(cronache dalla piccionaia) applausi, season finale

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saluti da Roma

Eravamo rimasti all’impresa di gara sei, alla rimonta col cuore in gola.
Finiamo, ieri sera. Dopo che per evitare l’insopportabile ansia di fare refresh alla pagina del play-by-play ogni due minuti, decido di fare due passi, andare a vedere un film e poi tornare giusto in tempo per la differita sulla tv locale. Un salto negli anni novanta, quando c’erano pochi canali e la differita funzionava. Adesso i canali ci sono, ma la Rai manda in onda la partita di Sassari (e va bene, è una scelta) e in altro canale fanno vedere il ‘karting’. (cos’è il karting? non lo so, ma vuoi che il karting faccia più share della gara decisiva fra Reggio Emilia e la capitale? vince il karting? Ok)


Complimenti vivissimi alla Rai e alla Lega Basket che sceglie il format di sette partite, spremendo i giocatori come agrumi, ma non si cura dei fans. (oppure ha scritto contratti sbagliati, oppure non lo so, ma dovrei essere io, tifoso e abbonato da ambo le parti, a trarre beneficio dal concetto ‘più partite’, se son contento io, è contento, a cascata, tutto il movimento, giusto? l’interesse ? il pubblico? sbaglio? mah, ormai ho iniziato la parentesi, la finisco. Giorni fa, ho fatto il League pass della NBA. Sempre basket, ma un altro mondo. Fanno vedere, pagando circa la sessanta euro, sul computer, in streaming ad alta definizione, tutte le partite o il riassunto delle partite stesse. Ok. Eppure, tra lo streaming, e le differite sulla tv locale con il digitale terrestre che, forse sarà colpa del paesello o della mia tv, ma si vede pure male – complimenti comunque ai bravissimi commentatori – ce  ne sono di opzioni, c’è spazio di manovra fra un futuro che è già qui e una incerta via di mezzo fra potenzialità non sfruttate e un futuro evidentemente da scrivere, perché si prova, poi vediamo, chissà. E non sfruttare queste opzioni mostra quanto sia enorme il problema italiano di avere dirigenti inadeguati alla modernità e alle esigenze del pubblico. Chiusa parentesi).
Complimenti, davvero e senza parentesi, alla mia squadra, la squadra del basket ed Rezz.
Come fosse una lettera aperta:
avete fatto una stagione straordinaria, mettendo insieme forze e debolezze e superando aspettative ed ostacoli. Un condottiero pratico, un secondo abile nel suggerire, uno staff coeso, una banda di italiani che hanno cuore e palle e stranieri che idem.
A inizio stagione, me lo ricordo bene, il mantra sugli spalti e nelle chiacchiere era ‘salvezza tranquilla = buona annata’.
E invece, siamo andati a Milano a vederci la coppa Italia e ci siamo sparati i playoff e una serie che potevamo pure vincere. Poi, l’equilibrio, la stanchezza di un paio di uomini, Roma che comunque è una buona squadra, meritevole di semifinale.
Quindi, grazie, a tutti.
Al totem Brunner, per le bombe da tre a sorpresa, per le braccione che alza incitando il pubblico, per i polmoni gettati negli aiuti difensivi;
al bomber Taylor, per tutte le volte che abbiam girdato ‘oh, yes, playground baby!‘ per tutti gli insulti che ci ha fatto tirare perché un giocatore con quei mezzi dovrebbe dominare sempre, e invece la testa spesso va in mattana, ma ci piace così lo stesso, eccome se ci piace;
ad Antonutti, piccolo idolo del nostro settore di piccionaia, il giocatore più sgraziato e più efficiente della lega e al suo fermacapelli;
al Cincia, fantastico giocatore con faccia da ragioniere, grida di gasamento e regia sempre lucida;
a mini bomber Bell, che quando l’abbiam ripescato dalla A2, abbiam detto, ‘ah, ok’ che lo conoscevamo già, e invece è stato ‘Ah! Ok!’;
a Riccardone Cervi, come una preghiera, perché le ultime due partite siano moduli su cui forgiare un futuro di dominanza e rilevanza sotto canestro, in piccio crediamo in te, ‘piga al gambi!’; a old bomber Slanina, per la guida morale e l’esempio, il posto in quintetto e l’amore per la maglia;
a Filloy, dimenticato per un pezzo di stagione, poi recuperato dal sistema ‘cooperativo’ del mister, sempre utile con quelle mani sempre addosso, agli altri;
a Jeremic, per quella bomba finale in gara sei, per le potenzialità forse inespresse, per quella faccia dolente, per esserci simpatico;
ai baby che rinforzano il team, daje, crescete sani e belli, il modello è quello giusto e per questo modello, una standing ovation che dura un bel pezzo, va al mister, uno di noi, uno sportivo, un tifoso, un grande appassionato.

E noi, ci si vede il prossimo anno, sempre in piccionaia direi, per proseguire questa storia, che non stanca mai di essere raccontata. Comunque vada, sarà un successo.

(la foto è presa dall’account twitter della pallacanestro Reggiana)

(le cronache 2012/13 dalla piccionaia)

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