cronache dal league pass (la finale NBA, il gasamento)

June 18, 2013

638_pcCome noto ai fedeli discepoli del blogghetto, quassù ci si occupa abitualmente di basket made in Rezz. Per una sera, o forse due, chissà, ci si occupa di altro basket.
A Miami, Florida, si gioca gara sei delle finali Nba.

Ospite speciale del blog e narratore pieno di gasamento notturno (il fischio d’inizio è alle ore 03:00 italian time) my pal Babbicciu.
Pronti? Pronto Babs? Streaming a bomba? Ok, let’s go!

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QUANTO MANCA?

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ore 2:40: il quartiere è immobile, qui Baltimodena, il distretto di mattoni di un capoluogo di una provincia che fa piastrelle. La domanda al momento è “cosa ci faccio alzato?”. Ma soprattutto “con cosa sfamerò il mio appetito notturno nelle pause del match?”

ore 2:43: 17 minuti prima della palla a due… sudo, non solo acqua e sali minerali, ma sudo GASAMENTO. Potrei pure commentare da un account tweet (too mainstream BRO), ma il blogz del boss è la degna dimora dell’eccitazione da sports amerigani e frasi nonsense piene di LULZ.

ore 2:49: brevissimo incipit e spieghino: ODIO MIAMI.

ore 2:50: non “tifo” SA. Però Ginobili è il pupillo del tempo che fu (Virtus), e Parker è un Bomber, e Duncan era ragazzino quando esordiva al fianco dell’Ammiraglio… SA in questa serie è LA NOSTALGIA.

ore 2:55: inutile dire che se c’è uno da scegliere nella supponente squadra dell’EST, quello è WADE. #Respect. Ah non siamo su Facebook? #Nientehashtag.

Ore 2:59: gasamento

ore 3:00: GIAO

ore 3:03: Inno (primo commento: questi sanno fare le copertine introduttive… 70 anni di storia NBA in immagini e suoni, brividi)

ore 3:04: GET READY FOR BASKETBALL BATTLE! SHOW TIME!

ore 3:06: Ancora inno

ore 3:07: HEAT tamarri introdotti da SEVEN NATION ARMY, no dico… Ancora? Ma dai. SPURS mettete fine a questo supplizio di addominali e testosterone di cartone. Plis.

ore 3:08: Quintetto HEAT: Labbrone, Woodman Miller, Sega Bos(c)h, Mario, Dwayne Wade

ore 3:12: Quintetto SPURS: Ginopino Ginobili, Tim “Adrenalina” Duncan, Bomber Parker, Danny BANG Green, MVP Leonard

ore 3:13: prima palla MIAMI e GIAO A TUTTI

ore 3:13: Da Leonard e Chambers i primi due mattoni, poi arriva MOTOSEGA Miller e spara da 3. DETESTO. Bring Miller back to his woodland.

ore 3:14: Nessuno ha mai notato la somiglianza tra Bosh e Snoop Dog?

ore 3:15: il copione MIAMI è “dalla al 6, penetra, scarica e ti prego segna“. Il copione SA è “falla girare BRO, e spara da 3“. We know this shit.

ore 3:20: credendo che io già non stia scoppiando di gasamento hanno sparato un video sui tiri di Green BANG nella serie. BANG. (ndr: Green ha realizzato in gara cinque il record di tiri da tre segnati in una serie playoff…and counting…)

ore 3:22: alta qualità, pochi errori, manca Parker all’appello punti. Non mancano i suoi assist. 16-16

ore 3:24: ricordo al pubblico che io predissi al titolare del blog: Leonard 40 punti e 10 rimbalzi ed MVP della serata. 7 minuti giocati e 8 punti segnati dal ragazzo. GASAMI LEONARDONE

ore 3:25: la vera piaga NBA sono i timeout di 45 minuti… NOIA. Leonardone ha schiacciato su Miller mettendogli una manona sul muso. GO HOME MILLER

ore 3;28: dentro l’arma segreta DIAW a smanacciare i pettorali di Labbrone. Ho acceso il forno (HYPE). Ok, però non fate tirare DIAW.

