(cronache dalla piccionaia) Playoff edition – cronache dal gasamento

…e alla fine, dopo avere visto per la ennesima, mai ripetitiva, volta, quanto sia bella Reggio Emilia all’ora dell’aperitivo, con la luce perfetta e un cielo di un azzurro che sembra dipinto, a contrasto con pietre antiche e riti moderni;
dopo aver preso nota del primo tempo dove Roma gioca tranquilla del vantaggio nella serie, tirando bene e prendendo il largo;
dopo aver sfiorato l’argomento arbitri che, gentilissimi e chirurgici, piazzano prima un tecnico per proteste e poi un inesistente quinto fallo al nostro bomber Taylor, in momenti chiave della partita;
dopo una straordinaria vittoria della Trenk, che rimonta da meno diciotto, pareggiando la serie, regalando prima saudade e poi immenso gasamento con gente che resta a petto nudo, abbracci con sconosciuti e ulteriore gasamento;
alla fine, dicevo, dopo avere avuto appena il tempo di verificare come frazioni di secondo, mentre l’arco di una tripla compie il suo destino che questa sera si accoppia ai nostri colori, possano lasciare sul gradone della piccionaia un etto di polmone e un mucchietto di gocce di sudore e passione sportiva…

…alla fine, dicevo, quello che resta è il nostro uomo, la guida del nostro spirito tifoso, quello che nonostante la vita, l’età, le cose che cambiano, resta in piedi, in curva, a strillare, ad incitare, ad applaudire sempre, a mezzo metro dal campo, riuscendo a gioire con noi durante il match, pur essendo separati dai gradoni che portano alla piccio, e poi ad entrare in campo, sul fischio finale, unico a riuscirci, chissà come fa, saran gli anni di esperienza, sarà la sua capacità mai esplicata di districarsi nella folla, con abilità immensa e a dispetto del suo fisico da omaccione di centonovantatre centimetri per novanta chili circa e una volta entrato in campo a fare il giro d’onore del palazzo insieme ai giocatori, come fosse il rappresentante non eletto del tifo puro, a dare il cinque a gente che conosce in prima fila nel parterre ricco e polemico, ad abbracciare giocatori, a dare una pacca sul culo all’allenatore in seconda, a guardare noi, alzando il pugno, creando ancora un filo invisibile di passione e ricordi, come quell’altra volta, anni fa, in Coppa Italia, a Forlì, sempre lui in mezzo al campo e noi, seduti lassù, un filo che rimane sospeso per un secondo di perfezione sensoriale, un filo che non si spezza, accada quello che, siano i playoff o la prossima partita a Roma, sia la lega due e la salvezza all’ultima giornata, siano i playout, sia quel che sarà.

E alla fine, il filo, il cuore e insomma, non se esce proprio dalla retorica sportiva, emotiva.

(note sparse: Taylor 5/5 da tre, grandissimo, nella buona e nella cattiva giornata; cartello nei distinti, ‘Datome protetto’, riderone; l’urlatore, incredibile personaggio, meriterebbe una telecamera dedicata, regala urla, perle, slogan, momenti di LOL alla piccio, il cartello nella foto l’ha fatto lui; il bello del basket, che nel giro di un intervallo, cancella protagonisti e presenta Riccardone, che fa una partita clamorosa, annullando discorsi fatti in settimana, mostrando le sue vere potenzialità; la zona due/tre, fonte di sicurezza e di grattacapi per gli avversari; il presidente di Roma, che esce con un sorriso strafottente verso il pubblico, pessimo esempio, ancora; la nostra squadra, grande esempio del dare tutto alla faccia – e mi tolgo un sassolino –  della ‘gazzetta dello sport moderno e milanese’ che nel numero dedicato ai playoff aveva analizzato sei squadre, non otto, dimenticando noi e Venezia; il tabellino – con highlights – della partita)

previously on ‘cronache dalla piccionaia’

2 thoughts on “(cronache dalla piccionaia) Playoff edition – cronache dal gasamento

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s