hey hey, Finale Scudetto (Gara Cinque)

FullSizeRenderUn recap volante delle partite giocate a Sassari.
Reggio non può avere paura, poiché Sassari è una squadra costruita sul talento individuale che l’ha premiata in gara tre con Logan e in gara quattro con Dyson. Gente che la mette da casa loro, se in serata, mentre Reggio in entrambe le gare si dimostra una squadra con carattere, schemi e gioco. Può bastare per vincere lo scudetto? No. Infatti Reggio perde due partite rientrando in entrambe grazie al cuore, al team e agli ups and downs dei rivali, viene dominata a tratti ma riesce sempre a riemergere.
Questi ragazzi meriterebbero lo scudetto a prescindere, già adesso prima di scendere in campo, in primis il mister, abile nel leggere le partite e nel gestire i pochi uomini che danno tutto quello che hanno.
Se Cinciarini ha detto che gli arbitri non hanno influito sul risultato di gara quattro, mi fido e non scrivo dell’arbitraggio. Poi cambio idea e dico che la compensazione arbitrale è sempre sbagliata e facciamo che il fallo di Polonara sull’ultimo tiro dei quaranta regolari fa pari con il fallo inventato sulla rubata di Cinciarini e il tecnico punitivo fischiato a Lavrinovic a otto secondi dalla fine, che i ‘piangina‘ a me non son mai piaciuti e se pensassi alla malafede arbitrale, andrei a vedere le bocce, che poi, fra l’altro, le gare di bocce son fighissime.
Torniamo al palazzetto? Daje.
Grazie al dio del meteo, fuori c’è freschino. Felpina cabalistica, maglietta bianca di ordinanza ‘all white’ e si entra.
Il main event porta novità intorno all’impianto. Spuntano ben due baracchine di piadinari e salsicciari e spuntano anche giga Milf vestite come se ‘The Sartorialist‘ dovesse fare uno shooting ‘finale scudetto’. Un ferreo blocco con transenne agli ingressi e security in camicia bianca stoppa tentativi di ingresso sgamanti.
Saliamo le scale per la piccionaia.
Daicandom? Dai, c’andom!
Primo fallo di Sassari, uno sfondamento in area, e dalla curva volano gioiosi rotoli di carta igienica come in uno spot tv. Molto pittoresco e polemico dopo i fischi finali di gara quattro. Due schiacciate per parte. Decibel infiniti, il tifo, come si dice, ribolle. Non sento le parole del pard.
Lavrinovic esce zoppicando, panico e un vociare di imprecazioni si espande sugli spalti. Bomba violenta più fallo subito da ‘dentone’ Della Valle che rianima il pubblico. Fine primo quarto, più tre. Piccionaia caliente. Diener stoppa, non tira.
Bombe accolte da urla e gesti misti di gioia e rabbia. Sassari spinge sull’intimidazione difensiva, chiudendo bene il pick and roll arsan. Reggio tiene, Sassari tira male. Cinciarini sbaglia da sotto e si aggiorna il vocabolario delle imprecazioni. Lavrinovic torna in panca. Si prega per il suo ritorno, non accadrà. Il pard si gasa, si aggrappa alla transenna per sputare incitamento. ‘Stasera volo di sotto’ mi dice. Non accadrà, per fortuna. Più sette alla fine del secondo.
È una battaglia, come deve essere. Escursione termica dentro-fuori di circa dieci gradi con bonus di umidità.
E il nostro urlatore? Bé, oggi si supera con la scritta ‘biancorosso nelle vene’ in tonalità tricolore, con caratteri maiuscoli ed eleganti sul petto nudo, accompagnati dalle parole ‘totalmente’ pittata sulla spalla destro lungo tutto il braccio e ‘dipendente’ sulla sinistra. Capolavoro. Per il resto dice cose abbastanza random urlandole coi suoi tre polmoni.
In campo carrarmato Sanders continua ad essere un problema per la difesa biancorossa con quelle spallone che si trova. Reggio va sotto nel punteggio dopo quattro minuti e l’ennesima schiacciata di finta dominanza di qualche black sardo. Diener rianima il palazzo con la sua prima bomba della serie. Gente che ha sete di giustizia personale urla ‘ladri’ e ‘sapete solo rubare’ abbastanza a sproposito. I soliti ricconi da parterre si comportano come i peggio ultras daspati. Tutto a posto. Della Valle fa pure qualche flessione sulle braccia dopo essere andato giù per un fallo. Grande attitudine da palyground, we love it.
Le madri dei giocatori di Sassari vengono amabilmente ricordate, la piccionaia diventa una dependance della curva. Ciliegina sulla torta, tecnico a Menetti che un po’ se lo cerca, un po’ l’arbitro non vedeva l’ora di fischiarglielo. Azioncella da quattro punti sassarese e Bigi che esplode di rabbia. Un tipo a due posti da me si sfila la maglietta e recupera il cervello poco prima di lanciarla. Grandissimo. Altra gente lancia palline di carta in campo, classic. Terzo tempo che finisce a più uno.
Tensione e sofferenza ci fanno compagnia. Zona di Menetti per fermare il gioco offensivo avversario, con Silins di punta che li prende tutti. E poi, nel quarto tempo ho un blackout. Sento il cuore pulsare a mille, rischio l’infarto al miocardio quando Cinciarini perde un pallone che rotola via, rischio altro infarto su tiri liberi, ricordo solo Kaukenas che bacia il pallone dopo aver subito il fallo che chiude l’azione del possibile sorpasso sassarese. E via, su due liberi di Cinciarini, un abbraccio col pard sancisce la fine e la salvezza per le mie coronarie.
Tre a due, torniamo a Sassari, a un passo dalla magia.
#daicandom ? Dai pòr.

 

(le mie altre Gare Scudetto)

2 thoughts on “hey hey, Finale Scudetto (Gara Cinque)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s