Gruppo liberazione commedie italiane

sqv1Trailer prima del film. Due commedie italiane, tanto per entrare in tema, come riscaldamento.
Nel primo, molto slang romanesco, commedia sportivo/esistenziale con titolo rosso sul, wait for it, curling. Potrebbe anche essere divertente, mah. Il trailer chiude con la parola ‘cazzo‘.
Il secondo è quella cosa imbarazzante che non vi linko per non farvi del male. Il film di SanValentino di e con Verdone. Il trailer chiude con il gesto dell’ombrello.
Son preso malissimo, anche perché prima di entrare avevo visto altro cartellone con altro titolo in rosso e con sottotitolo ‘uomini e donne possono essere amici?‘. Non lo so, togliamoci il dubbio, guardando il trailer. Insomma, le commedie italiane, come noto, sono la noia e la ripetitività di stili, ambientazioni e caratteri in rosso.
Fortuna che inizia il film.
Certo, c’è il romanesco, c’è il personaggio con l’accento partenopeo. La pellicola impiega un po’ a prendere ritmo però, sorpresa, più il film procede, più funziona, come se, dopo essersi spogliato dell’etichetta da ‘commedia all’italiana‘, inizi ad indossare un vestito diverso, più confortevole, più moderno, più divertente. Come se il regista e sceneggiatore trovasse, strada facendo, la consapevolezza di sapere cosa fare, di avere idee e di metterle in pratica.
La storia ha una leggera somiglianza con ‘Breaking Bad‘. Manipolo di studiosi e professori universitari, impiegati in lavoracci dopo i tagli ministeriali all’istruzione, decide di mettere su una banda dedita allo spaccio di una nuova droga buonissima. Seguiranno complicazioni.
C’è un uso del colore e dei movimenti di camera assai lontano dal taglio televisivo a cui troppe pellicole di genere hanno abituato e il racconto usa vari stilemi smaccatamente made in USA, tanto che si dimentica quasi, quasi eh, da dove si parte, ossia da una critica sociale buona per dare il via alla storia. C’è una gang di attori con facce non troppo note che svolge mediamente bene il suo lavoro. Non c’è romanticismo da due soldi.
Io che sono un musone, ho riso varie volte, nella mia fila c’era una signora cinquantenne con, giuro, le lacrime agli occhi. Insomma, ci si gasa un po’, si fa il tifo e si esce dal cinema col sorriso.
Forse per il bene del cinema italico, sarebbe preferibile che questo film incassasse moltissimo, e i primi dati sono ok, più che la probabile vittoria di Sorrentino agli Oscar. Per dire.
Quindi, aggregati anche tu al ‘Gruppo liberazione commedie italiane‘ e vatti a vedere questo film nel weekend.
E’ quello che non ha il titolo in rosso, è ‘Smetto quando voglio‘.

il cast esulta dopo gli incassi del primo weekend, fonte: https://www.facebook.com/smettoquandovoglioilfilm #WIN
il cast esulta dopo gli incassi del primo weekend, fonte: https://www.facebook.com/smettoquandovoglioilfilm #WIN

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