Salvo, Superman

slvL’altra sera sono andato al cinema per vedermi ‘Superman’. Decisione dell’ultimo momento, sapevo solo che ‘Superman’ volava in quel cinema. Arrivato, scopro dalle locandine che era in programmazione anche ‘Salvo‘, film italiano presentato a Cannes, girato in Sicilia, opera prima di due registi/sceneggiatori italiani che finalmente trova distribuzione nell’estate poco calda dentro e fuori le sale. kekkoz nei pregiudizi aveva dato la bomba, io premio il coraggio del cinema nel programmare un film che sicuramente non è da incassoni, pago col bancomat il biglietto d’ingresso, mi sistemo in mezzo alle altre nove persone e BAM. Un piano sequenza lunghissimo, intenso e pesantone, apre una storia piccola e intima di mafia, seguendo il rapporto che si instaura fra un killer ovviamente silenzioso e una ragazza non vedente che ascolta in duro repeat un pezzo dei ‘Negramaro’. (solo al termine del film scopro che non erano i Negramaro ma i Modà. Io e la musica italiana da classifica, un rapporto vincente)
Una storia che tiene la tensione, creando un ambiente chiuso, grazie a fin troppe poche parole (necessarie, in un paio di passaggi, di sottotitoli per non parlanti il siculo stretto) e a un lavoro enorme sui suoni (spesso, per mancanza di soldi, ma piace pensare, per avere avuto l’idea che le cose si sentono accadere).
Qualcosa da ridire sul finale forse, dove il film paga l’autorialità eccessiva, ma tutto sommato, promosso a pieni voti.
Consiglio, spero non solo per cinefili.

s_Non contento il giorno dopo torno per ‘Superman’. Aspettative bassissime perché al timone dell’ennesimo tentativo di rinfocolare il gasamento per il primo fumetto trasposto in celluloide, c’è Zach Snyder, firmatario di un film per fasci e di uno dei più brutti lavori degli ultimi anni, nonché di un film sui gufi ma lasciamo stare.
Eppure, incredibilmente, nonostante la storia notissima e la durata olimpica, non mi sono mai annoiato.
Il film ha un buon inizio con Russel Crowe che gigioneggia bene, tanto che vorrei lo spin-off/prequelone su Krypton. Poi racconta vari momenti della crescita terrestre del nostro, si perde in inutili passaggi dove si instilla con grazia di come Superman = Gesù = ma lascia stare Zach che è troppo sottile per te, e poi esplode in un finale dove spaccano tutto.
Finale lunghissimo dove ci sono corpi che bucano grattacieli e dove Snyder dà il meglio di sé (l’azione) recuperando così i momenti di inutilità e una scena molto ‘EEH?!?’, quel momento riderissimo dove c’è la mega spiega di cos’era la civiltà kryptoniana, col plastico in movimento color argento metalizzato, che scorre dietro la figura di papà Crowe a sua volta digitalizzato dal passato. Poi c’è Amy Adams che dona un paio di punti in più perché sì, il cattivone Michael Shannon che non spacca come potrebbe, probabilmente frenato dalle capacità registiche, valoroni americani a pioggia incarnati da Kevin ‘Daddy’ Costner. Non mi sono addormentato, mi sono perfino un po’ gasato, molti dubbi su un paio di cose nello script, chissenefrega, le patatine erano buone, a posto.

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