Copa da Cerveja #9 (no final da viagem)

nove come il numero del centravanti, ruolo in crisi ma sempre ruolo importante. nove post e termina la #copadacerveja.
dal bar del paesello, racconti di birrette e partite del mondiale 2014
(qui, le puntate precedenti)

foto 3 (2)Come paganissimi apostoli, ci stringiamo in dodici al tavolo allestito nel bar. L’ordinazione divenuta instant classic nel tempo di un mese di mondiale è la solita, ma lo ‘spaghetto allo scoglio da asporto’ con bonus di frittura a parte, tarda ad arrivare. Spunta una  ‘vuvuzela’ in formato mignon, c’è eccitazione. Per lo #scoglio, per la partita.
Tifo diviso ma la maggioranza sostiene europeismo (battute noiose sulla Merkel parte) e il miglior gioco espresso dalla Germania nel torneo.
Arriva il fattorino, salutato dal classico boato della folla. Arriva anche il mio premio per essere stato quello che ha visto più partite (almeno sessanta minuti di partita valevano un punto) in bar.
E’ una bottiglia di ‘Bollinger Grande Annèe, vol.12%’, perlage abbondante.
Al primo sorso, il mio palato grezzo abituato ai birroni, non comprende. Troppo gas nelle bolle, un gusto stranamente amaro. Al secondo sorso, mi chiedo perché non ho mai pensato di diventare ricco per bere sempre e solo champagne di qualità.
L’ultima forchettata di spaghetto e inizia la partita.
Si parte con dell’energia da ambo le parti, Higuain servito da un tedesco la butta fuori, poi è quello che ci si aspettava. La GER prova a fare la partita, l’ARG attende spunti in contropiede. A pochi secondi dal fischio, capocciata tedesca che finisce sul palo, caccio un urlo belluino (sì, a me l’Argentina in questo mondiale ha fatto venire sempre sonno e poi ci sono molti giocatori tedeschi che mi piacciono e insomma, tifo spudoratamente deutsch).

live, from Argentina
live, from Argentina

All’intervallo, arriva un contributo #copadacerveja dall’Argentina in un tripudio di biancoceleste.

Nel secondo tempo, la partita cala d’interesse. Una miscellanea di rumori accompagna i pochi spunti. ‘Sì!’ ‘No!’ si mischiano a seconda del tifo. Poi entra Goetze che nei supplementari a ventidue anni segna un bel gol e entra nella storia del calcio. Messi tira l’ultima punizione alta, a Rio finisce il mondiale, vince la GER con merito e giustizia.
In bar, dopo un secondo netto dal fischio finale, parte per l’ennesima volta l’infinita, squisitamente da bancone, discussione su Messi, C.Ronaldo, Maradona, palloni d’oro, essere leader vs. essere decisivi e via discutendo con pacatezza ma anche parlandosi addosso urlando.
Poi, la vuvuzela in formato mignon fischia la fine del mondiale anche per noi.

Prima dei ringraziamenti, ecco una serie di premi, per celebrare la fine della #copadacerveja.

Miglior giocatore: ex aqueo, Lahm (l’invisibile ma fondamentale capitano, un premio al collettivo tedesco) – Mascherano (un muro umano lucido e più decisivo di tante stelle che han brillato ad intermittenza)
Miglior icona: la faccia insanguinata di Schweinsteiger, le lacrime di David Luiz dopo la bambola con la GER in semifinale.
Miglior gol: Van Persie e l’incredibile ‘videogamico’ colpo di testa contro la Spagna.
Miglior allenatore: Pinto con la sua Costarica che mette su una squadra ostica per chiunque.
Miglior gag in bar: il ramino che abbiamo fatto aspettando l’ultima partita di mezzanotte.
Miglior sonnolenza in bar: Barman Biére alle quattro di notte durante Costa d’Avorio-Giappone per poco non si rompe il collo con colpi di sonno a ripetizione.
Miglior look: i centrocampisti afro del Belgio, Wilmots e Fellaini.
Miglior birra del bar: Aitken original.
Miglior urlo del bar: la traversa colpita dal Cile all’ultimo minuto.
Migliore scommessina ‘in live’: gol degli USA e gli USA segnano all’ultimo secondo.

ultimo prosit
ultimo prosit

Finisce la copa che è stata sempre bella in bar, nonostante momenti di stanchezza, e calcisticamente bella fino agli ottavi, poi la palla diventa pesante, le difese più attente, le squadre più pronte e lo spettacolo è calato, non l’intensità, la narrazione, il pathos.
Ho visto quarantotto partite, bevuto un numero considerevole di birre tanto che mi è venuta la pancetta da birromane, ho ripreso ad ascoltare gli ‘Oasis’, perfetta colonna sonora pre partita, non sono diventato esperto di calcio ma ho imparato a dribblare le conversazioni da bancone di scarso interesse, ho scoperto che non prendo una scommessa che sia una (però all’inizio avevo detto ‘questo mondiale lo vince una europea’) e poi mi son fatto qualche nuovo amico e mi son divertito molto.
Questi mondiali non li dimenticherò presto e questa, non sembra, ma è una piccola, bella cosa.
Grazie a barman Biére per la resistenza fisica dietro al bancone, grazie a chi ha mandato contributi fotografici di birrette e partite e grazie grazie grazie ai ragaz del bar, voi sapete chi siete, per la compagnia, le chiacchiere, lo scoglio, le pizze, le scommessine, i commenti, le gag.

La sintesi della finale la trovi qua, belle foto qua  e poi un po’ di letture, metadone per non dimenticare questo mese di pallone.
L’analisi tattica della finale dell’Ultimo Uomo
L’eccellente ‘Cosa rimane’ di Rivista Studio
I ‘Noi vivamo per‘, i momenti , segnalati dai ragazzi di Pizzul Tumblr.
qui, infine, tutti i post della copadacerveja.

 

#scoglio
#scoglio

 

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