Bloodbuzz Roma

3483f5d4e1b711e2a2ab22000a1fb84b_7Sarà l’estate.
Sarà il profumo dei tigli e dei glicini, che riempie i sensi e abbassa i rumori di una città.
Sarà la luce gialla che si fonde nel rosso di una domenica sera, mentre il tramonto riscalda i riflessi degli esoscheletri architettonici di Renzo Piano.
Sarà l’aria tiepida che accarezza il bel prato lucido all’ingresso dell’Auditorium.
Sarà che parte il drumming ipnotico di ‘Squalor Victoria‘ e a me sembra che sia la Vittoria della Bellezza.
I The National a Roma.
Hai già visto il concerto di Ferrara, che un po’ sembra ieri e un po’ sembrano due secoli fa, ma è come se fosse di nuovo la prima volta. Matt, stiloso e di scuro vestito, lancia microfoni, aste, corre fra le gradinate, sempre magnificamente elegante. La classe non è acqua, forse nemmeno vino bianco, probabilmente dei castelli, che il nostro beve per vincere le sue paure, senza perdere il ritmo del concerto.
Mi giro spesso a guardare la cavea. Il pubblico è attento, educato e rapito. Le canzoni si susseguono rapide, il tempo vola, in un loop di malinconia, rabbia, consapevolezza e alla fine ci ritroviamo tutti, con molto amore, a cantare ‘Vanderlyle Crybaby Geeks, con vecchi o nuovi compagni di concerti a fianco, come abbiamo già fatto e come forse, speriamo, rifaremo.

(testo e foto -> @Cayce -> quasi twit-star, pilatessa PRO, appassionata di Roma e di un romano in particolare) 

5 thoughts on “Bloodbuzz Roma

    1. questo commento resterà PER SEMPRE.😉
      (io ho saltato il turno dei nazionali, dopo averli visti per quattro volte, sono un po’ pentito…)

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