ore 3:33: difesa SA del colorato magica. Attacco di Duncan in area essenza del Basket. 24-21 e tanto equilibrio. Battier impatta a 24 tirando da 3 contro il tabellone. VABEH. (sto cucinando i nuggets di pollo)

ore 3:36: Mario ne ha segnati 10 già… ed ho visto palleggiare Splitter. Palleggiare. Splitter. Con questo caldo più Splitter hai e meglio stai. Dicono.

ore 3:38: fine quarto con stoppata sul Labbrone. Zitto, ti rialzi, e vai nello spogliatoio. 25-27

ore 3:44: mentre Battier e Green si sparano sulla strada, Ginobili manca ancora dalla partita. Wade invece c’è. 28-32

ore 3:49: che finezza le ballerine…

ore 3:51: Miller nella pausa si è appena asciugato il sudore sotto la canotta con una mano e poi l’ha sbattuta con l’altra come augurio di buon raccolto

ore 3:59: D-fence. Duncan 9 su 9. 39-42

ore 4:05: siamo a metà ormai, SVEGLIATE GINOBILI

ore 4:11: tirare no, però raccontano di un tale che provò ad intercettare un passaggio di Diaw e perse un braccio. IDOLO. Slam Duncan a 25 punti. 46-44.

Metà match: 50-44. Come ON SPURS!!!

Up: Leonard, Duncan, Diaw (difesa e regia), Chalmers

Down: Lebron, Ginobili, Andersen (falloso)

Extra Content (Director Cut): Servirebbe un intero Post celebrativo dei TimeOut di Greg Popovich. “Is supposed to be hard, it’s a FINAL!” – “Don’t be shy, if you feel it… write your name on the paper” – “I don’t care how many shot you miss, how many you take or when you’ll take them, just be ready”… and continues.

4 o’clock Breakfast: Nuggets & Coke Nuggets & Coke for Baltimodena’s Nigga

ore 4:25: ripartiamo?

ore 4:29: i due copioni sono cambiati nel corso del secondo quarto: Duncan ha preteso l’usufrutto sull’area colorata, Lebron non fa nemmeno la fatica di penetrare. Il risultato è in bilico ma il secondo quarto era ad inerzia NeroGrigia. Assente ingiustificato Ginobili. Wade partito bene si è un po’ perso in assoli muti.

ore 4:34: CAZZO GASIAMOCI DAI: Ginobili pare desto, Lebron ha ricominciato a giocare e soprattutto a far giocare. Duncan rimane in perfetta media. DAI, BOTTE, BOMBE, SHIIIIIIIIIIT.

ore 4:38: si è sporcata la % al tiro di entrambe le squadre, ma ora si fa a botte. “There will be blood” (cit.). Hey, abbiamo un bel carico di falli, che ne pensate ragazzi di MIA? Magari Miller può prendere il suo TIR e portare questi falli in una steppa dell’Alaska guidando sul ghiaccio rischiando la vita.

ore 4:42: Miller: ciao, io da ragazzo avevo un compagno di squadra come te. Faceva quelle smorfie e quei movimenti con la testa di chi deve sistemarsi continuamente il caschetto di capelli, anche mentre tira. Solo che tu ormai hai superato i 30 e il tuo ruolo è su DMAX, a guidare grossi tronchi tra i confini di USA e Canada. Beh io quel mio amico lo volevo picchiare, ma io ero esile e lui era cicciobombo come te. Giusto a scarpate in faccia vi si può prendere, per non toccarvi il sudore che vi infradicia il 99% del corpo. FATE SCHIFO, tu e il ricordo del mio amico.

ore 4:46: fallo di Miller (il quarto) forse riusciamo a toglierlo dal campo a breve. Porta anche il braccialetto per l’equilibrio. IL BRACCIALETTO PER L’EQUILIBRIO. Attenzione al folletto Parker… rampa di lancio.

ore 4:54: Lebron non ci capisce niente nemmeno in questo quarto…

ore 4:59: fuori fa luce, SA a +13

ore 5:06: Lebron 0/3 nel terzo quarto. Mi aspetto i botti nel quarto, ma per ora +10 SA e godo forte.

ore 5:10: ultimo quarto? Speriamo

ore 5:11: Lebron decide di giocare. Miller BANG senza una scarpa… rispetto. Però ora torna a tagliare i tronchi.

