ottobre, playlist

At the movies

Straight outta Compton
Fuck tha police, ne ho già scritto qua, ma dopo settimane, solo due stelle e mezzo.

The Martian
(che il titolo, ‘Il sopravvissuto’ è brutto)
Una specie di clinic su come fare un blockbuster di successo. Attori di nome, qualche idea di regia, una storia ben costruita, paesaggioni, un filo di suspence, un po’ di cuori per jessica, matt damon bravo e sempre nel nostro team. Due ore e mezzo (sti film durano un filino troppo però eh, studios, sappiatelo) di ottimo entertainment. Astenersi fan della correttezza scientifica applicata ai filmz. Tre stelline, quasi quattro.

Suburra
C’è una Roma piovosa come non mai, il mare d’inverno, opulenti ville dietro condomini di periferia, musica degli m83 per tutto il film. C’è violenza, disperazione, un senso di vendetta feroce, pitbull a due zampe, gerarchie che si spostano, morale in vendita. Un film che va dritto in quel filone che racconta storie criminose con finestra sull’Italia di oggi, con personaggi che rasentano le macchiette, ma con un visione d’insieme potente che lo rende teso, avvincente e disperato. Regista bravissimo, la scena della sparatoria al supermercato è una di quelle che fino a poco fa si vedevano solo in film americani (sarebbe un discorso più ampio, magari un’altra volta) un Amendola gelido e bravissimo, bene tutti gli altri. Qualche difetto (musica, ciao M83, a volte invasiva, piccole cosette ma nulla di grave), però da vedere, quattro stelle e pallottole in testa.
(ma, c’è anche chi dice NO e chi scrive cose che personalmente stra condivido)

The Walk
Mani sudate, camminare su fili, ultimi tre passi, non guardare giù, ma anche sì, paura dell’altezza, puccismo, amiconi, sogni da inseguire, fili da tendere, spinta anarchica, sbirrofobia, l’arte, metterla da parte, farne un bel film, emozionante, tecnicamente una bomba, pieno di metaforoni e una certa suspence, anche se la storia dell’equilibrista sulle torri gemelle, si sapeva, era già stata narrata, un po’ anche, ne approfitto, in un libro clamoroso che è questo.
Tre stelle e mezza in equilibrio.

Crimson Peak
Come ha detto un amico, un film fatto per soddisfare la lobby dei costumisti e degli scenografi. Lascia perdere. A meno che tu non sia fan del gotico ACASO. Film è fatto bene, scenografie splendide, ma non emoziona, non appassiona, non spaventa, un feuilleton dell’ottocento in salsa gotica con poca sostanza. nemmeno i giusti cuori per jessica, lo salvano da una bocciatura da una stella e mezzo.

 

 

Sul divano

bombazza imperdibile per disagiati, un thriller diciamo psicologico-cospirazionista (eeh?!?!) con grosse iniezioni di figaggine, paranoie, complottismo. girato con una visione straordinariamente fresca (video esplicativo, che a scriverlo si perde l’essenza del come è stato girato), serie clamorosa.
(un bel pezzo che spiega, anche con riferimenti ‘alti’, cosa dice la serie, lo trovi qua)

 

 

Cinque canzoni in cuffia
(che sto mese però sono quattro perché si vede che non son stato attento)

Deerhunter – Breaker
Non dovrebbero aver bisogno di presentazioni i Deerhunter, bella canzone e pure un buon album, molto ascoltato nelle ultime settimane.

Beach House – Majorette 
Pezzo dreamy, da ascoltare davanti al mare d’inverno e uscirne gasati.

Eleanor Friedberger – False Alphabet City 
La Eleanor piace dai tempi dei Fiery Furnaces. Qua con un pezzo da ascoltare al mattino appena accendi la macchina per il giusto start.

Majical Cloudz – Downtown
pezzone per il team romance.

 

Sul comodino

 

Le fragili attese – Mattia Signorini
Fossi ricco e produttore cinematografico, comprerei i diritti di questo libro e ne farei un film coi lacrimoni dentro e tanta gioia fuori. Una pensione che è un microcosmo costruito sui sensi di colpa, vicende che si sfiorano, personaggi pennellati in momenti di trasformazione, veramente bello, mentre scrivo mi vien voglia di riaprirne qualche pagina a caso.
Quattro stelle e mezzo che con bonus di commozione diventano cinque.

I vacanzieri – Emma Straub 
Un romanzo da spiaggia. Certamente, perché è ambientato vicino a una spiaggia. Godibile, divertente ma non banale, mentre racconta la storia di una famiglia che in due settimane di vacanza scoprirà cose sull’essere famiglia. Tre stelle e mezzo, ma forse quattro, mentre sogni una piscina a Maiorca.

 

 

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