il post post-#Civoti

Ogni post del blog che state leggendo viene letto mediamente da una trentina di persone.
Il primo post su Civati e la tessera ha avuto duemila visite ma l’ha linkato il sito del candidato, non vale.
Nulla di che, ripeto, per chi non ne ha idea, un blog che fa i numeri di questo vien letto dagli amici e quindi non sposta niente.
Coi post dedicati a sostenere, nel mio piccolo, la candidatura di Civati, volevo convincere sette persone a votare per lui.
Proprio pochi minuti prima delle proiezioni dei risultati, un messaggio mi ha informato della settima persona che ho convinto (due/tre erano in bilico, chissà, facile non me lo dicano mai, ma non importa).
Civati ha preso il 14%, Renzi ha stravinto.
Ora, ho preso dell’ingenuo (probabile) del sognatore (sicuro) del ‘looser’ (100%).
Questa mia piccola ‘campagna elettorale’  via blog e discussioni a bancone, per un politico in cui mi rispecchio e che continuerò a seguire, nonostante l’insuccesso odierno (lo ammetto, speravo nel 20%, almeno) mi ha detto delle cose.
Mi è piaciuto scoprire come in realtà, basta stuzzicare le persone e voilà, non tutto è perduto, ci sono scintille che covano sotto la cenere di anni di insoddisfazione politica. E non sto parlando del settanta per cento di Renzi, sto parlando della voglia di parlare (o di scrivere mail) di politica.
Ho sentito gente che vota a ‘destra’, incuriosita da questo nuovo personaggio, ho sentito gente sicura di votare Renzi, apprezzare il mio ‘sforzo’. Ho sentito pochissime persone che dicevano la banalità classica, che son tutti uguali. Probabilmente non conosco sostenitori di Grillo, ma non è vero, i politici non sono tutti uguali, certo, magari quelli bravi o diversi bisogna stanarli un po’, però ci sono. Come detto, a me piacerebbe che qualcuno di centro destra provasse a convincermi della bontà di un politico di quell’area, lo ascolterei volentieri.
Ho scoperto dopo anni in cui evitavo con cura discorsi di politica che è ancora possibile confrontarsi senza stare nelle curve perenni e avere discussioni interessanti.
Quello che sapevo già ma, essendo ingenuo, speravo cambiasse, è che l’internet non è per nulla specchio del mondo reale, adesso, in Italia. Le mie timeline erano piene di #civoti, ovviamente le urne hanno dato un responso diverso. Al riguardo, una previsione da due soldi, questo divario si assottiglierà, forse col passare del tempo, ma forse sbaglio.
Quello che temo, ma è una previsione da un soldo solo, è che con questa vittoria, il Pd possa diventare un partito con meno sinistra (male) ma anche meno Pci nel senso di apparato (bene) e forse diventerà molto il partito del personaggio Renzi, ma sono due cose proprio buttate lì.
E, anticipo una cosa che son sicuro mi verrà detta. Non è questione di vincere o perdere, anche se viene giustamente messa così. Per me è votare cercando di scegliere quello che ritengo meglio, o meno peggio. Dopo anni di voti per il meno peggio (vedi primarie dell’anno scorso, votai Renzi, per dire) oggi, ho votato quello che pensavo fosse meglio, è già un bel successo, se ci pensi. E anche se non arrivavo ai fatidici sette, rifarei esattamente gli stessi sette post noiosi col programma, rifarei le stesse chiacchierate, tornerei all’Estragon a sentire Civati che è stato un bellissimo pomeriggio.
L’Italia del Pd che ha votato oggi non la pensa come me, non c’è problema, ho votato troppe volte per perderci il sonno.
Renzi non è il male, non mi convince come approccio e non mi convincono le sue idee su temi per me importanti, ma faccio parte del 14% eh oh. Lo seguirò, spero possa fare un buon lavoro e che sull’onda di questo plebiscito, almeno spinga per andare alle urne presto che io sto governo non lo voglio.
Detto tutto ciò, che ci tenevo, io non so se e quando scriverò ancora post politici, però è stato bello scriverli in queste settimane e mi ha fatto enorme piacere sapere di essere letto, da quei venti/trenta lassù, per approfondire un minimino la questione ‘primarie Pd’.
E pazienza se come mi ha detto qualche amico, ho esagerato.
Daje tutti, e speriamo bene.

3 thoughts on “il post post-#Civoti

  1. Feci qualcosa di simile alla tua serie di post, ma in privato, per le elezioni di febbraio. Finì come finì. E mi sentii dire le stesse cose, che non ne valeva la pena, che avevo esagerato. Non so. Io, quando vedo persone che ancora si impegnano, per una giusta causa, io penso che mi sento un po’ meno solo, e questo penso sia più importante di un partito, della politica e di tutto il resto. Grazie, il resto passa, ma noi restiamo.

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