cose da fare questo weekend (veloci come il vento)

vcvAl mare è forse troppo presto per andare, in montagna ormai c’è troppo caldo (credo) quindi questo weekend saremo più o meno tutti a casa.
Cosa si può fare in un weekend di metà aprile? Secondo me, se vi fidate, almeno due cose, oltre a una bella passeggiata all’aria aperta, sole permettendo.
La prima è andare al cinema. E’ uscito da una settimana un altro film che si infila come un bolide nella ‘new renaissance’ del cinema italiano. Almeno speriamo si possa chiamare pomposamente così.
E’ il terzo bel film tricolore che vedo nel 2016. Bello eh, al netto di qualche appunto da rompiballe che non metto qua per fare prima, ma bello di quei film che esci contento dopo aver fatto il tifo, coinvolgente, con attori bravi, frasi giuste, direzione sicura. Una storia di corse in macchina (mo peinsa te, vacca boia, con bonus di dialetto emiliano per titillare il campanilismo) con le corse ben girate (e io mi annoio in un amen a vedere sport con le ruote quindi, ben fatto) e con un clamoroso Stefano Accorsi che si porta a casa tre quarti di film con il suo tossico che ti piace amare che arriva in soccorso della sorella, giovane e amante della velocità. Andatelo a vedere.

La seconda cosa è spendere dieci minuti per andare a votare il referendum, tremendamente ed erroneamente definito ‘sulle trivelle’. Perché come dice qua le trivelle non c’entrano, il voto riguarda le concessioni sulle piattaforme esistenti e c’è già la legge che blocca la costruzione di future piattaforme. Quindi, la campagna che si basa sullo slogan, ‘salviamo i nostri mari‘, è una bufala spudorata. Poi, se approfondisci un attimo, le ragioni di entrambi gli schieramenti quasi si elidono, anche se il tema è complesso, molto tecnico e riguarda una percentuale piuttosto bassa (3%, a memoria) del fabbisogno energetico nazionale e il voto soprattutto non garantisce alcuno scenario futuro. Certo, solo gli azionisti della Shell, per dire, non vogliono energia pulita ma c’è il caso che per portare quel % di fabbisogno qualche petroliera (ben più pericolosa e inquinante di una piattaforma che estrae metano) gironzolerà per l’Adriatico e sicuramente se il ‘Sì’ raggiunge il quorum, non è che il giorno dopo spuntano centrali eoliche da tutti i cantoni. In giro per la rete trovate molti pezzi che trattano la questione che è diventata più di politica generale che ‘di merito’. Nel mio minuscolo, posso dire che non ho ancora deciso come votare, però di sicuro andrò.
Quando ero giovane e idealista l’istituto del referendum mi piaceva molto. Poi ha perso forza azzoppato da politici che invitavano ad andare al mare e dall’abuso che ne è stato fatto. Sarebbe ora tornasse ad essere uno strumento importante.
Inoltre, soprattutto, andrò perché un governo che invita all’astensione per me compie un atto di lesa maestà nei confronti del principio che un governo dovrebbe avere sempre, garantire e sostenere la democrazia e i principi civici correlati ad essa.
Quindi, anche se ho imparato in questi giorni che non è affatto vero che votare sì = no al petrolio = più energia verde, andrò per alzare il quorum e per dire ‘oh, sostenere l’astensionismo, non va bene eh’.
Contorto, probabile. Quindi, un filo di idealismo mi è rimasto e poi, quando questo weekend sarà finito, resterà la speranza di non sentire politici che dicono ‘andate al mare’ quando la gente ha l’opportunità di informarsi un minimo sulle cose e la speranza bis che questo nuovo vento che spira nelle produzioni di celluloide pulita italica, soffi forte.
Buon weekend.

 

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