Agosto, playlist

Al cinema

 

(da questo ‘numero’ delle Playlist, inserisco le stelle, così fate prima, se interessati.
Stelle dove, cinque è ‘imperdibile e totale’, quattro è ‘bene & Boom!’, tre è ‘ma sì’, due è ‘meh’, uno è ‘sai, no’. Ci saranno anche i mezzi, per essere precisini)

 

Ex Machina
La mamma di Skynet (battutona, scusate) è un robot con surplus di intelligenza artificiale e viso da gran gnocca. Viene ‘testata’ da un ingegnere invitato nella casa mausoleo laboratorio del vero inventore di Google. Claustrofobia, alti sistemi, bei dialoghi, un po’ di suspence, abbastanza ambizione. Tutto riuscito o quasi, per un buon film di atmosfera densa, bravi attori e pensieri non banali.
(Quattro stelle)

Spy
Una sorpresa. Pensavo fosse una commediaccia per di più disintegrata dal doppiaggio. Ovvio che l’italiano ammazza qualche battuta e un pochetto di mood, eppure il film funziona ed è divertente, con Jason Statham che fa il pagliaccio ed è una sorpresa totale. Urge ORA un video con tutti i suoi interventi nel film. Milioni di visualizzazioni e di LOL. (quello con tutti i pugni dati da Jason, negli altri film, c’è già).
Recuperatelo per una noiosa serata di ottobbre.
(tre stelle e 1/2)

Ant Man
La Marvel non sbaglia un colpo. Avrei puntato poco alla roulette, piuttosto controllata dai maghi della promozione e programmazione del Marvel Universe, su questo supereroe dal piccolissimo formato, e invece. Divertentissimo, con una scena veramente di genio (che se il film finiva lì, io stavo ancora a tremare per l’emozione). C’è anche la Evangeline, sempre scarsina in recitazione, ma non importa. Ottimo Paul Rudd, azzeccatissimo Michael Douglas.
(quattro stelle, belle splendenti)

Operazione U.N.C.L.E.
Un po’ di storia? Vai col video. Guy Ritchie ha fatto due film che han creato un pattern e poi ha ripetuto sempre la solita fola, cercando di unire action e commedia. Qua, rivisita con molto stile, poca sostanza e pacchi di bella musica, un classico della tv anni 60. Il giochino può funzionare, ma dopo un’oretta mi sono annoiato. Qualche bella gag, ma resta poco sugo. C’è pure lei, il robot di Ex-Machina che sta bene anche con completini vintage e c’è molta bromance fra i bietoloni protagonisti. Fra i due meglio Superman, se non altro come indossatore di completi stile Savile Row.(colonna sonora cinque stelle, costumi quattro e mezzo, film due e mezzo. Ps.: ennesimo franchise con sequel già annunciati, il film esce giusto oggi, ma ben vengano le anteprime agostane)

Mission Impossible: Rogue Nation
Da spie che vengono dal passato a…spie che vengono dal passato. Questa spia la conosciamo bene però. Mr.Cruise è difatti la quinta volta che ci propone il suo personaggio. Ethan Hunt è sempre in giro a fare a botte e a salvare il mondo con ritmo pauroso e tanta bella action. C’è una scena memorabile (quella nel teatro di sicuro) un inseguimento in moto da brividoni e insomma, bomba e quattro stelle piene e viva Tom Cruise.

 

 

Sul divano

While we’re young
Gioie amori rimpianti dolori speranze di due quarantenni che incontrano due ventenni. L’idea di guardarsi specchiandosi negli occhi di gente più giovane è ben scritta seppure un po’ leziosa, un film per hipster cresciuti (l’ho letto da qualche parte) bellino, non imperdibile. Ben Stiller è sempre bravo e fra gli interpreti c’è pure King Ad-Rock.
(tre stelle)

Un ex giocatore di football americano si ‘inventa’ una seconda carriera come amministratore dei beni delle nuove star sportive. Bella musica black, discreto plot, chiaro che deve un po’ piacerti il football, ma anche no, forse. Graziosa, con muscoli e macchinoni. Poi c’è The Rock che piace come personaggio ‘comedy’. Imprescindibile il suo Instagram, anche se non c’entra niente.