ore 5:22: affiora stanchezza qui a Baltimodena, e anche nelle menti di SA, gara pari a 82, male il tiro da 3 texano, bene James in difesa e la partita cambia volto. RESPIRONE. Parziale di quarto 7-19. SHIIIIIIIIIIIT. CALMAH.

ore 5:45: 30 secondi, SA a più 5. Miami finisce ora i timeout. Non esiste attenzione, solo sonno, ed odio per Miami. Se mi appoggio dormo.

ore 5:47: ok Miami gioca con i 5 nani, ma perché togliere Duncan a rimbalzo? Concedi due tiri a James ed ora SA +2 e 20 secondi.

ore 5:48: c’è da dire a favore di James, che dopo 36 minuti di fuffa, si è messo a giocare… dannazione.

ore 5:50: ma il pubblico nei piedi di Duncan in rimessa? LOL

ore 5:51: ecco. Allen si ricorda di essere il re da tre e la mette a 5 secondi dalla fine… SA continua a giocare senza rimbalzisti. TIED GAME. INCUBO. Continuo a non capire la scelta di stare senza Duncan in difesa. Popovich, explain!

OVERTIME. You gotta be kidding me! Son le sei e c’è l’O.T. Domani, cioè fra poche ore, sarò uno zombie.

Up: ahimè Lebron, Allen (decisivo)

Down: Ginobili zero assoluto, anzi negativo. Il tiro da 3 di SA.

ore 6:02: Miami +1 e palla in mano, 1 minuto e 18 secondi. Confusione totale. Per SA clearly. Servono ossigeno e ordine. Mi è finito il LOL, solo disperazione.

ore 6:08: Green in magia difensiva su Lebron.

ore 6:12: non va più di moda sbagliare un libero per finire il tempo?

ore 6:13: attacco MIA, bomba di Lebron. Fuori! No! Rimbalzo MIA, Miller smanaccia  a Lebron, ancora da tre, NO! Canestro. Il mio urlo rischia di svegliare tutta Baltimodena. Vai Manu Ginobili, regala la magia…no, entrata da pazzo furioso. Mancano, 1.9 secondi. 3 punti sopra MIA. Finisce qua, 103-100.

GAME OVER

There’ll be a game 7. BUONA “NOTTE”

Babbicciu: ha aperto un tumblr un giorno per sbaglio, su suggerimento sibillino del vate Cidindon (con pronuncia brasileira “sidindon”) e da quando gli sta in scia si è reinnamorato degli sportz ammerigani. Vive pieno di gasamento e alla continua ricerca del LULZ.

di lustrini, passato, riduzioni in Baz

June 12, 2013

JGInfine, l’ho visto anche io ‘Il Grande Gatsby‘.
Un film che assomiglia a tanto cinema di oggi. Sfarzoso, scintillante, pieno di promesse e aspettative e dimenticabile. Fra un anno nessuno si ricorderà di questo film, se non (ma fate pure la ‘tara’ a questa riga, poiché io son fan del soggetto) per il solito, bravissimo, bellissimo e perfetto DiCaprio, alla seconda eccellente prova stagionale dopo il cattivone di Django.
Invece, definitivo oblio per Baz Luhrmann, sempre affetto da eccessiva grandeur e brutti effetti posticci, mentre pasticcia il pasticciabile, dandoci dentro con i lustrini, sbagliando in pieno la scelta della narrazione fuori campo che risulta troppo ‘spiegosa’ e poco coinvolgente (non era meglio fare delle belle passeggiate piene di lustrini, mentre i protagonisti raccontano al narratore le loro vite negli anni venti, nella depressione, nel proibizionismo, nella voglia di fare soldi e baldoria post guerra mondiale? Eh? Baz!?) per non parlare della orribile forzatura delle parole scritte che fluttuano sullo schermo, piene di senso del ‘NOOO‘, a sottolineare, per chi se la fosse persa, la letterarietà dell’adattamento (ok, si sa, o si dovrebbe sapere, che è tratto da un famoso romanzo).
Fortunatamente però il nostro Baz ci sa fare coi lustrini quindi non ci si annoia, quasi, mai. Inoltre centra la romance delle due migliori scene del film, romanticose e tese nei sospiri delle cinquantenni due file davanti a me. Per la musica, che mi aspettavo facesse la parte del leone, diciamo che Jay-Z ci mette la zampona, pure questa poco morbida, piazzando qualche adattamento foxtrot/jazzy di sue hit, però a parte tre pezzi in croce, non è che la musica sia il piatto forte del menu.
Il film ha belle scene, racchiude il senso morale negli ultimi minuti (la questione del passato che non torna) e vince a mani basse la scena inutile e cafona dell’anno (la macchina che incrocia i rappusi anni venti style, grandissimo ‘EEEH’).
Insomma, sotto le pailettes, poco da ricordare, però, passabile.

