il ranger (nel nostro cinema paradiso)

Forse la cosa più interessante da dire su ‘The Lone Ranger‘ è che per essere un film Disney a un certo punto (mezzo spoiler alert, ma suvvia, si sa come finisce il film no? non conoscete il ‘Lone Ranger‘? no, nemmeno io, essendo il personaggio piuttosto datato, ma insomma, avete finito di leggere se vi interessa non sapere nulla della trama? ok) mette in scena un mezzo genocidio e dice senza mezzi termini che gli USA, che è poi vero ma oh, sono nati sul sangue di un popolo sterminato. Una cosa da niente, con una carneficina che mostra sprezzo del pericolo e del rating PG-13 e un certo strabismo, sicuramente avallato dall’ufficio marketing della Disney, perchè oltre a questa cosa il film (che punta a rinverdire i fasti commerciali dei Pirati, con lo stesso team di produttori, registi)  si rivela poi essere una commedia action in ambito western.
E, nonostante le pesanti bocciature dei critici, è piuttosto divertente. Anzi, la prima ora è proprio buona. Verbinski si conferma uno dei pochi a sapere cosa farsene dei tantissimi soldi a disposizione, Johnny Deep fa un personaggio che a tatti regge il film e, surprise, varie volte mi ha fatto ridere, Hammer è la conferma di avere davanti un buon attore. Per il resto il fim gioca palesemente con tutti gli stereotipi del genere, inquadrature incluse, per esempio la camera che fende il fumo del treno. Ciò è cosa buona e giusta visto che quando c’è del western io sono sempre IN. Le scene dei treni valgono il biglietto e le due ore e venti di durata quasi, quasi eh, non si sentono, anche se una sforbiciatina era doverosa. E poi, con gli occhi che si intonano a tutto, c’è Alice Morgan che per tutti i fanz scatenati di ‘Luther’ vuol dire punti bonus di gradimento.

Quindi, esco piuttosto sorpreso e quasi soddisfatto, dalla sala. Ultimo film della stagione per il magico, irresistibile, un vero indiano nella prateria dei multisala, cinema del paesello. Doveroso frequentarlo, anche solo per salutare il gestore.
‘Allora, ultimo film dell’anno?’ ‘Eh, la Disney me l’ha fatto prendere, ma va bene così. Non è male, vè’. ‘E la prossima stagione?’ ‘Vediamo a settembre, se la salute ci assiste’.
Ben detto, caro gestore della ‘riserva’, vero ranger di noi pochi fedelissimi, silenziosi e concentrati visionari del sabato sera, che lo stimiamo molto quando si precipita fuori a cicchettare regazzini stupidi e irrispettosi della magia contenuta in questo cinema, che bussano dall’esterno alle porte di sicurezza della sala. Infami. E lunga vita al nostro ranger cinematografico.

 

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