attoroni e segretoni

sogNell’attesa di entrare, mi guardo intorno nel vociante corridoio del multiplex e faccio un rapido calcolo. Sarò uno dei più giovani in sala, il che è tutto dire. Penso a una sciocca battuta sul film alla ‘cera di Cupra‘, prodotto di bellezza per signore agée, perlomeno stando ai miei ricordi, che la crema la usava la mia nonna materna. Penso al peggio, temo dovrò lottare contro il sonno, che son pure stanchino.
E invece. Una famiglia si ritrova dopo un funerale. Ci sono una matriarca, tre figli diversissime fra loro, contorno di uomini, non tutti inutili. Fuori fa un caldo appiccicoso, dentro il calore umano è spesso un paravento per nascondere cinismo, incomprensioni mai esplicitate, cattiveria.
Il meccanismo (il film è tratto da un’opera teatrale vincitrice del premio Pulitzer) ci mette un po’ a partire ma poi funziona, come un thriller ben congegnato, con tante parole in più. Il regista non fa altro che lasciare campo al ricco e brillante cast che fa un ottimo lavoro, nonostante una punta di autocompiacimento qua e là. Su tutte e tutti spicca Julia Roberts, con crescita bianca e rughe in bella mostra. Qualche battuta da ricordare e un bel commento sonoro.
Non gli avrei dato un soldo bucato, quindi una bella sorpresa, evviva la ‘cera di Cupra’.
Da evitare ovviamente se non piaccion i film verbosi, con gli attoroni e il palcoscenico trasportato su pellicola.

Ps.: la gente che armeggia in sala col cellulare durante il film, come fosse sul divano annoiata, dovrebbe essere abbattuta da un cecchino appostato di fianco al proiettore. 

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