che faccio signò, lascio?

(rubrica a cadenza random di consigli musicali non richiesti)

immunityUna cosa electro: Jon Hopkins, tizio inglese a me sconosciuto fino a un paio di mesi fa. Elettronica ‘minimal’ così dicono, cinematica con balletti, dico io.
Colonna sonora post industriale per camminare lungo distretti una volta produttivi e ora piuttosto preoccupati, o preoccupanti. Lunghe vie con capannoni abbandonati che potrebbero ospitare feste ‘rave‘ dove ballare qualche brano in cassa dritta, per poi finire abbracciati, malinconici ma speranzosi, sentendo però che c’è un battito che pulsa sempre, un bip continuo, una cadenza che supporta una melodia per una speranza invisibile.

Bonus electro A: Fuck Buttons,  han fatto un nuovo disco che è magma sonico senza compromessi, con almeno tre brani (su sette) pesantissimi, con possibilità visionarie da cogliere nel fuoco sintetico oppure soltanto droga tagliata con musica elettronica per estraniarsi.
Bonus electro B: Disclosure, duo di ventenni inglesi di cui tutti han parlato. Fanno dance, house, muovere il capino e se non ti fanno muovere il capino o battere il piedino, non ballerai mai più. (prova) Se il vostro dj della spiaggia (esistono ancora?) non li ha in scaletta, abbattetelo.

satellites02Una cosa da cameretta: Satellites è il nickname dietro cui un londinese che vive a Copenaghen sguazza con classe in atmosfere pop-rock altamente emozionali, cantando con una voce che è uno spin off di quella di Matt Berninger.
Un disco molto bello, da ascoltare con cura dato che ispira amore per la musica fatta con amore.
(ascoltalo)

Una cosa chitarristica: Surfer Blood han fatto un cocomero con le chitarre, giusto giusto per la stagione, per bersi una birra ciondolando la testa. Se questo non vi basta, c’è un disco dell’anno scorso ma in heavy rotation da mesi, soprattutto dopo averli visti dal vivo. Sono gli Allah-Las, sound anni settanta dalla West Coast che contribuisce al ciondolamento e pure al dinoccolamento, in ciabatte, sognando California o Cervia che è più vicina. (hanno un tumblr, son troppo fighi)

Una cosa jazz: pochi giorni fa ero a un concerto. Piano trio, classic. La pianista, dal giappone con tubino nero e tacco dodici, mi ha tirato la scuffia jazz del momento. Mani rapide come lingue di fuoco pianistico che si abbattevano sulla tastiera. Ha eseguito una versione di ‘Take Five‘ affrontando la partitura come se avesse conti in sospeso con la stessa, da regolare con la forza impressa dai polpastrelli sui tasti, in una versione ‘jazzy-heavy‘ trascinante, poi ha reso molto grossa la versione omaggio di ‘Estate‘, inspessendo la musica fino a renderla violenta. Uno swing ed una energia eccezionali senza perdere il tocco. Si chiama Chihiro Yamanaka, non fatevela sfuggire.

broadwayUna cosa soul, R&B, antica: Myron and E sono un duo vocale. Convinti? No? Duo vocale. Figata. No? Ok. Allora via, andare in soffitta, recuperare croonerismo black, con molto soul e arrangiamenti di gusto e d’annata per un disco incantevole, scoperto cercando tutt’altro. Retromania, e così sia. Per limonare, ballare, darsi la crema, tutto sotto l’ombrellone. Disco dell’estate totale sulla spiaggia che scotta.

That’s all folks, have fun.

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