendeva però anche una toccante e strepitosa esecuzione di “Things behind the sun” di Nick Drake e una enorme, antologica, versione di “Paranoid Android“. Diciannove minuti e mezzo di percussioni sui tasti e cambi di tonalità. Ora, se uno resiste, anzi ascolta con gusto questo pezzo, direi che è definitivamente dentro al mood del “piano solo“. Read the rest of this entry »

Director’s Cut

October 10, 2009 by cidindon

Un regista affermato che spara una nuova perla e un regista all’esordio che mostra ottime qualità.  In due parti, pensierini su “Bastardi senza gloria” e “District 9 con qualche spoiler.

Bastardi1. Quentin e i bastardi.
Questo blog giustamente rispecchia i tempi lenti e pigri del titolare e quindi scrivo solo ora di “Inglorious Basterds”, visto una settimana fa. Eppure, da una settimana mi vengono in mente scene del film, momenti, battute, particolari. Per farla breve è un film della madonna. E ne sono contento, ne siamo tutti contenti, poiché Tarantino appartiene a una specie di registi che vanno quasi protetti, salvaguardati.
Uno capace di scrivere dialoghi e inventarsi personaggi che tengono inchiodati sulla sedia per due ore e quaranta minuti pieni imballati di parole, per lo più sottotitolate, spettatori che, forse, non si rendono bene conto di che genere di film stanno guardando ma si divertono molto.
 Oltre alle parole ci sono le immagini con un gusto per la citazione e un occhio notevole che accresce il godimento del film. Che, è una specie di western con le svastiche e i mitra anzichè le stelle di latta e le colt, ma non solo.
I furboni del marketing della Miramax lo hanno venduto con un trailer con molta azione e Brad Pitt yes, yes, yes.
Nein, nein, nein, niente di tutto questo. L’attore famoso porta le signore al cinema per l’incasso, notevole fra l’altro, ma si vede poco e i bastardi in azione, non si vedono mai (*).
 Cortine fumogene di marketing che però non impediscono di godere di un film che entrerà quasi di diritto nella top five di fine anno.
Il vero protagonista è un cacciatore di ebrei, il maestoso Christopher Waltz al quale l’Academy dovrebbe consegnare il premio per migliore attore protagonista subito, che trova sulla sua strada una preda sfuggitagli che diventerà una femme letteralmente fatale per cuori e divise militari nemiche, nonché stupendamente bionda. E Melanie Laurent segna un altro punto a favore del mio latente amore per la Francia.
Cosa non funziona? Mah, praticamente nulla? Tarantino in forma smagliante come ai tempi delle “iene”, secondo me film che resta il punto di riferimento della sua filmografia, dialoghi super in bocca a personaggi che avercene, bionde pericolose, coltelli appuntiti, mazze da baseball, sprazzi di violenza convulsa, film nel film, smoking ridicoli, pipe, mitra, giochi di ruolo a banconi di legno pesante nella “scena più lunga del millennio” (cit.) e….altro….
Insomma, se qualcuno non l’ha visto, vada. Ora. 
E speriamo che Quentin abbia sempre voglia di mettersi a un tavolo e  scrivere, scrivere, scrivere…

(*) non c’è una scena in cui i bastardi tendono un agguato oppure combattono i nazi, mai a parte una raffica di mitra addosso a una macchina.

3896-20083_locandina-district-92. Neill e i gamberoni.
Di cognome fa Blomkamp, è sudafricano e ha scritto e diretto “District 9″. Altro film visto tempo fa ma come detto, i tempi blablabla.
L’ opera prima di Neill, con la supervisione e benedizione di Peter “lordofthering” Jackson, è un film di fantascienza con un’astronave bella grossa sospesa non su NY o LA (come da iniziale bellissima e ironica frase della sceneggiatura, riferita a decenni di immaginario hollywoodiano relativo a invasioni aliene) ma su Johannesburg.
Cosa ci fa lì? Niente. E’ ferma. Gli umani vanno, scoprono alieni in crisi e in panne e li parcheggiano nel District 9. Naturalmente il sito che ospita i gamberoni, così vengono chimati gli alieni per la loro fisionomia, diventa presto un ghetto con regole interne, spaccio di sostanze, mercificazione e problemi classici delle integrazioni fra razze diverse. Durante il tentativo di spostare i gamberoni in altra località dopo rivolte e lamentele dei locali, a un agente governativo accade una cosetta. Da lì, ne accadranno altre.
Nel film c’è una metaforona bella grande e facilmente leggibile sulla diversità, la mancata integrazione e il capire cosa significhi essere diversi. Eticamente corretto, non c’è un umano che sia un personaggio positivo e, se non sei un leghista, tifi per gli alieni.
Oltre a questo aspetto politico del film che, con saggezza, passa quasi in secondo piano, la cosa interessante  è come viene raccontata la storia, mischiando da un punto di vista narrativo, il documentario con la fantascienza aggiungendo un pizzico di film di guerra/d’azione e miscelando anche le tecniche di ripresa, utilizzando camere a spalla, videocamere, immagini tv, video di sorveglianza, ecc. Le scene di battaglia sono ben costruite con belle trovate.
E questo regista pare averne di idee o perlomeno sa copiare bene, dandoci un bell’esordio, un buon film, solido e intelligente. Segnalo la scena finale, proprio l’ultimo fotogramma. Un fiore di romantica bellezza offerto per dare un significato ulteriore al metaforone di cui sopra e un regalino a noi ingenui romantici.
E speriamo che Neill possa darci ulteriori conferme di sapere costruire film d’azione gustosi e non stupidi. Ce n’è bisogno e se sono sempre ambientati in Sudafrica, è lo stesso.

