Palco n.25 OR.1/D (S03, the season finale)

Il primo post su WordPress è datato sei anni fa esatti. Splinder non andava più. Raccontava del ‘Primavera.
E questo non è un post dove un tizio che ha un blog da anni ne annuncia la chiusura.
No, finché mi diverto, il blog rimane.

Però mi sembrava giusto “celebrare” e visto che ieri sera ero a un concerto di classica, ho pensato anche che ultimamente non ho trovato la spinta per scrivere dal ‘Posto Palco‘. Rimedio così, per la gioia dei tre fan di questa rubrichetta.
Dieci cose dal posto palco che non ho scritto quassù.

Uno: le braccia di una violoncellista possono essere la cosa più sexy vista negli ultimi tempi. Sembrano uscite da uno studio anatomico, magre ma lievemente tornite, accompagnano l’archetto, le dita tese ma leggere che aggrediscono le corde, strizzandole, a disegnare scenari di perfezione sonora;

Due: un palchetto per due nel secondo ordine, abiti da sera, una smodata onda romance che sale dall’orchestra, sono cose che miscelate possono fare scattare un lunghissimo e appassionato bacio in una coppia giovane che poi, non si staccherà più per l’intera durata del concerto;

Tre: Le giovani pianiste, di fronte a un giovane pianista, hanno occhi che brillano di note e sogni modellati da tasti bianchi e neri (e Chopin fa sempre bene alla salute)

Quattro: i corridoi del teatro sono posti sublimi per rivelare segreti;

Cinque: la prossima stagione la vorrei completamente dedicata a compositori nati nell’ex Unione Sovietica, per passatismo e bellezza, grazie;

Sei: non ho abbastanza fantasia da pensare a un giallo ambientato interamente dentro al teatro, durante un concerto e diviso in capitoli che riprendono i movimenti delle sinfonie. Se qualcuno vuole offrire suggerimenti, è il benvenuto;

Setteoceano di sedie, che poi vengono riempite da un solista norvegese al piano, orchestra multinazionale agli strumenti, coro praghese alle vocione. Quando sale tutto, verso la fine della composizione, a pochi metri da me, mi è parso proprio di vedere la perfezione fatta musica. D’altra parte proprio Beethoven diceva: ‘Soltanto l’arte e la scienza innalzano l’uomo sino alla divinità‘.

Otto: ‘La facoltà di creare non ci viene mai data da sola, è sempre accompagnata dalla capacità di osservazione e il vero creatore si riconosce in quanto trova sempre attorno a lui, nelle cose più comuni e  più umili, elementi degni di nota’. Igor Stravinkij

Nove: credo di averlo già detto, ma quando muoio, chiamate un quartetto d’archi per suonare qualcosa. ieri sera, la finale del concorso ‘Paolo Borciani’. Tre quartetti di giovani musicisti, uno più figo dell’altro e un giornalista giapponese di cui ho scritto su IG. Per la cronaca il mio 4et preferito è finito al terzo posto, giusto per ricordare la mia ignoranza in materia, ovviamente gli altri sono stati eccellenti. Puoi ascoltare le esecuzioni della serata finale a questo link.

Dieci: ci rivediamo l’anno prossimo, che il posto palco è un bellissimo posto.
Pp

Previously, on Posto Palco

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