di lustrini, passato, riduzioni in Baz

JGInfine, l’ho visto anche io ‘Il Grande Gatsby‘.
Un film che assomiglia a tanto cinema di oggi. Sfarzoso, scintillante, pieno di promesse e aspettative e dimenticabile. Fra un anno nessuno si ricorderà di questo film, se non (ma fate pure la ‘tara’ a questa riga, poiché io son fan del soggetto) per il solito, bravissimo, bellissimo e perfetto DiCaprio, alla seconda eccellente prova stagionale dopo il cattivone di Django.
Invece, definitivo oblio per Baz Luhrmann, sempre affetto da eccessiva grandeur e brutti effetti posticci, mentre pasticcia il pasticciabile, dandoci dentro con i lustrini, sbagliando in pieno la scelta della narrazione fuori campo che risulta troppo ‘spiegosa’ e poco coinvolgente (non era meglio fare delle belle passeggiate piene di lustrini, mentre i protagonisti raccontano al narratore le loro vite negli anni venti, nella depressione, nel proibizionismo, nella voglia di fare soldi e baldoria post guerra mondiale? Eh? Baz!?) per non parlare della orribile forzatura delle parole scritte che fluttuano sullo schermo, piene di senso del ‘NOOO‘, a sottolineare, per chi se la fosse persa, la letterarietà dell’adattamento (ok, si sa, o si dovrebbe sapere, che è tratto da un famoso romanzo).
Fortunatamente però il nostro Baz ci sa fare coi lustrini quindi non ci si annoia, quasi, mai. Inoltre centra la romance delle due migliori scene del film, romanticose e tese nei sospiri delle cinquantenni due file davanti a me. Per la musica, che mi aspettavo facesse la parte del leone, diciamo che Jay-Z ci mette la zampona, pure questa poco morbida, piazzando qualche adattamento foxtrot/jazzy di sue hit, però a parte tre pezzi in croce, non è che la musica sia il piatto forte del menu.
Il film ha belle scene, racchiude il senso morale negli ultimi minuti (la questione del passato che non torna) e vince a mani basse la scena inutile e cafona dell’anno (la macchina che incrocia i rappusi anni venti style, grandissimo ‘EEEH’).
Insomma, sotto le pailettes, poco da ricordare, però, passabile.

Ps.: del film non sapevo niente, mai letto il libro, non sapevo la trama. e adesso, leggiamo tutti un bel pezzo sulla faccenda della ‘riduzione’ cinematografica di opere letterarie

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