Bruno

Mi chiamo Bruno.
E’ dal 2003 che vi guardo da questa foto. Anzi, vi fisso.
Nella foto dentro la cornice ovale ho gli occhi un po’ troppo aperti per i miei gusti ma alla Rosa piaceva questa perché indossavo una cravatta rossa, perché stavamo andando al matrimonio di suo nipote, perché è l’ultima foto che mi han fatto da solo. Ero nel giardino di casa, c’era il sole, stavamo partendo. Due giorni dopo, ho avuto un infarto e addio.
La Rosa viene a trovarmi quasi tutti i giorni da allora e quasi tutti i giorni mi racconta le storie che le accadono. Quasi niente accade, lei spesso sussurra appena poche parole per non, come dice, disturbare i miei vicini, ma io la sento lo stesso. All’epoca mi raccontò che c’era chi diceva che al matrimonio avevo bevuto troppo. Mica vero, ma sai com’è la gente.
Il nipote venne dopo qualche giorno e anche sua moglie glielo chiese. ‘Ma è vero che aveva bevuto tanto al nozze?‘. Lui la rassicurò e le disse ‘No, la gente si inventa le cose, era normalissimo al matrimonio‘. Oddio, normalissimo proprio no che due bicchierini di troppo erano scappati ma insomma, il nipote diceva il vero.
Poi, per consolare la moglie le diede un bacio, proprio sulle labbra e poi un altro più, diciamo, intenso. Io mi chiesi se era giusto che la gente si baciasse nei cimiteri, che forse non son posti dove è giusto baciarsi.

Dieci anni dopo quel bacio, mi han spostato qua dove sto adesso. Una costruzione di cemento, con dentro tanti loculi. Pare un alveare visto da lontano. Son stato uno dei primi a finirci dentro che all’inizio non mi piaceva la nuova sistemazione.
Se prima ero bello largo e comodo, il mio viso sopra a una lapide di marmo che brillava nelle mattine di sole, adesso me ne sto stretto in sto buco, la lapide è un quadrato dove posso vedere soltanto il muro davanti a me, un reticolo noioso di loculi vuoti. Dice, eh ma si riempiranno, ma intanto, che noia.
Prima c’era un bel pratino almeno, davanti a me, pratino che poi si è riempito di altre tombe ma insomma, c’era gente che girava, fiori che venivano cambiati, vasi sostituiti, insomma un discreto movimento per il posto che è. Comunque, ci si abitua eh, per forza. Però qua, passano pochi curiosi, non c’è molto passaggio che ci devi proprio venire qua ed è in fondo al cimitero.
Certo, la Rosa vien sempre e poi vengono persone nuove mano a mano che qua le caselle si riempiono. Vengono, mettono fiori, dicono due cose ma è come se si vergognassero a parlare davanti a volti sconosciuti, come che non riuscissero a concentrarsi, come se mancasse intimità. Magari mi sbaglio eh.

Comunque, dopo pochi giorni che ero qua bello stretto, è passato il nipote. Con una nuova ragazza. La Rosa me l’aveva detto che il nipote si era separato perché, insomma, queste coppie moderne si separano appena c’è della crisi. Secondo me la moglie non era tanto bellina, comunque mi son fidato della Rosa, cosa dovrei fare?
Il nipotino quel giorno arrivò e poi raccontò sottovoce alla nuova ragazza della fola che io avevo bevuto tanto al matrimonio e che dopo due giorni mi venne un infarto. Ci scherzò perfino su, tanto che io pensai, ma sei cretino che io son qua dentro e sto pure scomodo e te fai delle battute?
Poi il nipote si baciò la nuova ragazza. E allora pensai, mica scemo il nipote e pure recidivo. Poi mi venne in mente di un episodio.
Torniamo indietro nel tempo eh, quando i cimiteri non avevano mica i loculi e c’era il custode che spesso ci dormiva nella guardiola, non come adesso che arriva quando gli pare e boh, io non lo vedo mai…dov’ero? Che mi perdo eh, sai com’è a stare qua si perde il filo…ah! Mi ricordo di quando portai la Bruna, che si chiamava quasi come me ma aveva delle gran labbra, al cimitero vecchio e ci appartammo vicino a un platano nella fila di lapidi più lontane. Pioveva e io la baciai e poi non è che la baciai e basta ma lei mi disse che non aveva mai fatto niente in un cimitero e che secondo lei era una cosa buona da fare e io, insomma, eseguii.
Alla Rosa non lo dissi mai, ci mancherebbe, anche se ci stavo già con la Rosa.

Ieri è tornato il nipote. Era un po’ che non passava. Questo alla Rosa vorrei tanto dirlo, anche se lei viene un po’ meno e mi sembra sempre più stanca.
Le direi:
‘Oh vè, ma sai il nipote? E’ venuto ieri. Con quella nuova. Sì, quell’altra. Quella che mi hai detto pochi mesi fa. Eh, quella che ha un figlio e che si son conosciuti…eh dove non me lo ricordo ma hai capito. Quella lì. Eh, allora ieri loro sono arrivati di corsa perché fuori si era messo a piovere. Secondo me erano a fare un giro a piedi perché lei aveva una tuta. Pioveva sempre più forte, tanto che a un certo punto è iniziato pure a grandinare ma così forte che dei chicchi bianchi picchiavano sul selciato e finivano sulla foto di Mario, quello che sta in prima fila sotto. A un certo punto ancora, arriva un’altra signora a ripararsi. Han fatto due chiacchiere sul fatto che piove spesso no, e poi il nipote si è messo a stringere la nuova. Poi le ha detto qualcosa in un orecchio e lei rideva. La pioggia non smetteva, anzi esplodevano bombe di acqua per terra e tuoni in aria. Io ero anche contento di vedere le grazie di questa qua e il nipote che la abbracciava. Poi la signora a un certo punto se n’è andata nella pioggia e questa qua, quella nuova, si gira e dice al nipote ‘Ma tu hai mai baciato qualcuno al cimitero?’ E sai cos’ha detto lui? Secondo me i miei occhi si sono fatti più sbarrati del solito, perché lui le ha risposto di no! Ma come no che sei un professionista del bacio al cimitero! Difatti, dopo si son baciati ma un bel po’ vè. Poi son corsi via, che aveva quasi finito di piovere.’
E basta, ecco cosa direi alla Rosa. Lei sorriderebbe, ne son certo. Poi però direbbe che non va bene, che non ci si bacia al cimitero.
Invece secondo me, che un po’ ci ho pensato su, sarebbe proprio bello che la gente, soprattutto dei giovani, andassero a darsi proprio dei gran baci davanti alle lapidi, così, anche per fare passare un bel momento a noi che siam sempre lì a far niente se non guardare fuori.

E comunque alla Rosa continuerei a non dirlo che anche io una l’ho baciata al cimitero.

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