S0?E01

September 30, 2009 by cidindon

Fine settimana dedicato alla visione dei pilot-premiere-episodio 01 d’oltreoceano. E quali altri? Ah, già. Nella realtà virtuale ci sono anche altri serial, per esempio ce n’è uno con protagonista un politico italiano che, oddio, fa anche l’attore, intitolata “Delitti e nebbie 3″. Va bè.

In pillole (spero) le prime impressioni:
Read the rest of this entry »

Hasbrò vs. Ghibli

September 26, 2009 by cidindon

Vertgigio_nodataHo visto “G.I.Joe” e “Totoro”. Il primo è brutto, il secondo bello. Il-mio-vicino-Totoro-Poster-Italia_mid
Lo scontro, naturalmente arbitrario, fra mondi diversi, a seguire.
La Hasbro è una ditta che fa giocattoli.
Ora questi giocattoli sono diventati giocattoloni in celluloide e la multinazionale  si è fatta la casa di produzione (con logo orrendo).
La Hasbro riempie l’immaginario collettivo, inondando il mercato di robottoni e soldati bumbum in film bambam con merchandising a pioggia, in una produzione seriale di film tutti uguali, bruttini e vagamente stupidi.
Prendiamo questo con le forze super speciali super addestrate super equipaggiate super segrete, dell’esercito Usa e confrontiamolo col film coi robottoni di qualche mese fa.
Sono uguali. E sono brutti.
C’è la sadica tendenza a distruggere monumenti (qui la torre Eiffel, là piramidi a caso)
. C’è la bellona con storia d’amore con l’eroe, anche se la parruccona nera a S.Miller non dona.  C’è l’eroe interpretato da giovane attore che qui è un tizio che ha il collo taurino e un’espressività vicina allo zero assoluto.
 C’è la storia che fa quello che vuole, uccidendo senza rimorso la logica, in compagnia di battute di bassa lega e con la sceneggiatura che introduce spiegoni da passati che ritornano con lo scopo di inframezzare il susseguirsi delle innumerevoli esplosioni. C’è l’ex attore famoso che fa un ruolo vergognoso, glielo avessero proposto quando era famoso un copione simile l’avrebbe bruciato con disprezzo. 
C’è il negro (o il robot che si comporta come un negro) che fa le battute simpatiche che non sono simpatiche. 
Ci sono momenti di involontaria ilarità, montaggi adrenalinici e virtuosi, utili spesso per perdere il senso di una lotta (pugnoni fra robottoni o sciabolate dei ninjoni). 
Ci sono effetti a pioggia musicati da adrenalina sonora in chiave rock trash. C’è il finale alla volemosebbene con due indizi buttati con la grazia di una martellata sulle dita, su un sicuro sequel.

Fra i due, vince a sorpresa questo coi soldatini. Per la lunga scena d’inseguimento in centro a Parigi dove distruggono un sacco di roba e dove il film è quello che vorrebbe essere, un videogame senza alcuna logica nè fisica nè narrativa. Meglio questo che gli spiegoni e la noia del “caduto”. Read the rest of this entry »

Confesso, dipendenza da serialità.

September 17, 2009 by cidindon

videoEstate. Tempo di sole, mare e di stanze cariche di caldo umido e con le tende tirate per non avere riflessi inaccettabili sullo schermo del computer mentre passa l’ennesima serie tivù ammerigana, ovviamente, imperdibile.
Cosa ho visto quest’estate, i miei diari seriali.

(avvertenze: potrebbe contenere vaghi spoiler, sallo se guardi le serie. se non le guardi, ciao e pazienza)

Read the rest of this entry »

Intervista trash

September 6, 2009 by cidindon

Mi è capitato di guardare dieci minuti di intervista all’amichetta di B. trasmessa da Sky.
Ora, non capisco bene come mai la rete satellitare, che dovrebbe essere concorrente con le reti del B., passi in rotazione questa cosa. Forse è un’abile trappola mediatica di Murdoch? Forse è uno vero scoop ed è colpa mia che non ci arrivo?

