Maggio, playlists

 

 

At the movies

 

 

Mad Max
Probabile film dell’anno, perché una roba così, era un pezzo che non si vedeva. Adrenalina in autorialità action e polvere di deserto in purezza. Ne ho già scritto, lo torno a vedere prestissimo. Vrooom!

Youth-La giovinezza
Un personaggio del film dice: ‘Gli intellettuali non hanno buon gusto‘. Sorrentino ha ottimo gusto, le riprese del buen retiro per gente di successo sono splendide, geometriche, vivide, sontuose. Il problema di Sorrentino, è che sta sempre sul confine di un intellettualoidismo (o di retorica) a volte autoreferenziale (Maradona docet), che non sempre funziona, di una forma che spesso non riesce a comunicare sentimenti. Un film pieno di spunti, suggestioni e riflessioni (sulla vita, sulla celebrità, sull’amore e l’amicizia, sul passato da recuperare, sul perdono, sul futuro) che a volte sono una toccata e fuga. Fortunatamente nella parte finale, si libera della testa e punta alla pancia, concludendo in maniera semplice ma efficace un film che rimane negli occhi, ma a cui il cuore non manca, seppure a tratti. Bene.
(si prega di notate l’assoluta mancanza di riferimenti con opere precedenti o con famosi registi di rfierimento del regista)
Ps.: evviva i mancini!

Il racconto dei racconti
Garrone è sempre bravissimo. Film strabiliante (a parte due momenti di CGI brutta) per visionarietà, colori, contrasti, scelta dei personaggi (i deformi, i migliori). Le favole (originali del seicento) sono raccontate bene e hanno una loro semplice morale, trattano di amore, sacrificio, dovere, sogni. Eppure, nelle lunghe discussioni fra me e me, mi sembra, ma non ho ancora deciso, che manchi qualcosa per renderlo un film da ricordare. Forse, non appassiona come dovrebbe, forse potrebbe. L’inizio spacca, poi si perde un po’, come se una certa ‘freddezza’ (non trovo parola migliore) affiorasse. Anche se a tratti, si tifa, si schifa (bestiacce! sciò!) ci si emoziona. Andrebbe rivisto? Probabile. E chi lo paragona a Game of Thrones, gli si infili la testa su una picca, perdiana!

 

Sul divano

Si può scegliere un fotogramma per ricordare sette stagioni? Forse. Sarebbe anche un bello spunto per un racconto. Di questo racconto, di Don Draper e del suo clan di pubblicitari, dei suoi segreti, delle sue donne, delle sigarette, degli alcoolici, dello charme, si potrebbe parlare a lungo. Un capolavoro della narrazione moderna in forma seriale. Scelgo quindi una sola immagine, (SPOILER, anche se la ‘pic’ non è dell’ultima puntata che, fra parentesi è incredibile, piena di piangeroni misti di gioia e commozione e con un finale perfetto, ovviamente, su cui sarebbero da spendere diecimila battute) per ricordare sette stagioni stupende. Don, da solo, occhiali da sole e i capelli impomatati, un sorriso, seduto sulla panchina di una fermata di un autobus in mezzo al nulla, il panorama di alberi e tralicci dell’elettricità, su una strada che porta verso un futuro.
You’ll be missed, thanks for all the fish (and the ads)

Paddington
Inglesissimo ma universale, un film con attori e un orso. Puccioso, divertente, edificante al punto giusto. Delizioso. E Nicole Kidman in versione ‘cattiva’ fa una bella figura. Non solo per bambini, anzi, forse più per grandi che avrebbero bisogno di film del genere.

 

 

Cinque canzoni in cuffia

 

Tape Runs Out – Friends
Una canzone brevissima che si pianta da qualche parte, fra pizzicori anni novanta e una giusta malinconia chitarristica.

Kamasi Washington – Change of the guard
Una canzone lunghissima, per un disco che suona jazz ma dentro c’è tanta, forse troppa, roba. Dura tre ore ed è piuttosto clamoroso, nonché essere il disco che ho ascoltato di più, e di gran lunga, in questo maggio che è sembrato un pochetto novembre, dentro e fuori.
Se clicchi sul titolo, ascolti il primo pezzo, dura dodici minuti, secondo me vale la pena.

Jamie XX – Loud Places
Pezzo di una eleganza danzereccia, primo estratto, credo, di un disco che sarà in moltissime top ten a fine anno. A occhio e croce, giustamente. Repeat su repeat.

Metric – The Shade
Più o meno fan sempre la stessa canzone? Per lo meno lo stesso singolo? Circa. A me piacciono sempre, i singoli. Anche questo funziona. Ed Emily Haines invecchia da dio come solo i giusti san fare.

Beirut – No No No
Baro, perché questo pezzo è uscito ieri, il primo giugno e sono in ritardo con la playlist. Ma Zach è un mio favorito da troppi anni per non avere già ascoltato il brano varie volte. Classico Beirut, una specie di cartolina di una felice Parigi zingara che sculetta e canticchia.
E mi sembra anche un bel modo di iniziare quella che si prospetta essere una lunga estate.

 

Sul comodino

 

Joachim Meyerhoff – Quando tutto tornerà ad essere come non è mai stato
Titolo bellissimo per un buon libro con la voce narrante del terzo figlio del direttore di un ospedale psichiatrico in Germania. La vita, la famiglia e gli ospiti speciali di un posto particolare. A metà rallenta, girando su se stesso, perdendo un pochetto la mia attenzione, ma ci sono capitoli molto belli e un finale commovente e sentito. Promosso.

 

2 thoughts on “Maggio, playlists

  1. Caro Cimba seguo sempre con piacere i tuoi post, soprattutto quelli nei quali “suggerisci” film, libri o musica perché abbiamo gusti simili e trovo spesso spunti interessanti. Devo però confessarti che l’aggettivo “puccioso” abbinato a “Paddington” mi ha fatto cadere dal divano e perciò ti punirò con la mancata lettura del tuo blog per due settimane. Cordialmente!

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