Walter, Jasmine, Irving (con riporto di uno)

mWalter lavora nell’archivio fotografico analogico di ‘Life’ mentre arriva un cambio di proprietà, cerca la morosa ‘on line‘ (non una cosa così strana, nel 2014) e sogna duro ad occhi aperti fin quando (aperte virgolette) la vita (chiuse virgolette) non lo costringe a darsi una mossa.
Una favoletta sospesa fra la commedia romantica, il film d’azione, la critica sociale all’acqua di rose, un pateracchio con buone intenzioni ma scarsi risultati dove si salvano le immagine magnifiche di location particolari che avrebbero meritato un film più a fuoco. Una specie di matrioska, con tre film in uno ma purtroppo nessuno dei tre risulta alla fine convincente con il finale che viene pure penalizzato anche da un problema insolvibile nella traduzione della battuta principale del film, ma pazienza.
Colonna sonora con cuoricino indie fra Arcade Fire e Jose Gonzalez. Provaci ancora, Ben.

blNon sono un fan di Allen, né ho visto tutto i suoi film. Mi pare però che il ritorno alle ambientazioni americane abbia fatto bene al regista che si affida completamente a una strepitosa Cate Blanchett (che minimo dovrebbe essere nominata a tutti i premietti che arriveranno a breve) nella parte di una donna in durissima crisi che cerca riparo presso la casa della sorellastra e in parecchi confetti di Xanax.
Mentre guardi le splendide immagini della SF bay area puoi leggerci piccole metafore occidentali sulla borghesia o sull’amore e le sue necessità, oppure godere dei dialoghi che avviluppano la storia. Si sorride, si simpatizza, si soffre pure. Cast perfetto che vede oltre alla Cate, il sempre nostro Alec Baldwin e il bonus di Louis ‘maestro di vita‘ CK, quasi un premio di Allen al miglior (dicono) stand up comedian del momento. Da vedere.

ahIl primo film visto in sala del 2014 era molto atteso e non delude le aspettative. David O.Russell raduna la band delle sue prove precedenti (The figther, Il lato positivo) e gira un film ambizioso. Ambientato a fine settanta, con grande sfoggio di ottimi costumi, stupende capigliature (Oscar assicurato per Migliori Acconciature) e altrettanto ottime scollature, la vicenda narra le gesta di una coppia di truffatori. E la faccio breve, che il bello è scoprire la vicenda e i suoi meccanismi.
Semplificando, è una specie di incrocio fra ‘La stangata‘ con meno classe e ‘Quei bravi ragazzi‘ con meno sangue.
Il racconto è abile, si destreggia bene con un tono che propende deciso per la commedia e nonostante un paio di cadute di tono che coincidono con il voler, diciamo, rendere omaggio a certi modelli, si fa apprezzare.
Intorno all’ottimo Christian Bale si muove un cast di alto livello e di notevole fighezza percepita (e anche qua c’è Louis ‘maestro di vita‘ CK, altri punti in più).
Da non perdere.

(bonus: con disappunto estremo, mi sono accorto di avere dimenticato qualcosa nell’elenco dei film da ricordare del 2013. A mia discolpa, non ne avevo scritto né qui, né su twitter, mea culpa. Rimedio, rendendo giustizia a ‘Behind The Candelabra‘. Film tv realizzato dalla benemerita HBO che da noi è passato come un lampo. Racconta un pezzo della vita di Liberace, pianista ed entertainer americano attivo negli anni sessanta e della sua relazione con un ragazzo molto più giovane. Michael Douglas è strepitoso, come lo sfarzo degli interni. Il film è leggero ma non banale e mi ha pure commosso nel finale. Recuperatelo, contiene anche ottima musica per piano e piume)

2 thoughts on “Walter, Jasmine, Irving (con riporto di uno)

  1. Cimbaus, ciao.
    Vorrei dare il mio contributo aggiungendo due parole su “Blue Jasmine”. Nonostante le critiche positive io l’ho trovato deludente, forse perché inevitabilmente messo a confronto con la copiosa produzione di Allen che annovera molti film decisamente migliori di questo. Alcune battute sono degne del miglior Allen così come alcune situazioni, ma l’insieme è lento e prevedibile. Negli ultimi anni i film di Allen sono decisamente meno curati e probabilmente girati con budget inferiori ai tempi d’oro (prova ne è il tour europeo sponsorizzato dalle città che di volta in volta hanno ospitato i suoi mediocri film più recenti). La Blanchett è brava, molto brava ma anche in questo caso secondo me avrebbe potuto dare di più, limitandosi al primo ciak (ancora problemi di budget?). Il doppiaggio è di basso livello e le musiche sono un po’ superficiali e slegate, cosa mai accaduta ai già citati “tempi d’oro”. Certo “Blue Jasmine” è meglio di “Rome” o “Barcelona” e solo “Paris” guadagnava la sufficienza grazie all’espediente “viaggio nel tempo” che era ben congegnato, ma per un amante di Allen è dura veder sfiorire il proprio partner…

    1. Dei film del tour europeo ho visto solo ‘Paris’ quindi son ‘salvo’.
      Per autori così importanti mi sembra sbagliato fare paragoni. Se li fai è chiaro che sono impietosi con l’autore. Il film ha buoni momenti e mi è sembrato avere una buona scrittura, del budget non so e non saprei giudicare ma io non sono un fan del Woody. (del doppiaggio, lasciamo stare, qua sfondi una porta aperta, per me i film dovrebbero proiettarli tutti sottotitolati figurati…)
      Ciao, buon anno (e quando vuoi scrivere una rece, fai sapere, che ti ospito alla grande!)

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