che faccio signò, lascio? (pt.II)

(rubrica a cadenza random di consigli musicali non richiesti, praticamente cosa passa dalle mie parti con link a spotify, video e nuvole, la prima parte era qua

Smith Westerns – Soft Will: hanno il nome di una pistola o di un serial americano su uno sbirro spaccone e dal grilletto facile, son giovanissimi e snocciolano cosette pop rock da canticchiare in bicicletta anche se uno non va in bicicletta. ci sono arrivato mesi dopo l’uscita ma è uno dei dischi che ascolto più spesso.

Elvis Costello And The Roots – Wise Up Ghost: i Roots come sa chi li segue chez Fallon, sanno suonare tutto. qui si mettono insieme alla voce particolare di Costello, trovando un mix di sonorità a tratti spiazzante, spesso trascinante e sempre interessante.  

Mazzy Star – Seasons of Your Day: una band degli anni novanta, non si sono mai sciolti, lui con pizzicori di chitarra, lei con voce mielosa. dream tutto, slow core di classe. il disco perfetto per guardare le foglie cadere ma anche per limonare sereni.

Volcano Choir – Repave: non è che spiego chi sia Mr.Bon Iver, che qua si mette in mezzo ai suoi amichetti, fa il band leader e spara un album bellissimo, se devi ascoltarne uno di questi, ascolta questo. cioè:

CHVRCHES – The Bones Of What You Believe: non si butta niente, se sei attento ci senti dentro roba di vent’anni fa quando i sintetizzatori vincevano tutto, adesso questa mi sembra roba da giovanissimi, ma anche roba appiccicosa, dance pop imballata di synth, che funzionano incredibilmente bene. lei, una voce bellissima.

Janelle Monáe – The Electric Lady: iper trofico iper prodotto, non bissa il capolavoro dell’album di debutto però, c’è Prince che benedice tutto sto ben di dio non sempre a fuoco, ma con un talento enorme, il funk e tutto il revival della black music frullato da una voce seducente e scattosa.

Justin Timberlake – The 20/20 Experience: è uscita la seconda parte del moloch che punta a riportare justino sul podio del pop. operazione stra riuscita anche con questa seconda parte forse inferiore alla prima ma insomma, siam lì. poppone di produzione sofisticatissima e stratificata e una serie di canzoni che risollevano morale, muovono culi, fan venire voglia di comprare scarpe a punta lucide e fare due passetti di danza sul marciapiede. bounce.

London Grammar – If You Wait: come han scritto tutti quelli che se ne intendono, qui abbiamo le atmosfere ‘The XX’ con la voce simil Florenza. l’incastro funziona, per un pop da classifica d’alto livello. forse lo dimentichiamo fra tre mesi ma i primi ascolti sono da ‘Ohpperò‘.

The Field – Cupid’s Head : elettronica emozionale che non so bene cosa voglia dire e son due parole che messe di fianco fanno schifo o un brutto titolo dei subsonica. sono lunghe suite per grandissimi trip, ma tu premi play qui sotto e se non ti incanti, allora non fa per te, se ti incanti, pagami da bere.
https://soundcloud.com/kompakt/they-wont-see-me?in=kompakt/sets/the-field-cupids-head

UPDATE volante, che ieri sera subito dopo aver postato ho scoperto che è uscito:
Polvo – Siberia: band che affonda le chitarre nei ruggenti anni novanta, tornata in attività qualche anno fa con un disco (‘In Prism’) che avevo divorato. adesso se ne escono con un album nuovo pieno di chitarre stupende che ci vogliono sempre e che spazzano via dopo un solo ascolto decine di rock band attuali senza nerbo. subito bomba.

(poi in Italia c’è un sacco di gente brava a suonare, solo che lo sanno in pochi) 

Three Lakes – War Tales: un amico rilevante mi soffia in un orecchio questo album, dicendomi ‘il bon iver italiano‘. è un inno autunnalissimo alla malinconia, quella bella però. un paio di pezzi sono instant classic e ci sono tutti i suoni che mi piacciono tanto.

Julie’s Haircut – Ashram Equinox: qualcuno dirà che metto sto disco perchè sono amici di amici. mica vero. lo metto perchè l’ho ascoltato tre volte e migliora sempre, una specie di sinfonia psichedelica con dentro influenze di ogni genere. non per tutti, ma appagante. (streaming integrale)

Infine, è uscito il nuovo bellissimo disco dei Massimo Volume che non hanno bisogno di presentazioni, almeno non da me.

(un doveroso ringraziamento alla band di sentireascoltare‘ ottimo sito di cultura musicale con bella scrittura e molti spunti interessanti, mia bussola necessaria, nel mare di pubblicazioni di questi tempi)

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