Ps.: del film non sapevo niente, mai letto il libro, non sapevo la trama. e adesso, leggiamo tutti un bel pezzo sulla faccenda della ‘riduzione’ cinematografica di opere letterarie

la salvezza, all’ultimo rimpallo

June 3, 2013

RegiaUn amico dice che il calcio è uno spettacolo come un altro, come andare al cinema.
Mah. Fosse vero, nessuno guarderebbe in streaming a bassa definizione, con commento fra il tifoso e l’inadeguato, da uno stadio brutto e stretto fra montagne e quartieri, una partita fra giocatori che non brillano per controllo palla, precisione nei passaggi, parabole dei cross, in una domenica con uno splendido sole fuori e troppa tensione dentro a una stanza.
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Wanna fight?

June 2, 2013

ogfNo.
Pittorico e vuoto.
Stiloso, da annoiare terribilmente.
Pretenzioso e lento.
Un corto pompato di lunghe camminate e metaforoni che non portano da nessuna parte.
Da salvare, la scena degli spilloni, per il LOL involontario e future gag.
Delusione dell’anno.
(brutto per brutto, brutta pure la locandina italica)

‘Roma è fatta pè sognà’

May 30, 2013

lgbI primi minuti ammaliano. Sono un manifesto, pieno di dolly, rigore e metafore, di come sarà il film, di bellezza e bruttezza che si fondono.
Il, tanto, resto, è la narrazione in micro ‘capitoli’ della vita di Gep, profeta mondano con terrazza sul Colosseo, sessantacinque anni, vestiti di sartoria da dandy elegante, sbarcato da una nave crociera su un’ isola che non c’è, lingua precisa e tagliente, modi da galantuomo, come il tempo che gli scorre accanto nelle sue passeggiate attraverso la capitale.
Visivamente è bellissimo, il senso della storia si nasconde nei capitoli, a volte mi son chiesto se son stupido io a non aver capito al volo certi passaggi o se sia stupido impegnarsi a decifrare troppo qualche momento di (apparente?) intellettualoidismo.
A volte la narrazione è pretenziosa, quasi irritante, forse a volte lo è pure la geometria e la bravura nel piazzare la macchina da presa del regista.
Ci sono strizzate d’occhio al cinema, legnate alla società, momenti di pura commozione, finestre aperte sull’Italia, serrature da cui sbirciare questioni troppo grandi, ma è sempre un attimo, poi si volta subito pagina per cambiarsi d’abito, cercare altra bellezza, restare intrappolati nella bruttezza, dipende.

Ci ho messo un po’ a capire se mi era piaciuto, ma avrei voluto rivederlo subito dopo. Un pregio, indubbiamente. Forse la chiusura del post sarebbe quella di scrivere una riga per dire dove sta, davvero, secondo me, la grande bellezza, ma sarebbe pure un mezzo spoiler, quindi chiudo qua.
Dolly ad uscire, andate a vederlo, poi ne riparliamo, probabilmente è un grande film, ma non l’ho ancora deciso.

Ps.: il film, ovviamente ambientato a Roma, è pieno di ‘romanità’.
Graditissimo, e romanissimo ospite del blogghetto, l’amico twitterz ‘fiumerosso’ dice due cose sul film, dal punto di vista di un romano…


Roma n’è così.

