it’s too fuckin’ good

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Nella prima stagione c’è un divano piazzato in un cortile.
Nella seconda c’è un container piovuto in mezzo a una banda di portuali in crisi.
Nella terza c’è l’idea utopica di un poliziotto.
Nella quarta si va a scuola, nelle aule o sui marciapiedi, a imparare varia matematica.
La quinta è la summa che riporta a casa tutto e tutti senza dimenticarsi di incidere ancora di più nei nostri occhi di spettatori già innamorati, la carne e il sangue di cinque stagioni, il romanzo di una città, popolato da cinquanta personaggi che abbiamo imparato a conoscere benissimo.
The Wire‘ è iniziata nel 2002 e terminata nel 2008. E’ un’unica storia orizzontale multiforme, insieme spietata e tenera, interconnessa e brillante che inizia da quel divano e termina con uno sguardo sulla città dopo averne compenetrato, pulsioni, aromi, fetori per una sessantina di puntate. Qualche ora della mia vita l’ho spesa davanti alle serie tv e non ricordo molte altre serie dove, quando suona il gong, quando le bacchette incontrano il piatto della campana finale, abbia pensato ‘Ok, adesso lo riguardo tutto‘.
Perchè ‘The Wire‘ è semplicemente ‘too fuckin’ good‘ come dice in una delle ultime puntate Norman, il consigliere del sindaco. E’ un puzzle che si compone lentamente ma che non ti stanchi mai di guardare, una partita a scacchi fra squadre che si assomigliano, dove il gioco è sempre quello fra chi scappa e chi deve prendere, chi spaccia e chi ammanetta, chi usa i muscoli e chi la mente, chi vive di espedienti, di corruzione, di solo cuore.
In mezzo ci sono le difficoltà, gli imprevisti in cui si muovono le pedine, i personaggi che sono come affluenti che convergono nel fiume che è la scacchiera (Baltimora) che non riusciamo mai a vedere nella sua interezza, ma di cui riconosciamo il corpo ammalato come la nostra società, corrotta come i nostri cuori, perfida e crudele, tranne in qualche angolo dove angeli decisi a provarci contro tutti, provano a ribaltare il gioco, a cambiare il sistema.
Forse è impossibile, i protagonisti cambiano, il sistema non si batte, si adatta come un rettile. E se il gioco fosse truccato? Fosse l’unico che conosciamo?

you feel me, motherfucker?

  • nei commenti, scrivo la mia top five dei personaggi di ‘The Wire’ giusto per giocare, come hanno fatto QUA
  • questo post era nella cartella ‘bozze’ da più di un anno. mi è tornato in mente leggendo l’ultimo numero del magazine IL, dove si parla di serie tv americane, spiegando bene perchè la vera narrativa contemporanea è in formato seriale. è lettura consigliata, con articoli di gente brava a scrivere. ed occhio agli spoiler. la rivista si trova in edicola e se non c’è, come ho fatto io, old school, chiedila al tuo edicolante di fiducia. 
  • due, e solo due, altrimenti facciamo notte, momenti che CIAO: Fuck? English?

Ok, Shiiiit.

 

3 thoughts on “it’s too fuckin’ good

  1. la top five dei personaggi:

    1. Omar, chi altri? Una specie di Robin Hood del ghetto, una leggenda, protagonista di scene incredibili. Per esempio quando ho visto questa volevo smetterla tanta era la superiorità di questa serie
    2. Bodie, il soldato, fedele ma dubbioso.
    3. Major Colvin, il visionario di Hamsterdam, il buon pastore.
    4. Bubs, i denti rotti, il cuore dello show.
    5. Stringer Bell, l’uomo che volle farsi re ma anche quello che non capisce fino in fondo che ‘the game is the game’ e una volta giocato non ne esci più.

  2. 1) OMAR
    2) Presbo – perché cambiare vita è dura
    3) Namond – perché crescere
    4) Stringer – perché una volta che arrivi in cima non puoi che cadere
    5) Brother Mouzone – perché la cultura è importante (e ha la battuta migliore di tutta la serie: “You know what the most dangerous thing in America is, right? Nigga with a library card.”)

    Ma poi BUNK. E D’Angelo. E Bodie. E Wallace, man, where’s Wallace?!

    1. Eh, ne ho scelti cinque ma (numero uno a parte) è dura la scelta. Bunk è rimasto fuori per un filo dalla mia. è il bello del ‘giochino’. Poi: TRUE STORY, la battuta di Brother Mouzone, personaggio clamoroso e comunque responsabile col #1 di una delle scene ASSOLUTe della serie…you feel me?😉

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