L’amichetta di B. è una biondina mollemente attraente che si atteggia a femme fatale con aurea da brava ragazza e dice cose di una banalità sconcertante (ma non è colpa sua…cosa vuoi che dica?!?). Ha l’originalissimo sogno di fare l’attrice e di sfondare pure negli US che là, si sa, è tutto più bello, con citazione obbligatoria per sofialoren e con tanto ammore per tutti tranne i cattivi giornalisti che hanno inventato un sacco di cose.
E’ vestita come una cinquantenne negli anni novanta, con tubino bianco a palloncino, collana di perle, french manicure spesso inquadrata e capello con boccolo preciso. L’intervistatrice è una disastrosa cougar platinata, con pantaloni di pelle nera a stringere gambe che paiono cosciotti e top maculato b/n d’ordinanza “cougar dress code“.
Le domande vengono poste in inglese, con traduzione in voice over. L’amichetta del B. inizialmente cerca di inserire nelle risposte le poche conoscenze di inglese, poi abbandona il tentativo e risponde in italiano, non senza qualche stortura grammaticale ma con un sacco di “è un mito“.
Il tutto mescolato col montaggio di sequenze con:
a) le due bionde che passeggiano in un parco parlando (in che lingua è un mistero, dato che l’amichetta del B. di sicuro l’inglese non lo sa e la cougar-anchorwoman non penso conosca l’italiano)
b) le due bionde che vanno in giro per…mah…il mare di Napoli? un lago? – non saprei nè voglio controllare – in motoscafo, sempre parlando ma soprattutto sorridendo moltissimo, con l’amichetta del B. che fa le faccine da super diva in gita sul motoscafo con l’occhiale extra-large-biancotruz.
c) momenti dove l’amichetta del B. viene truccata o gironzola nel parchetto dove si tiene l’intervista.
Saltuariamente, in lontananza o alle spalle delle bionde sul motoscafo, si intravede il papà, l’amichetto del B. stando alla versione dell’intervistata. Che non sia mai che la bambina vada in giro da sola. Anche a rilasciare interviste a bionde cougar.

La cosa che mi ha colpito, tralasciando ogni giudizio politico/privato della vicenda “amichetta del B.” è vedere una simile schifezza in televisione nel 2009. Un prodotto di pessimo livello, vecchio di vent’anni come ambientazione, look, inquadrature, giornalisticamente inutile con domande puramente didascaliche e prive di approfondimento. Forse allora ho visto uno spot in difesa di un paese retrogrado con un’immaginario collettivo antico, una cartolina di un paese color pastello, fra falsi scoop, pessima tivù e tragici esempi mentre c’è un mondo che continua ad andare avanti.

(approfondimenti: sull’intervista – sull’intervistatrice)

Musicarella Recap (Gennaio-Agosto)

September 5, 2009 by cidindon

Era un po’ che dovevo scrivere questo post a mia futura memoria, per quando andrò a redarre la magica superclassifica di fine anno e per ricapitolare un po’ cosa si è ascoltato finora. Peccato che l’ozio estivo mi abbia sempre fatto rimandare. Ora è il momento, con l’estate ormai al termine e l’inizio di un autunno che porterà altri dischi importanti che probabilmente rivoluzioneranno molti giudizi parziali.
Prefazione: la longevità musicale, la ripetitività degli ascolti legata al gradimento crescente di un disco, diventa sempre più un metro di giudizio importante. C’è tanta di quella roba in giro che è difficile trovare qualcosa che veramente colpisce, album che resistono più del tempo di qualche distratto ascolto o che passate due settimane non siano già finiti nel dimenticatoio. Ecco. Ma questo è un discorso che potrebbe diventare complesso e si rimanda a data da destinarsi.
Si diceva…album che finora hanno lasciato un’impronta nelle orecchie, e non solo…. Read the rest of this entry »

Dear Michael B.,

August 14, 2009 by cidindon

transformers 2 locandinaCaro Michael Bay,

ieri sera sono andato al cinema che era l’ultima sera che proiettavano “Adventureland”, quel piccolo film diretto dal tuo collega Greg Mottola. Probabilmente non sai nemmeno chi è perchè sicuramente lui non fa parte della tua schiera di amici o semplicemente perchè il buon Greg non fa film con effetti speciali e quindi di cosa parlereste? Voglio dire, lui potrebbe dirti come si fa a scrivere un film basandosi sui propri ricordi di gioventù e di come si dirigono gli attori, forse. Tu risponderesti “Boom” e “Kaboom” ma non è questo il punto della mia missiva. Il punto è che dopo avere visto il film, era presto, non avevo sonno che avevo dormicchiato un po’ tutto il giorno visto che sono in ferie, e mi sono detto “ma dai che mi vado a vedere transformers, il film peggio criticato online degli ultimi anni”. Oh, Michael hai preso una stella da tutti eh, allora ero curioso (e pure un po’ masochista, mi sa). Te poi te ne freghi giustamente e, mentre scrivo, te ne starai a bordo piscina nella tua villona a Malibu o da quelle parti lì, a prendere il sole sorseggiando un super drink o a leggere tre righe di un soggetto pensando all’equazione “tot.personaggi=tot.esplosioni” per il tuo prossimo blockbuster.
Però io volevo dirti una cosa. Hai rotto il cazzo.
No, davvero. Se il primo film dei robottoni era anche accettabile, questo è terribile, rasenta, se il discorso avesse senso, l’insulto all’intelligenza dello spettatore medio, a cui, ora che ci penso, forse non si rivolge. Quindi hai sempre ragione tu e la tua villona.
Il tuo film si riassume così: muscoli senza cervello. Read the rest of this entry »