suonala ancora, Solomon

12_Nei campi si librano canti intrisi di tristezza blues. Un canto che è l’unica forma di libertà concessa.
Schiavi appesi alla vita come a una fune pronta a spezzarsi, i piedi che arrancano nel fango, a fatica, per stare su, per non crollare, mentre tutto intorno la vita procede, tutto bene, triste e rassegnata, non è toccato a me. E via così, carichi di lavoro e conteggi del raccolto, in un girone infernale dove le vampate umorali dei padroni possono spazzare via tutto, mentre la schiena è rotta dal lavoro e il caldo della Louisiana liquefa ogni speranza.
12 anni schiavo’ è la storia di un uomo libero, un violinista con famiglia,  che viene rapito e messo in catene. E’ anche, giustamente, un film costruito per fare incetta di Oscar, dal piglio civile, agli attoroni intensi, ai momenti dove una bella fotografia ad orologeria induce a illusori squarci di speranza.
L’operazione è perfettamente riuscita, gli Oscar sono arrivati, fortunatamente anche il film è riuscito.
Preciso e duro nel mostrare, con una punta di sadismo, la spietatezza dell’incredibile logica schiavista, avallata da sacre scritture e rafforzata da frustate a profusione.
Da vedere, senza dubbi.

 

4 thoughts on “suonala ancora, Solomon

  1. The black moment (di questo trattano le statuette dorate).
    Tematica ruffiana. Ripetitivo e trooooppo lungo. Un tantino di più che “un pò sadico”. Dialoghi prevedibili. Meravigliose ambientazioni e fotografia. Troppo drammatico. A tratti Horror. Prove attoriali non entusiasmanti. Steve, ci hai davvero torturato! Se il tuo intento era quello di risvegliare le coscienze ci sei riuscito, ma sul genere si è visto di meglio. Per me un 6 (…e mezzo, via…!)

    1. Lasciamo stare un attimo le statuette dorate che sì, prediligono certa tipologia di film politicamente corretto, con bonus di afflizione dei personaggi e di perfezione visiva.
      Tematica prevedibile? E’ un film sulla schiavitù, come lo facevi? MENO drammatico?
      Un film figo sulla schiavitù potrebbe trattare il modo in cui si ribellarono le piantagioni, motivo per cui, insieme ai costi eccessivi del mantenimento degli schiavi, lo schiavismo terminò (sempre letto in giro eh, se vuoi ti pesco il link, ovviamente non sono esperto di storia americana) però il libro di solomon non ne parla, quindi…
      Certo, il film è stato accusato di essere ‘torture porn’, addirittura, la scelta del ‘mostrare’ è criticabile ma è il perno del film. Quindi, dagli 5. ahah.
      Ps.: non ho scritto di film precedenti sul genere perché non me li ricordo tutti, ma se nomini ‘Django’ litghiamo, dai, nominalo😉

  2. LO NOMINO…SI’! DJANGOOOOOOOOOOOOOO!!!
    Cos’è..? me lo metti nella categoria western??
    Va beh Quentin lo metto in una categoria tutta sua… “Film di Tarantino”..(intoccabili!). Ma poi potrei dire Lincoln, oppure Amistad. Anche The Help non è stato male.
    Non mi aspettavo certo un filmetto acqua e sapone o di farmi quattro risate, ma nemmeno 60 minuti (almeno) di frustate!
    Anche il “mostrare” credo sia giusto ma così mi è parso veramente troppo!
    Ohhh la scena delle frustate alla Lupita dura un quarto d’ora…! E la moglie gelosa di Fassbender è una macchietta! Pure lo sfregio….naaaaaaaaaah!
    “Torture porn” definizione che mi trova d’accordo!
    E Solomon? ha la stessa espressione dall’inizio alla fine, vogliamo parlarne?
    Non gli do 5 perchè alcune cose mi sono piaciute (come ti ho già scritto) e poi alla fine a salvare capre e cavoli ci pensa Brad!😉
    P.S.: non mi toccare Quentin che poi vedi…;)

    1. Non ‘tocco’ Quentino che piace a tutti, ma ‘Django’ è un film sulla vendetta (come 3/4 dei film di Quentino) poi è un western (addirittura con mille omaggi blabla) poi un film sulla schiavitù.
      Comunque su questo film siam proprio agli antipodi, tu sei la schiavista bianca con la bella faccia di Brad Pitt (altro ‘mio’ ma qua ai minimi storici di espressivitià), io sono Solomon frustrato e frustato, che leggo con una faccia sbalordita ma impassibile 😀

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