play a melancholic song

herAndatelo a vedere ‘Her’.
Da soli, senza la possibilità di parlarne subito con qualcuno. Andatelo a vedere e non toccate il cellulare quando uscite, tenete la testa bassa, evitate gli sguardi delle persone che entrano in ritardo o che sbuffano perché era meglio il divano, evitate di ascoltare le voci dei bambini che urlano di gioia per il cartone.
Provate a stare nel film, camminando verso la macchina, avvertendone il peso, magari vi è leggero, ricordate la melodia di pianoforte se vi è rimasta dentro. Poi, seduti in macchina, a mente, con una penna che non ne vuole sapere di scrivere, ferma da troppo tempo nel porta oggetti oppure, lì sì, in una nota sul cellulare, scrivete le prime tre frasi che vi vengono in mente, sul film, su di voi, non so.
Oppure mi fate sapere se vi è piaciuto Her.
Lo sapevo che la combo Arcade Fire+piano (mi avevano passato la soundtrack e l’avevo sentita) & Spike Jonze & Amy Adams & la voce di Scarlett Johansson erano un connubio potenzialmente devastante, con il surplus di hipster-o-meter sempre ai massimi livelli di guardia e una scena dove proprio l’hipster-o-meter esplode, tanto che si vede il rumore sullo schermo, giuro.

Potrebbe non piacervi, ‘Her’, perché troppo sull’amore, troppo triste, perché ci piace raccontarci tristi, disperati, incompresi, troppo profondi per essere capiti, perché odiate i film con la pretesa di provare a raccontare un sentimento.
Ci ho provato a resistere, armato del mio miglior cinismo, ma alla fine ho ceduto, trovandolo veramente toccante, brillante e profondo, una finestra su un futuro non troppo lontano in cui forse saremo così soli da appaltare i sentimenti.
Il film romantico che dovreste vedere.

Ps.: al Rosebud lo danno in versione originale, consiglio vivamente 
Ps2, momento syle.: pantaloni del protagonista? Pensavo fossero di Prada e invece (non temete, li venderanno) 
Ps3.: meritatissimo Oscar alla sceneggiatura, con scena clamorosa dove si vede tutto e niente e va bene così (abbastanza criptico?)

8 thoughts on “play a melancholic song

  1. Stavolta sono d’accordo con te, il film è bellissimo. E come dice un mio amico è ancora meglio perché non siamo più abituati a vedere una storia d’amore che non sia la solita sciocchezza melensa e scontata. Il gran battage sulla voce di Scarlett Johannson ha fatto sì che non mi sia piaciuta (fin da prima dell’inizio del film, lo confesso) quella della Ramazzotti, effettivamente un po’ “schietta” e avulsa dai toni pastello del film. Phoenix si conferma uno dei migliori in circolazione e Jonze pure. 

    >________________________________ > Da: Cidindon Blog >A: benattimi@yahoo.it >Inviato: Martedì 18 Marzo 2014 13:05 >Oggetto: [New post] play a melancholic song > > > > WordPress.com >cidindon posted: “Andatelo a vedere ‘Her’. Da soli, senza la possibilità di parlarne subito con qualcuno. Andatelo a vedere e non toccate il cellulare quando uscite, tenete la testa bassa, evitate gli sguardi delle persone che entrano in ritardo o che sbuffano perché era ” >

  2. Non avevo letto il post, aspettavo di vederlo. Secondo me non è soltanto un film sull’amore, è sicuramente un film che dividerà (vedi articolo di Raimo), è un film sulla solitudine, non sulla fantascienza ma sul futuro. Ecco, è un film sul Futuro, sull’Andare avanti, con tutte le opportunità, i rischi e gli errori che ne conseguono.

    Per nulla visionario, poi, porta soltanto all’estremo certi andazzi che già oggi (anche esteticamente) si possono intuire: il bello, il puccioso, la smaterializzazione (non solo dei ‘device’ e delle interfacce). Io come scrinsciot avrei fatto la scena di lui seduto sulle scale della metro, l’istante in cui

    SPOILER?

    si vedono le persone che salgano le scale e parlano tutte con il proprio auricolare

    FINE SPOILER

  3. ho visto questo film ieri sera, in lingua originale, tutti i sospiri addosso e magoni anche negli occhi.
    ho sentito molti singhiozzi interiori, ero un po’ agitata sulla poltrona e poi ok.
    quando è finito, che c’erano i titoli di coda, e le lacrime non ce la facevano più, ho cominciato a piangere copiosamente. in silenzio. che poi nemmeno ci si faceva tanto caso, voglio dire.
    è un film da Sentire, oltre che Guardare.
    si Sente tutto: la solitudine, la mancanza, il ‘romanticismo’, tutti concentrati fondamentalmente su sé stessi e sul loro dentro, la non-fisicità, diosanto. sentire delle braccia sulla schiena quando quelle braccia non ci sono e mai ci saranno. è folle? è reale?

    sono uscita dal cinema con gli occhi bassi, tappando istintivamente le orecchie per non ascoltare il vociare altrui a riguardo – è una cosa che non sopporto -, la sigaretta rollata mentre non vedevo le lacrime segnarmi i jeans e un cerchio alla gola che si stringeva ogni passo che facevo.

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