digital paesello

Il cinema del paesello ha resistito a tutto. Apertura di multisale, crisi economica, diktat della distribuzione, offerte immobiliari, cambi generazionali. Eppure, è sempre al suo posto.
Fuori, la rassicurante scritta al neon, il cartoncino con la scritta rossa su sfondo bianco ‘Questa sera’, attaccato con le puntine sopra alle locandine. Dentro, il velluto che ricopre le pareti della sala e trattiene anni di emozioni cinematografare, di bambini che ridono, ragazze che si commuovono, anziani che passano il tempo, coppie che si tengono per mano, maschi che si esaltano per un paio d’ore.

Il cinema del paesello però non ha resistito alla tecnologia. Digitale. Prendere o lasciare. Fine delle pellicole, delle ‘pizze’, che costano troppo, prendere o lasciare. Per nostra (plurale paesello maiestatis) fortuna il gestore ha detto sì al cambiamento, ok alla rivoluzione digitale.
Il termine rivoluzione non è casuale. ‘X-Men’ è stato il primo film proiettato in digitale nel cinema del paese. Sessantuno anni dopo l’apertura. Il numero me l’ha detto il gestore del cinema, mentre, curioso e grato per la cortesia, ero con lui a vedere la novità.
Alla sala proiezione si accede salendo una stretta scala di cemento che sbuca in una stanza dove al centro ora troneggia il proiettore digitale nuovo di zecca. Una specie di computer da tavolo più grosso, con le ventole che vanno fortissimo e vari led. Sul tavolo, un bloc notes a quadrettoni con gli appunti per lo spegnimento, perché “ho dovuto fare un corso accelerato per imparare come funziona”, perché se accenderlo è un attimo, per spegnerlo occorre raffreddarlo.
Poi, non è che facciamo troppo i sentimentali, che il digitale va bene, i film si vedono ovviamente meglio e il gestore ha anche la comodità di avere un computer di fianco alla cassa, al piano terra. Un gesto del braccio, invio, e voilà, si parte con la proiezione.

Ma mentre diceva sessantuno, quel numero di anni di lavoro in celluloide che è enorme se ci pensi  – e sarebbe ancora più bello sapere il numero dei film proiettati in quella sala, dalle rassegne con cento titoli a poche lire, a ‘Titanic’ che rimase in programmazione un mese e forse più, ai film d’essai con sempre meno pubblico, alle domeniche con la doppia proiezione coi cartoni al pomeriggio e i drammatici alla sera, alla paccottiglia pseudo tv ai Marvel moives –  e, dicevo, mentre sottolineava che “Dopo sessantun anni mi è toccato cambiare tutto qua”, il gestore ha dato uno sguardo, quasi una carezza caritatevole ai due proiettori, parcheggiati ai lati della sala, che sembravano animali da divertimento, ingobbiti sotto il peso degli anni, ma anche un po’ fieri di avere caricato tutti questi rulli, essere stati la colonna portante di un’istituzione.
E mentre diceva quel numero, qualche frammento di tutti quegli anni gli dev’essere passato davanti, la memoria un proiettore in costante aggiornamento e per un attimo avrei voluto abbracciarlo forte e dirgli ‘Grazie’. Grazie, gliel’ho poi detto lo stesso.
Bella Cocco, daje sempre.

 

xIl nuovo ‘X-Men‘, è figo e lo dico senza essere fan dei mutanti. Il giochino dei salti temporali alla base della trama è sempre rischioso, qua viene usato in maniera piuttosto brillante, per prendere il meglio, diciamo pure la figaggine, della saga dei mutanti.
Ci sono tutti i vostri preferiti, una epicità gagliarda e non ci si annoia mai. Già annunciato il prossimo per il 2016, ma visto che questo capitolo mi è sembrato piuttosto… ‘completo‘ diciamo, voglio proprio vedere cosa tirano fuori. La piccola scena in preview post titoli di coda non dice molto, ma insomma, aspettiamo e  vedremo.

 
Imperdibile, anche se non vi piace Tom Cruise, è ‘Edge of tomorrow‘.  La trama comeldr ho letto in giro, mescola ‘Groundhog day’ e ‘Indipendence day’, giorni e battaglie che si ripetono, combattendo l’invasore alieno. Fantascienza da blockbuster, un ritmo impressionante, belle battute, azione d.o.c., alieni con spire e Emily Blunt che ogni volta appare sullo schermo il mio cuoricino sussulta perché poi ho le mie debolezze. Alla fine della proiezione ero entusiasta come veramente poche altre volte negli ultimi anni, è passato qualche giorno e ne scrivo solo ora. Adesso che ci penso lo voglio rivedere.

One thought on “digital paesello

  1. Cocco ha fatto un patto col Diavolo. E’ sempre stato lì dentro al Belvedere ed ha sempre avuto quell’età. Mitico Cocco.

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