#civoti? Civati! (un breviario)

Promemoria.
Svegliarsi presto domenica, prendere il caffè, andare a votare.
(Svegliarsi tardi domenica, fare il brunch – si fa ancora il brunch? – andare a votare)
[Svegliarsi quando ti pare alla domenica, pranzare coi genitori, andare a votare]

Si vota dalle 08 alle 20, prendi la tessera elettorale eh, poi puoi fare quello che vuoi domenica, ma adesso ti dico qualche motivo per cui impegnare una mezz’ora (anche meno) domenica per dire la tua, per dire ‘Oh, daje!’ al Pd e anche un po’ a tutto il mondo politico.
Puoi farlo votando il candidato migliore alla segreteria del Pd.
Pippo Civati.
Perché?

Perché usa il plurale, dice ‘noi‘, non dice ‘ci penso io‘.
Perché vuole andare a votare, presto e con una nuova legge elettorale e lo dice dal primo minuto della sua campagna elettorale, senza attendere la corte costituzionale.
Perché è chiaro e non cambia idea a seconda delle interviste che fa.
Perché di interviste ne ha fatte poche, non è stato invitato da Fazio, ‘Repubblica‘ non se lo è praticamente considerato, solo in questi ultimi giorni i media tradizionali l’hanno scoperto.
Perché ha fatto una campagna elettorale dal basso, partendo dal web, alimentando i volontari che lo hanno aiutato con la speranza, perché ‘le cose cambiano cambiandole’.

Perché dice che la politica può costare meno e lo dimostra, girando senza auto blu, senza scorta, solo con entusiasmo.
Perché ha detto una frase bellissima che è ‘si esce dal ventennio (berlusconiano) con i ventenni’.
Perché nessun potente del Pd lo sostiene e lui nelle liste collegate (servono ad eleggere l’assemblea del Pd) non ne ha presentato nessuno (altri, sì).
Perché Renzi non è il male, ma il rottamatore ha esaurito la spinta, terrorizzato da non riuscire in quello che è il suo destino, diventare premier (e dice cose che non van bene sulla legge elettorale, ma poi cambia idea, vedrai)
Perché Cuperlo è un galantuomo ma rappresenta un partito antico.

foto
Civati, la birra, il sorriso, lo slogan

Perché Civati non urla.
Perché dice che il welfare ci vuole ma è giusto pensarlo diverso, più equo.
Perché sostiene la laicità dello Stato.
Perché dice che in Italia c’è una questione maschile.
Perché dice che non è questione di pubblico O privato, ma che i due possono stare insieme.
Perché vuole i nomi dei centouno parlamentari Pd hanno voltato le spalle ai loro elettori durante le elezioni del presidente della Repubblica, spianando la strada a un governo di larghe intese che non funziona.
Perché è garbato, paziente, pure bello.
Perché non dice che è facile, non usa slogan improbabili, ma scrive settanta pagine per dire che è difficile ma bisogna iniziare a provarci.

Perché è di sinistra, senza estremismi e senza spaventare nessuno.
Perché ci mette la faccia, sempre (#insultacivati  per esempio e ogni post che scrive sul suo blog)
Perché dice che bisogna confrontarsi col M5S.
Perchè è l’unico che non vuole distruggere nè rottamare, ma sa che bisogna ricostruire, ripartire proprio da un confronto con la base, con le persone che siamo noi, perché dice che ‘La spaccatura fra classe dirigente e popolo dev’essere una fissa dei politici’.

Perché per la prima volta in vita mia sono andato a vedere un happening politico per merito suo e perché per la prima volta in vita mia un politico mi ha acceso una passione che ha portato tutti questi post e chissà, magari altri.
Perché ha baciato la compagna sul palco dell’Estragon dopo il suo intervento.
Perché sarò ingenuo, come mi hanno detto, ma non voglio un leader, di leader o di wannabe-leader, ne abbiamo avuti fin troppi.
Voglio uno, che non abbia paura della gente, che non si nasconde nei palazzi, che scende dal palco con una birra in mano a parlare con uno come me, che non conta niente. E questa scena l’ho vista domenica.

Perché cambiamolo sto partito, cambiamo sto paese stremato.
Perché è un politico nuovo, fresco, libero, che parla col cuore, ci mette passione.
Perché ho provato a far votare sette persone, non so se ce l’ho fatta, gli exit poll son buoni, ma ho scoperto che ho sempre avuto ragione perché i politici non sono tutti uguali.
Uno diverso, di sicuro, te lo dico io, c’è.
Si chiama Giuseppe Civati.
Perché se #civoti #vinceCivati e il panorama politico sarà migliore, fidati.

(altrimenti, ve lo dice lui perché…)

(il vero breviario per votare è qua)

ciwanoi

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