(come si dice) grazie, ragazzi!

regiaIeri sera, intorno alle nove, è terminata la stagione della Reggiana. Ai rigori della semifinale playoff, nel modo più crudele, con tre tiri parati, in uno stadio orrendo, con una tifoseria al seguito stupenda.
Non ho ancora aperto un sito, una pagina FB, un giornale, niente.
Forse, molti tifosi dell’ultima ora, criticheranno rigoristi, occasioni sprecate, tenuta atletica e altre cose. Per questi, a chi vuole vincere sempre, al netto che le critiche ‘da bar’ sono il sale del tifo sportivo e delle opinioni che ovviamente possono avere anche i famigerati ‘saltatori sui carri‘, regalo una frase detta ieri dal mio sodale da stadio. ‘dovrebbero seguire solo la juve che tanto quelli, bene o male, vincono sempre‘.
Invece, qua, vorrei ricordare, un piccolissimo omaggio, la stagione di questa squadra, perché la memoria è importante, anche quando segue le traiettorie, spesso casuali, di un pallone.

Eravamo partiti leggendo di fusioni societarie, azionisti nuovi, giocatori che venivano da una squadra fallita, tante domande e poche certezze. Nessuno pensava, parlava, prometteva, la promozione o i playoff.
Prima del calcio di inizio, una manifestazione per dire due cose a chi non vuole ascoltare, a chi ha una visione del calcio moderna, ma secondo alcuni, sbagliata.
La prima di campionato, una sconfitta immeritata. Dopo, si è arrivati al primo posto in classifica, si è scivolati al sesto, si è rimasti in zona promozione, si sono conquistati i playoff anche grazie a una partita che chi era allo stadio non dimenticherà mai (la rimonta con il San Marino) e poi i playoff.
Da sfavoriti, si va ad espugnare Ascoli. In semifinale, all’andata, l’altro spettacolo memorabile di uno stadio intero e di una curva stupenda contro il Bassano, fino ai rigori di ieri sera.
E’ stata una bellissima stagione che ci ha fatto vedere il bel calcio che, vi assicuro, in serie C o Lega Pro si voglia, non è semplice da esprimere, fra ruvidità assortire, necessità di fare risultato, molti giocatori con piedi non certo da Sky premium Hd e altre pay tv.
Un bel calcio, una propositività di gioco e ovviamente risultati vincenti che hanno fatto germogliare un nuovo sentimento, che ha coinvolto molti reggiani. E’ stato bello, dopo tanti anni, vedere la fila agli ingressi, vedere in giro per la città gente con la maglietta o la sciarpa, non più ‘vergognandosi’ di mostrare il proprio tifo.

