di un concerto di inizio ottobre, applausi, capelli bianchi

I ‘Balmorhea‘ vengono da Austin, Texas, un posto assolato, che ospita ogni anno il bengodi americano della musica che possiamo, per fare prima, ancora definire ‘indie’ e dove proprio in questo weekend c’è un festival dove non suona nessuno.
Sono una di quelle band dove tutti suonano tutto (dicesi anche polistrumentisti, tranne il batterista che, per ovvi motivi di ‘stare sul pezzo‘, è molto difficile si sposti dal sediolo) e dove  un paio di loro hanno l’aria perenne di ‘ma cosa ci faccio qui?‘ e un paio di loro sono super fighi e si insinuano con ciuffi e mossette in quella porzione di sogni ancora adolescenziali del pubblico femminile.
Suonano musica strumentale, cinematica, cioè da colonna sonora per viaggi mentali o per vere pellicole. Ad esempio se un pezzo dei Balmorhea finisse nella colonna sonora di un film, tu vedi il film e dici ‘che bel brano, chissà chi lo suona, adesso lo scopro‘ per poi dimenticare di scoprirlo appena accesa la macchina per tornare a casa.
Sono una band che in una sera che è un preludio di un autunno piovoso, finisce per suonare in un piccolo teatro della provincia padana, davanti a centoventi persone che compongono la nicchia di ascolto per una band così. Questo me l’ha detto Giacomo, prode e barbuto organizzatore del concerto, uno di quei valorosi che si impegnano a portare avanti l’organizzazione di concerti simili che fanno solo bene alla terra , all’umore e alla qualità della vita. Che è poi il punto dove volevo arrivare dopo questo lungo preambolo.
Qualità della vita è, anche, uscire una sera, indipendentemente dall’età, dai chilometri, dalla stanchezza, mica sempre eh, ogni tanto, stare attento a non perdersi per le strade, arrivare nel posto, scoprire una non nota band emiliana con belle canzoni di matrice country e cantato sussurrato, ascoltare una a te nota band ed esserne molto contento che, cosa vuoi che ti dica, a me i Balmorhea danno un senso di pace.
Questa cosa magari l’ha pensata anche un signore che, a prima vista, sbirciando fra il pubblico, poteva sembrare nel posto sbagliato. Capello bianco, camicia e pantalone con la piega, signora che sembrava annoiata al fianco, sembrava più adatto a un concerto di musica classica, che poi in fondo i Balmorhea suonano anche con viola, violino e violoncello. Poteva esserci capitato per caso a vedere i Balmorhea, magari abita dall’altra parte della strada e ha pensato ‘andam a seinter chi ragass chè‘. Però, insomma, alla fine del bis, il signore si è alzato in piedi in solitaria, ma non per questo meno sentita, standing ovation, con un sorriso grande così che diceva ‘Bravi!‘ ai ragazzi sul palco e che gli colorava la faccia, facendolo sembrare molto ma molto più giovane dei suoi capelli bianchi e dei probabili acciacchi che avrà oggi, il giorno dopo, che ormai si era fatta una certa tarda ora.
Ecco, bravo signore, grazie, spero di rivederti sotto un altro palco.

One thought on “di un concerto di inizio ottobre, applausi, capelli bianchi

  1. Infatti ricordavo bene: sei bravissimo. Bellissimo post, rende perfettamente l’atmosfera della sera, l’essenziale di ciò che c’era e di ciò che non c’era.

    Manca giusto un parere su JBM: non ti ha colpito?

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