Quella ndo vivi tu, ndo vai a lavora’, ndo te vai a diverti’ e quella che te fanno vede ar cinema, so du’ Rome differenti.
Armeno dopo Pasolini. Prima era diverso. Prima armeno s’assomijavano. Anche perché prima a Campo de’ Fiori ce vivevano i poracci, mo nun te bastano tre vite pe’ compratte ‘na cantina da quee parti.
E ‘La grande bellezza’ è così. Parla de ‘na roma che tu nun vedrai mai. De colossei visti dall’arto, de giardini vaticani visti dar basso, de palazzi storici visti da dentro.
‘Na cosa però la vedi tutti i giorni: quaa luce.
Quaa luce gialla e rossa.
Quaa luce che se passi a roma e te ce ‘mbatti…nun te la scordi.

E dentro ‘sta Roma silenziosa, senza traffico, senza gente, senza gnente, ce se movono ‘sti poracci, ‘sti falliti: chi cor culo de fori, chi co’ le zinne rifatte, chi co’ la fede smarita, chi co’ sto grande successo scritto ‘na vita prima e mai più ripetuto.

E c’è chi cerca de usci’ da ‘sta tragedia umana guardanno le bellezze eterne de ‘sta città fantasma, de cui se lamentano tutti ma della cui decadenza so’ i primi a esse artefici (“Roma m’ha deluso”).

Er futuro appare nero, l’occhi stranieri nun so’ più boni a stupisse de gnente (“Ho visto piazza Nvona sotto la neve. Era bianca”), l’amicizie nso amicizie, e la bellezza pe’ chi la sa vede’ è l’unica luce in fondo ar tunne (“Io e te non abbiamo ancora fatto l’amore? che bello, c’è ancora qualcosa di bello da fare nel futuro”), i mafiosi se mischiano co’ l’intellettuali, i cardinali attaccano le pippe, le donne sfatte dall’anni se pippano pure i fornelli der gas, le madre terese de carcutte te rimannano ar paese a ritrova’ te stesso (“Mangio le radici, perché le radici sono importanti”).

Sogna er mare, sogna. Roma è fatta pe’ sogna’.
Ma er mare, pure se ce stanno li gabbiani, te lo devi immaggina’.

fiumerosso

 

 

(s)gasare

May 23, 2013

ff6C’era entusiasmo a bomba. Il quinto capitolo era stato bellissimo, il franchise con i muscoli, gli attori-modelli e le macchine truccate, riverniciato e portato a ‘vette’ che superano l’action movie. C’era la voglia di scrivere come recensione due sole parole.
Figata. Totale.
Invece. Il film è come ti aspetti, come ti han gasato i trailerz, pieno di sequenze cariche, improbabili e ‘They got a tank!’. Non è però il quinto, perchè la scelta di truccare troppo il motore narrativo con un enorme gancio al passato della storia, appesantisce l’aerodinamica, rende sballata la meccanica, impoverisce la qualità del divertimento.
Quindi molti passi indietro nello script, che uno script come si deve ci vuole sempre eh, anche quando ci sono ‘carrarmati che escono dai camion’. E poi ci sono appunto ‘carrarmati che escono dai camion’ che valgono il divertimento, il prezzo del biglietto, il ‘boost‘ di tamarraggine, con The Rock che cammina con spiegoni e muscoloni a passo di carica, con il ’Yu-uhhh’, scappato di bocca a un ragazzo due file prima di me durante una scena che definire acrobatica è poco.
Insomma, un passo che non è falso, ma una incespicata, diciamo, come se un pistone battesse un po’ in testa, ecco. Poi, si vive di hype e il settimo episodio si preannuncia, già da ora, una cannonata. Vedere, il film, per credere. Pure senza carrarmati che escono dai camion, forse.

