macchina bere, paghi la nuova

 

la macchina del millennio
la macchina del millennio

Dopo due settimane di giri in giro per concessionarie e una settimana di profonda riflessione e comparazione, è andata. Ho comprato la macchina nuova. Era necessario. Un campanellino sotto forma di cigolii assortiti al mattino, mi ha suggerito che era ora, prima che la mia antologica ‘macchina del millennio’ diventasse troppo vecchiotta. A proposito, sei stata una macchina fantastica, fedele, comoda. (sì, certo, parlo con la mia macchina, voi no? Male).
Infinite mattine di abitudini stradali, mille ricordi di trasferte per concerti, mare, stadi, gente passata sui sedili, prove speciali, momenti illegali e insomma mi sto già commuovendo che lasciarla sarà difficile perché, non c’è nulla da fare, lasciamo un pezzetto di noi negli oggetti che ci accompagnano e so già che domattina le lancerò uno sguardo carico di grazie e rimpianto. Ci vorrebbe una musica romance di sottofondo per il momento dell’addio, invece ci sarà soltanto il rumore del traffico, peccato, o forse azzeccato. Ma anche le macchine vogliono lasciate andare, no? Quindi, dopo tredici anni, sono entrato in una concessionaria.

Stando ai luoghi comuni e alle frasi fatte, gli ‘uomini’ dovrebbero quantomeno ‘saperne’ riguardo alle macchine. Quindi, mi ritengo un uomo atipico. Faccio un esempio: cos’è una cinghia di distribuzione? Mumble mumble.
Ho una vaga idea dell’utilizzo di questa cosa misteriosa che sta nel motore di una macchina, ma non so manco spiegartelo bene e assolutamente non ho idea di dove stia. Ci sono state mie domande fatte ai concessionari di auto che hanno trovato un’espressione più o meno lunga nei loro occhi che equivaleva a un ‘ma stai scherzando?’ e ci sono state domande fattemi dai concessionari, che hanno trovato un momento di vuoto pneumatico nei miei occhi. A tratti sembravamo persone di due pianeti diversi.

A parte la necessaria comodità per un tizio alto come me, è stato faticoso destreggiarsi nel dedalo di proposte, numeri, percentuali, TAEG , opzioni (ma lo sapete che l’accendisigari per molte case automobilistiche è diventato un’optional? a me questa cosa ha fatto riderissimo), finanziamenti, bonus e sticazzi.
La mia nuova macchina ha questa denominazione. 87J-E3A Al A – Energy R-Link dCi 90cv EDC, una sequenza alfanumerica che sembra adatta al codice di lancio di un bomba nucleare.
Di macchine belle in giro ce ne sono un sacco, l’offerta è troppa, anche se manca sempre, in Italia, paese di allenatori di calcio, esperti di immigrazione e abili guidatori (eh, come no), il pieno appoggio al cambio automatico. Ecco, uno dei motivi per cui ho scelto questa è stato proprio il cambio. Troppo comodo in questo tratto fra la via Emilia e il west dove i mezzi pubblici sono un problema, c’è un traffico mattissimo fra camion, furgoni e rotonde e la macchina è necessaria quanto un cavallo per un cowboy nel far west.
E insomma, cambio automatico e via, domani, avrò una macchina nuova. Così.

Inoltre,  volevo spendere due parole sui concessionari.
Noto branco di lavoratori appartenenti alla macro categoria dei venditori – quindi un po’ tutti ‘LUP.MANN.’ (op.cit.) – ce ne sono di bravi e di meno bravi, ovviamente, dove i meno bravi, secondo me, credono di inquadrarti in trenta secondi. Forse meno.
Quasi tutti sono stati bravi, devo dirlo.
Il migliore forse quello che ha visto entrare me nel suo salone iper fashion dove all’ingresso c’era la macchina usata nell’ultimo ‘M:I5’ e mi ha trattato con la stessa galanteria e piaggeria che presumo riservi alle MILF annoiate che cambiano Suv ogni sei mesi pagandolo in contanti o a ricchi imprenditori che regalano all’amante la Mini. Peccato, la tua macchina era bellissima ma troppo cara.
Invece, tu, caro il mio tizio della ‘marca giapponese con il simbolo che sembra una emoticon‘, hai perso un potenziale cliente dopo venti secondi in cui guardavi la mia ‘mise’ da pomeriggio agostano fatta di bermuda, maglietta di una band e espadrillas, come se fossi un poveraccio (e insomma, io lo sarei anche, ma tu non puoi permetterti) dall’alto della tua postura offensiva con le braccia conserte mollemente appoggiate contro la tua giacchetta che vuole essere giovanile e invece fa schifo e ti invecchia, perché le cose bisogna saperle portarle, e dal basso delle tue scarpe da venditore che si crede figo e invece è esteticamente brutto e con un tono di voce di superiorità che mi ha fatto prudere il palmo della destra. E dopo una settimana ne hai perso un altro perché a uno che conosco gli ho detto di non venire da te, ma di andare nella concessionaria della provincia reggiana dove i venditori della stessa marca sono molto più gentili.

Ps.: sì, macchina nuova, pago da bere, come diceva quella pubblicità antica. anzi, ho già iniziato…
Ps2.: ah, la nuova macchina, è questa.

2 thoughts on “macchina bere, paghi la nuova

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s