oh, sì, risvegli

swJ.J. Abrams viene chiamato a riportare la forza nel mondo del cinema. Con il peso dell’attesa di una fan base enorme, sa di dovere aggirare l’ostacolo di una seconda trilogia mal pensata e mal eseguita. Mi immagino la prima seduta di sceneggiatura a casa di JJ o nella saletta riservata del suo ristorante preferito, e secondo me JJ, dopo avere parlato molto con Lucas, che intanto ha venduto tutto alla Disney ed è a posto per quelle dieci generazioni, molto con Spielberg, maestro Jedi di cinema e amichetto di JJ, e molto con altra gente che si intende di saghe, ecco, JJ deve avere pensato a quella frase che è rimasta impressa a quelli che hanno seguito la sua prima ‘impresa’, portare una serie tv sulla bocca di tutti.
Jack, il medico eroe di ‘Lost‘ lo urlava. ‘We have to go back!‘. Ed è quello che JJ ha fatto. E’ tornato indietro, nel ’77. C’era il punk, il PCI e un film che era un azzardo per gli standard hollywoodiani di allora (sì, ho fatto i compiti) e che invece diventò, a seconda delle opinioni, una religione per futuri cosplayer, un pozzo di denaro per gli amanti dei case study sul marketing, un vangelo per gli appassionati di fantascienza, una bibbia per gli amanti degli effetti speciali e delle navicelle spaziali da combattimento.
E sì, siamo tornati indietro.
Buio in sala (che belle parole) e si va. Parte la ‘sigla‘, la scritta in giallo che scorre verso l’alto con sotto le luci di una galassia lontana lontana e sono applausi e fischi e urletti di puro gasamento, dopo un’attesa durata mesi, come un polmone pieno d’aria che si svuota. E via.
Per i primi venti minuti, dopo ogni scena, col mio pard,  ci sussuriamo ‘Fin qui tutto bene‘ preoccupati dopo mesi di speculazioni in salsa scaramantica. Alla mezz’ora la facciamo finita, già sicuri che JJ ha spazzato via la trilogia sbagliata, come un polveroso ricordo di jarjarbinks brutti e che siamo davanti a una operazione che scaccia il lato oscuro e premia i buoni che hanno sempre creduto.
Star Wars:  il risveglio della forza’, incasserà un miliardino di dollari in serenità e sì, JJ la porta a casa.
Con un casting giusto (altro che Hayden MAPERCHE’ Christensen) dove ad attori che fino a ieri erano coi Coen o con le ‘Girls’ (Isaac & Driver, che devono aver firmato in mezzo secondo il contratto per tre film e han fatto benissimo, bravoni) si accompagnano le facce nuove e giuste di quelli che saranno i protagonisti principali (il post non ha spoiler sulla trama eh, ma insomma, tutti avete visto il trailer, no?).
Buona l’azione e gli inseguimenti, un plot classico che per lunghi tratti sembra una copia carbone, un puzzle di elementi conosciuti ma che mischiati ridanno forza e prendono forza per ricominciare, pagando il giusto tributo al passato, senza esagerare e volando nell’iperspazio con una bella carica.
JJ ha studiato bene. Riempie il film con poca CGI, battute divertenti, un sapore di antico ben piantato nel presente, la voce di quell’omone peloso, il suono dei caccia interstellari, un nuovo robot puccissimo, spazi grandi e tante, quasi tutte, cose giuste. Offre un corposo fan service, strizza l’occhiolino, fa il brillante, segna punti con varie frasone da uso immediato. Il film riannoda fili, recupera storie, dura due ore che passano in un amen, perde, ma non si perde in, analisi filosofiche della ‘forza’ che tanto lo sappiamo tutti cos’è.
Cos’è la ‘forza’, lo sa il tipo che entra con una maschera enorme di Darth Vader, lo sanno le ragazze con tunica jedi e spada laser di plastica che si prestano a un selfie nel parcheggio, lo sappiamo noi che siam cresciuti coi poster della morte nera, lo sa la coppia di ventenni che si guardano un video e si scambiano un bacio prima che si spengano le luci, lo sa il padre di fianco a me, che batte l’attesa muovendo la gamba mentre il film inizia, lo sa suo figlio di dieci anni a due posti da me, lo sa il fratellino di sei anni che sottolinea apparizioni sullo schermo con frasi brevi coi punti esclamativi. ‘Spada laser!’ ‘Il millennium falcon!’ ‘Il robottino!’ ‘Han Solo!’.
La forza è un cordone ombelicale fra generazioni, col padre che alla fine del film è quasi più contento del figlio, che lo guarda e gli dice ‘sì’ con gli occhi.
Ed è proprio questo, alla fine, il bello, mentre la sala appalude.
JJ ci prende tutti in fila, le famiglie, i nerd, i ventenni, e ci porta a casa, consegnandoci una nuova speranza tanti anni dopo e davvero buon film.
Mentre scrivo mi sembra veramente tutto troppo giusto. Sarà colpa mia, cerco difetti ma ne trovo solo uno che non posso dire, no dai, due e non posso dire manco il secondo. Però, niente. Applaudiamo. Quando arriva il prossimo?
E comunque, quando parte la sigla, come sempre, un brividone mette i peletti delle braccia sull’attenti. E forse, alla fine, che poi era l’inizio, bastava questo.

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s