Febbraio, Playlists


At the movies

 

Birdman
L’avete visto tutti e sapete che è bello. E’ una grandissima prova d’attori e al regista fresco di Oscar, forse interessa la forma più che la sostanza, cosa che, di per sè, non è un difetto. Il difetto, grosso, per me, è la mancanza di empatia con il personaggio principale. Ossia, son scritti meglio e hanno più profondità tutti gli altri comprimari che girano intorno all’uomo uccello che lui. Esempio: lo scambio truth or dare sul cornicione della puccissima Emma Stone e Norton funziona, con il Birdman l’empatia non mi è scattata. Per cui non son mai riuscito a provare simpatia o tifare per lui. Problema mio. Quindi, bene, ma freddino. Poi, io speravo vincesse ‘Boyhood’ ma son quello che non ci prende mai, quindi ok. E’ ancora in sala, andate.

Whiplash
Il film dell’anno, e per distanza, fino ad ora. Lo avete visto in pochi poiché nel belpaese è stato distribuito in venticinque sale. Venticinque. E’ bellissimo. E’ la storia del rapporto estremo fra l’allievo che vuole diventare il nuovo Buddy Rich e il suo istruttore di musica. Ha sangue, cuore, ritmo, scrittura sontuosa, un finale che lévati, chimica fra i due protagonisti. Come ha scritto qualcuno (scusate, non ricordo) è come Rocky però con la batteria jazz. Anche con la tara del fatto che avendo suonato per dieci anni la batteria, mi sono gasato come un matto, è il film più bello visto in questo 2015, al momento. Quindi, recuperatelo, fatelo per me. #notquitemytempo
(qui, il bellissimo post de i400calci)

50 sfumature di Oh, No
Sì, l’ho visto e ne ho già scritto. A posto.

Inherent Vice – Vizio di forma
Spiacente, veramente. PTAnderson è uno dei miei registi preferiti. Eppure qua le possibilità sono due. O non l’ho capito io (probabile) oppure il film è un lungo andirivieni di misteri irrisolti, personaggi che entrano ed escono da una porta girevole piena di fumo di ottima marjiuana e io mi son confuso. Non così divertente, la storia è un pretesto per parlare di altro? Probabile. Tecnica registica e recitazione di un favoloso Joaquin Phoenix e della sua ballotta di comprimari, sono inappuntabili, ma io proprio sono uscito stonato e insoddisfatto. Da rivedere, credo.
Ps.: all’uscita una spettatrice ha detto ‘Carino‘. Secondo me se PTA sente che una persona ha definito questo film ‘carino’, gli tira uno schiaffone. Così, per dire.
(un bel post, che dice ‘capolavoro’, per quelli a cui è piaciuto)

Kingsman Secret Service
Matthew Vaughn è il tizio che ha diretto ‘Kick Ass’. Un film che è stato una folgorazione. Siamo in quel territorio lì, però nel campo degli agenti segreti. Spie, vestiti sartoriali, ombrelli magici e un bel cattivone. Anni sessanta omaggiati e rivisitati coniugandoli all’oggi. Il regista si diverte, la storia è classica e noi ci divertiamo con lui. Però, nella seconda parte, lo schermo esplode e il film diventa una cosa mattissima. Quando è finito non riuscivo a togliermi uno stupido ma giusto sorrisone dalla faccia.  Da vedere.

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza
I piccioni che stanno sull’albero di fianco al bar che frequento, fanno su è giù dai rami a caccia di briciole di toast e brioche, sono belli cicciotti e poco agili, tanto che ogni tanto qualcuno viene amaramente schiacciato dalle macchine di gente che va troppo di fretta.
I piccioni scandinavi invece stanno fermi sui rami, guardano le miserie umane, ripetitive, con macchina da presa fissa e imbevute di colori tristi e desaturati. Vincono anche leoni d’oro e dopo quaranta minuti di visione, annoiano assai. All’ennesima scena ripetuta e piena di esistenzialismo e filosofia che io non capirò, essendo ignorantissimo, volevo cacciare un urlo, ma ho evitato. Se vai, scrivimi cosa ne hai pensato, ti prego.

 

Sul divano

Dai, bellissimo.

 

 

Cinque canzoni in cuffia

The Jon spencer Blues Explosion – ‘Do the get down’ – Se non conosci la JSBE sei giovane e comunque ti sei perso qualcosa. Fai in tempo a recuperare. Questo primo pezzo spacca tutto e l’album è in arrivo. ‘C’mon now, everybody!’
Blur – ‘Go out’ – Ah! il brit pop, Ah! Damon Albarn sempre più bello e bravo, Ah! i ritorni e le reunion. Un ritornello killer che potrebbe fare da preludio a uno dei dischi dell’anno.
Best Coast – California Nights – Se chiudi gli occhi ascoltando questa canzone e non fai un micro sogno dream rock, non hai il cuore. Pezzone.
Curtis Harding – Keep on shining – In ritardo di mesi, ascoltando la neve sciogliersi, ho scoperto questo cantante che mischia il soul al rock. La solita roba? Può darsi ma è un bel disco e questa canzone contiene gas puro.
Price Tag – Sleater Kinney – Dei ritorni, eccellenti, parte seconda. Queste tornano dopo tanto tempo e boom! e piazzano un album che è una rasoiata.

 

 

Sul comodino

 

A volte ritorno – John Niven
Le cose sulla terra vanno male e Dio, dopo una bella vacanza, decide di mandare di nuovo suo figlio per rispiegare agli ‘umani’ come andrebbero fatte le cose. Divertentissimo, pure saggio e avvincente. Un bello schiaffo ai fondamentalisti occidentali. ‘Fate i bravi’. Leggetelo.

Chi manda le onde – Fabio Genovesi
Sul Kindle c’è una graziosissima funzione che si chiama ‘Evidenzia’. Col dito selezioni un brano e lo evidenzi, così a fine lettura vai a vedere le frasi che ti hanno colpito oppure i momenti importanti nella trama, dipende. Per questo libro, ho evidenziato decine di frasi. A volte mi sembrava di essere tornato ad avere il diario delle superiori. La storia di un gruppo di personaggi difettosi, tutti in cerca di qualcosa o di qualcuno, oscilla fra il divertito e il toccante. Cinquanta pagine in meno erano meglio, qualche caduta di stile, ma il bonus di umorismo e la cura con cui l’autore si prende cura dei suoi personaggi, convincono.

(precedenti Playlists)

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