Due parole due su ‘True Detective‘. Otto puntate in balia delle onde fra cose buone e cose ‘Meh‘. Serie troppo ambiziosa e con troppa carne al fuoco per essere davvero bella e con troppe cose belle (incluso, mia sorpresa, Farrellone bravone) per essere brutta. Quindi, si può vedere, senza troppe aspettative. (che poi, se serve un recappone gigante sulle vicende, forse, non è un buon segnale)

Dulcis in fundo, ‘Rectify’, serie di cui ho già scritto che prosegue nel suo bel andamento lento come la parlata del protagonista. Pensavo finisse, invece ci sarà una quarta stagione che dubito avrà l’appeal che finora ha avuto la storia. Spero di sbagliarmi di brutto.

 

 

Sul comodino

Michael Faber – Il libro delle cose nuove e strane
Di questo autore avevo solo visto la mini serie tv, peraltro stupenda, tratta dal ‘Petalo cremisi’, suo romanzo più importante e conosciuto. Così, mi son detto, ‘una storia che spacciano per storia d’amore, con un prete mandato su un pianeta alieno per raccontare la buona novella agli autoctoni? ci sto’. Peccato che la delusione sia stata pari al gasamento. Ovviamente non è scritto male ma è molto lungo e ripetitivo. Cento pagine in meno tranquillamente potevano starci, inoltre, a parte qualche momento di ottima scrittura, non mi ha lasciato molto. Sì, (spoiler) il rapporto epistolare  a distanza fra moglie  e marito è ben descritto, delicato e a volte complesso, ma poi? Non lascia molte tracce, peccato. (ma in giro potete leggere recensioni entusiastiche del romanzo, quindi, come sempre, fate voi)
(due stelline)

Luca Bianchini – Dimmi che credi al destino
Avevo voglia, quasi necessità, di leggere un romanzo leggero. E l’ho fatto, bevendomi in ventiquattr’ore a cavallo di ferragosto, questo romanzo. È ufficiale. Mi stanno crescendo le ovaie. Un misto di frasi da smemoranda (che come spesso succede hanno una certa presa sulle menti deboli, es.: l’amore non è mai calcolo ma solo istinto) e luoghi comuni (direi anche sugli italiani all’estero visto che i protagonisti sono expat a Londra alle prese con conti sentimentali e non solo da sistemare) miscelate però con una simpatia di fondo che alla fine mi ha strappato un sorriso. Non perfettamente riuscito, io non sono ancora sicuro se credo al destino oppure no, ma si può leggere in un giorno di sole, via. (due stelle e mezzo) 

Michele Dalai – Onora il babbuino
Erano secoli che non leggevo un libro in un giorno. Ok, questo è corto e si legge d’un fiato, fa molto ridere ed è molto bello. Parla di un tizio che si chiama Cardo ed è una specie di criminale. Anzi, parla lui. Dire di più rovinerebbe la lettura. Quattro stelle e forse lo rileggo pure.

(poi: sto leggendo ‘Lascia stare la gallina’ ma per questo libro, che anticipo, è una bomba, mi sa servirà un post dedicato…)

 

 

Cinque canzoni in cuffia

SG Lewis – Warm 
Scoperta guardando ‘Ballers’, pezzo da limone sugli scogli by night. Soul & flow. Ottima.

Action Bronson –feat.Chance – Baby Blue
Si dice che l’estate porta ad ascolta musica veramente leggera, sarà vero? Nel dubbio, un pezzo rinfrescante, molto ascoltato mentre mi sfasciavo i piedi in passeggiate da maratona sulla spiaggia.

Mayer Hawthorne – No Strings (Remix)
Canzone di qualche anno fa, riscoperta una sera bevendo un mojito clamoroso. Per fissare un momento. Per il resto, vedi sopra.

CHVRCES – Leave A Trace
Sing-A-Long dal primo ascolto, cos’altro volere di più da un pezzo?

EL VY – Return to the Moon
Catchyssima, danzereccia, con la vociona di Matt Berninger nostro e qualche idea del tizio dei Menomena. Serve altro? Heavy rotation.

 

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