E quindi, eccoli qua, i protagonisti di questa lunga stagione, come detto, una stagione da ricordare.
Feola, un portiere che ha physique du rôle di un compagno di banco al bar, ma che ci ha salvato in tante partite e che, certo, potrebbe migliorare nelle uscite, ma tutti possiamo migliorare, no?
Andreoni, terzino fischiatissimo nelle prime giornate, poi ha registrato la sua corsa da giannizzero diventando concreto e preciso. Un vero peccato che ieri non fosse in campo.
Mignanelli, terzino che ha arato la sua fascia, correndo per due, scivolando in difesa, sprintando per proporsi offensivamente coi suoi dribbling secchi, senza risparmiarsi mai anche se a volte con troppo nervosisimo.
Angiulli, interno di centrocampo, con look hipster, tigna, predisposizione geometrica e un tiro dalla distanza che è stato spesso invocato sugli spalti e spesso ci ha fatto saltare per aria di gioia.
Spanò, un fenomeno di centrale, il nostro piccolo Cannavaro. Anticipi secchi, elevazione pazzesca per prenderle di testa contro i tipici marcantoni col numero nove da lega Pro. Inoltre, gol pesantissimi e una personalità notevole.
Sabotic, centrale difensivo, ha incarnato a volte le sbadataggini tipiche della giovinezza che questa squadra ha avuto, ma un bel giocatore, bravo negli anticipi, duro ma preciso. Se non giocava lui, giocava De Giosa, penalizzato da un lungo infortunio. Esperto, roccioso, essenziale. Forse il gol del Bassano non l’avremmo preso se c’era lui, ma coi forse si riempiono ceste di banalità a basso prezzo.
Vacca, centrocampista stupendo, ‘la cosa migliore capitata alla Regia da un pezzo‘ come ho detto un giorno sugli spalti. Un cronometro del ritmo di gioco, un lottatore con tecnica e sapienza. Forse, il mio giocatore preferito in stagione, nonostante sia arrivato a gennaio.
Bruccini, che dovesse essere ricordato per i rigori sbagliati, sarebbe un vero peccato. Un centrocampista elegante, di corsa, passaggi e botte dalla distanza, uno dei miei preferiti.
Ruopolo, il centravanti di gioia e bestemmie, l’idolo dei tifosi per la sua indole, il non mollare mai come da coro ultras, i tanti gol, la combattività, l’attaccamento. Peccato i suoi piedi siano un po’ ‘ferrostirati‘ e per questo io l’ho sempre criticato, lo ammetto, ma non si può avere tutto e comunque ha fatto una grande stagione.
Giannone, attaccante esterno di fantasia e imprecazioni, un giocatore così io lo vorrei sempre, imprevedibile, pericoloso, tecnico e se a volte si impunta troppo nel dribbling o in soluzioni al tiro che vede solo lui, pazienza.
Siega, attaccante di corsa, fatica e qualche gol sbagliato di troppo, ma quanto impegno, quanti ripiegamenti in aiuto, quanto movimento.
E poi, gli altri che han giocato meno.
Parola e Alessi. Due bandiere accomunate da un rigore sbagliato intorno alle nove di sera quando fuori stava andando giù il sole, insieme alle nostre speranze, per troppa rincorsa, troppa paura. Perdonatissimi, ci mancherebbe, per la passione che hanno ancora quando scendono in campo, per non togliere la gamba, per la caparbietà l’uno e la fantasia l’altro, nonostante gli anni passino, ma va bene così. A questi due io farei sempre un applauso speciale.
Maltese, altro ingranaggio del centrocampo granata; Ricci, rientrato dopo lungo infortunio, di lui ricorderemo sempre il primo gol della incredibile rimonta col San Marino; Petkovic, centravanti con fisico da corazziere, talento grosso quanto lui e a volte pigrizia, per lui un bel ‘Brunoooo’ l’urlo che si levava dagli spalti al suo ingresso, e qualche castagna, l’ha tolta e pure tirata.
Poi, il mister Colombo. Un signore della panchina, pacato e intelligente nei commenti, che ha costruito una squadra che funziona, con una precisa identità di gioco, non priva di pecche, a volte strutturali, più spesso caratteriali, uno che alla festa della curva non ha esitato a cantare con i suoi tifosi, uno che vorrei tanto rimanesse a Reggio a lungo. Dovrebbe, eh, sì, dai mister.

Ecco. In breve, sommariamente.
A questi ragazzi, a quelli che ho dimenticato, un grazie profondo per le ore spese allo stadio a soffrire a gioire a gridare a sognare. Ecco, quel sogno che si chiama promozione si è infranto ieri sera alle nove, io me lo porterò dietro per un bel po’.
Poi, da domani, giustamente, qualche giocatore – ciao Spanò, è stato bellissimo vederti giocare – se ne andrà in quella serie che non si è riusciti a conquistare, alcuni resteranno, le fole societarie proseguiranno, il mercato seguito sulle colonne della amata ruscarola ci proporrà i soliti nomi di calciatori mezzi sconosciuti o quasi noti.
Ripartiremo a settembre, forse saremo sempre quei duemila affezionati che comunque vada son sempre allo stadio, forse saremo un po’ di più, sperando di avere un’altra opportunità di uscire dal pantano di questa serie in cui siamo da tanti anni che sembrano un’eternità. Avremo ancora la tensione addosso, insulti sempre nuovi, passione indomita.
Grazie ragazzi, è stato bello, dabaun. Forza Regia vinci per noi.

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