(cronache dalla piccionaia) applausi, season finale

May 22, 2013
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saluti da Roma

Eravamo rimasti all’impresa di gara sei, alla rimonta col cuore in gola.
Finiamo, ieri sera. Dopo che per evitare l’insopportabile ansia di fare refresh alla pagina del play-by-play ogni due minuti, decido di fare due passi, andare a vedere un film e poi tornare giusto in tempo per la differita sulla tv locale. Un salto negli anni novanta, quando c’erano pochi canali e la differita funzionava. Adesso i canali ci sono, ma la Rai manda in onda la partita di Sassari (e va bene, è una scelta) e in altro canale fanno vedere il ‘karting’. (cos’è il karting? non lo so, ma vuoi che il karting faccia più share della gara decisiva fra Reggio Emilia e la capitale? vince il karting? Ok)
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(cronache dalla piccionaia) Playoff edition – cronache dal gasamento

May 20, 2013

…e alla fine, dopo avere visto per la ennesima, mai ripetitiva, volta, quanto sia bella Reggio Emilia all’ora dell’aperitivo, con la luce perfetta e un cielo di un azzurro che sembra dipinto, a contrasto con pietre antiche e riti moderni;
dopo aver preso nota del primo tempo dove Roma gioca tranquilla del vantaggio nella serie, tirando bene e prendendo il largo;
dopo aver sfiorato l’argomento arbitri che, gentilissimi e chirurgici, piazzano prima un tecnico per proteste e poi un inesistente quinto fallo al nostro bomber Taylor, in momenti chiave della partita;
dopo una straordinaria vittoria della Trenk, che rimonta da meno diciotto, pareggiando la serie, regalando prima saudade e poi immenso gasamento con gente che resta a petto nudo, abbracci con sconosciuti e ulteriore gasamento;
alla fine, dicevo, dopo avere avuto appena il tempo di verificare come frazioni di secondo, mentre l’arco di una tripla compie il suo destino che questa sera si accoppia ai nostri colori, possano lasciare sul gradone della piccionaia un etto di polmone e un mucchietto di gocce di sudore e passione sportiva… Read the rest of this entry »

(cronache dalla piccionaia) Playoff edition – Roma non fà la stupida, stasera

May 16, 2013
i playoff, dalla piccionaia

i playoff, dalla piccionaia

Eravamo rimasti a Cantù. Nell’ultima in casa siam stati battuti ma io non c’ero.
Poi siamo andati a Caserta a vincere, chiudendo la stagione regolare con vari record di club e il sesto posto in classifica.
Poi sono iniziati i playoff. Accoppiati con Roma, sbancando la città eterna nel primo match, perdendo il secondo, vincendo la prima gara in casa, dove io non c’ero perchè ero nel posto palco. La serie, al meglio delle sette partite, si trova sul due a uno per Rezz. Palazzetto esaurito, gente sulle scale, entusiasmo che sfonda il decrepito tetto del palazzo. La piccionaia ribolle di caldo torrido.
Palla a due. Read the rest of this entry »

Palco n.25 OR.1/D (S02E09, season finale, the ‘European’ chapter)

May 15, 2013
riunione di archi

riunione di archi

Gli dei ce l’hanno con me, perché non si è mai visto un lunedì sera così ricco. La contemporaneità fra la terza partita del primo turno dei playoff di basket da guardare in piccionaia e l’ultimo concerto della stagione del posto palco, impone una scelta dolorosa. Stesso orario, mezzo chilometro in linea d’aria. Drama On. L’ubiquità non è ancora in mio possesso, la decisione è dura. Scelgo il posto palco, fra due giorni sarò al palazzo che, di là, la serie continua.
Mando un forte ‘daicandom‘ ai pards che vanno di là ed entro al teatro in una serata avvolta da un cielo di calma serenità.
Come in ogni serial che si rispetti, ci sono puntate speciali che si svolgono fuori dall’abituale luogo di narrazione. Così, stasera, non si è nel solito palco, bensì nell’ordine II. Stesso numero, due metri o poco più, più in alto.
La visuale dal posto palco in prestito per una sera è piuttosto interessante. Si è più vicini al lampadario, scintillante e illuminante, mi sembra che ci sia più luce ma sarà suggestione. Si domina la platea, vedendo nuove signore e signori, che la visione dal posto palco ‘originale’ schiaccia, rendendoli quasi invisibili. Si siedono con calma primaverile, vestiti di sobria leggerezza. Si domina il palco, dove si vedranno guizzi di archetti, si vedono più palchi laterali e quelli in alto, nella piccionaia del teatro, sono stipati di ragazzini attenti. Si immaginano più chiacchiere, si vede altra gente che curiosa intorno. Mi chiedo se anche loro scriveranno un post, il giorno dopo. (spoiler: mi sa di no).
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