una volta, era a tutto gas

rshUna frase del film ribadisce uno stereotipo. Ossia che agli uomini piace solo una cosa più delle donne. I motori.
A me, gli sport rotativi annoiano terribilmente e di motori non so niente. ’Rush’ è comunque un film fruibile anche da altro pubblico che non siano fans della F.1.
MI è piaciuto, anche per un motivo che fa rima con ‘anzianità’ e che fa pensare a come allora fosse tutto più bello e genuino, come i fans sui circuiti che si arrampicavano ovunque per vedere la gara in barba a leggi in divenire sulla sicurezza. Oppure come le tute giallissime dei meccanici che mi han fatto partire ‘madeleine’ di quando eravamo bambini, la F.1 era un bel mood, tutti conoscevano i nomi dei piloti, c’erano i sorpassi, tutti ne parlavano e ci si trovava in famiglia o in bar per guardare le gare. Erano i gloriosi anni settanta, l’epoca in cui (e daje) probabilmente l’uomo occidentale ha espresso il massimo della sua fighezza a vari livelli pop/culturali e anche sportivi.
Sui sicuri binari della classica disfida fra istinto e ragione, il film, sospeso fra lo sportivo e il drammone con morale, racconta, romanzando, la rivalità fra il controllato Lauda e lo sciammannato Hunt.
Fare un film sportivo risulta complicato poiché spesso la retorica diventa immarcabile e scappa da tutte le parti. Qua la sceneggiatura di un califfo inglese la contiene a fatica, scegliendo anche la via sempre facile della voce fuori campo. Spesso si ha la sensazione che si sappia troppo dove si va a parare e parlo di singole scene non della Storia, che quelle, è nota.
I film sportivi devono anche gasare lo spettatore e questo riesce abbastanza nel compito, anche grazie a scelte di regia che portano l’occhio dentro al mezzo, confermando future, per l’epoca, scelte tv.
La pellicola viaggia con sicurezza e un certa tranquillità, l’aerodinamica ben testata, la meccanica degli avvenimenti fin troppo regolare. D’altra parte Ron Howard è un solido professionista bravo nel raccontare, meno nello spiazzare e, forse, non c’era lo spazio per farlo.
I piloti sono bravi, Thor ci mette fisico e una personale simpatia da parte mia che gli da qualche punto in più e Bruhl è veramente un bell’attore, peccato il doppiaggio che pialla l’accentone tetesko che si sente nel trailer originale.
Belle le grafiche, bella la messa in scena e insomma, non un capolavoro, ma nessuno se lo aspettava, ma un film godibile con un audio rombante che uscendo dalle curve mi ha fatto la riga ai capelli, vrooom.

Ps1.: un amico, cinico all’età di dieci anni, ogni volta che vedeva Lauda lo chiamava ‘orecchia mucca’. che sta per mozza, ovviamente. non ho mai smesso di pensarci durante la visione. 
Ps2.: pagherei per rivederlo con un ventenne, per capire cosa ne pensa di un film simile. non gli piacerà? andrà a casa a giocare alla PS?
Ps3.: prima del film, trailerone di Thor che quasi quasi io volevo vedere Chris H. col mantello anche dentro la McLaren ma va bè. 

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