Le canzoni pref.

Qualche settimana fa un’amica per festeggiare il suo compleanno ha chiesto ai suoi ‘followers’ di inviarle una playlist contenente le loro ‘canzoni preferite’. E così, mi son messo lì a pensare alle mie canzoni preferite perché mi sembrava una bella richiesta e perché la cosa aveva il profumo digitale degli anni dei blog musicali, delle discussioni infinite su Friendfeed, del web quello con le liste, le classifiche, i post a punti.
All’inizio ho avuto molti dubbi. Come si scelgono le canzoni preferite?
Se sei una persona per cui la musica ha un ruolo nella vita che non sia solo sottofondo ma qualcosa di più, è una domanda impegnativa perché le canzoni preferite sono un argomento quasi definitivo e pure scegliere certe canzoni ti definisce proprio. (certo, stiamo sempre parlando di musica, ma minimo minimo, parlare di musica è una delle cose più belle che ci sia anche perché, parlando di musica, si finisce sempre, ma sempre eh, a parlare di qualcos’altro, spesso di noi stessi).
Quindi come si fa? Si pensa alle band della vita e si va a scegliere un disco e da lì una canzone? Si calcola, seguendo tabelle personali e mutabili, l’importanza di certi pezzi? Si mettono le canzoni con cui sei cresciuto?  Si punta ad essere fighi o diversi o alternativi, mettendo canzoni di un certo, diciamo, spessore? Si ponderano canzoni che hanno racchiuse nelle loro note momenti della gioventù o momenti importanti?
Troppo difficile, credo che nei momenti importanti la musica non ci sia, oppure si aggiunga dopo, come una colonna sonora applicabile alla memoria, ma questo è un tema magari da affrontare in separata sede, comunque mi sembrava tropo impegnativo. E poi, ho capito.
Era facile.
Le canzoni preferite sono semplicemente quelle che si ascoltano sempre. Da sempre. O sempre da quando le hai ascoltate per la prima volta. Non sono obbligatoriamente legate a momenti, viaggi, cose e mari o monti.
Metti tu le cose sopra a quelle canzoni, o sotto, o sopra a quelle che scegli a lavorare quando ti serve una spinta e selezioni quel brano, a quella che ti tira fuori da un pensiero opprimente quando esci da un ospedale o quella che ti ricorda una persona speciale. Metti un insieme di ricordi e sensazioni. Metti quelle che porteresti su un isola deserta, anziché i canonici tre album di parecchie chiacchierate (per neofiti, la domanda è: ‘Quali sono i tre dischi che porteresti su un’isola deserta?’).
Unica regola che mi sono dato è stato il numero. Dieci sono troppo poche, trenta sono troppe e poi ho scelto una canzone per artista, altrimenti magari dei Police ne mettevo tre, per dire.  Vale mettere un pezzo di Mehldau in solo e uno in trio perché Brad è il re e quindi vale. Poi non è stato facile sceglierne una, solo una, dei PJ, per esempio.
Però alla fine è stato più facile del previsto perché ogni tanto queste le devo proprio ascoltare per recuperare una sensazione, un equilibrio, anche solo per fare un sorriso.
Poi, se la faccio fra dieci giorni magari cambia. Ed è giusto così.
Se vuoi, fai la tua playlist delle canzoni pref.
Poi ne parliamo, oppure la ascoltiamo.

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