(cronache dalla piccionaia) Playoff edition – Roma non fà la stupida, stasera

i playoff, dalla piccionaia
i playoff, dalla piccionaia

Eravamo rimasti a Cantù. Nell’ultima in casa siam stati battuti ma io non c’ero.
Poi siamo andati a Caserta a vincere, chiudendo la stagione regolare con vari record di club e il sesto posto in classifica.
Poi sono iniziati i playoff. Accoppiati con Roma, sbancando la città eterna nel primo match, perdendo il secondo, vincendo la prima gara in casa, dove io non c’ero perchè ero nel posto palco. La serie, al meglio delle sette partite, si trova sul due a uno per Rezz. Palazzetto esaurito, gente sulle scale, entusiasmo che sfonda il decrepito tetto del palazzo. La piccionaia ribolle di caldo torrido.
Palla a due.


Il primo canestro è un libero di Lawal, totem giallorosso che torna in campo dopo due partite di assenza. Primo tempo equilibrato, Loro hanno Datome che varrebbe una visita di qualche staff NBA, noi facciamo un bel gioco da quattro punti di Slanina ma subiamo la dura difesa romana, assetata del pareggio nella serie. Filloy strappa la palla del pari, poi il tempo finisce 17-19. Sarà dura.
Sul più cinque Roma, Lawal si agita e si piglia un tecnico, Slanina sbaglia i liberi. Il nostro Taylor non entra nel match, sembriamo stanchi, Roma ci mette le mani addosso, la piccionaia si lamenta, Datome scava il più otto. L’ipotesi stanchezza si mischia al dubbio ‘sentire la pressione’, vincere vorrebbe dire avere tre ‘series-point’. Scivoliamo a meno quattordici, drama, poi il tempo finisce con un regalo di Datome che manda Taylor in lunetta per accorciare a meno dieci. 28-38.
Nell’intervallo devono bere sangue di cavallo’, consiglia il pard in modalità profondo west. ‘Non sono abituati a giocare così spesso’ ‘Gli arbitri difendono Roma’ e altre massime di quasi saggezza, piovono dal popolo nella piccionaia. Piovesse un po’ di fresco, sarebbe meglio, ma diciamo che ci alleniamo per la lunga estate calda. Il vicino di posto cena mangiandosi piccoli panini a nastro, in perfetto ‘Poldo style, poi si riparte.
Faccia cattiva quella biancorossa, otto a zero di parziale. Scatta il gasamento. Quattro triple con quattro tiratori differenti, Roma non ci capisce niente. 16-2 di parzialone, 44-40. Abbiamo una partita.
Che però diventa la ‘metterla mai’, tanto che cinque minuti dopo, il punteggio e 45-46. Dominano le difesa, entrambe fisicissime, con qualche colpo proibito  e due fischi dubbi a favore di Roma. La gente stupida tira stupide palline di carta in campo in segno di protesta. Ultimo secondo, tiro da tre di Jeremic, che piglia il ferro, vola alto e rientra nella retina per il 50-46. fortuna & Thrilling & Tension.
Un dirigente di Roma (gole profonde suggeriscono sia addirittura il presidente) si agita davanti alla curvetta dei tifosi ospiti. Litiga col pubblico di casa. Abbastanza incredibile, e che un dirigente sia lì in piedi con gli ‘ultras’ e che si metta a litigare col publbico. D’accordo i playoff e tutto però, insomma, l’esempio e la classe sono da altre parti, forse.
Comunque, il Taylor romano segna, esulta in faccia alla curva biancorossa che muove le transenne in cerca di vendetta. Sono i playoff, baby. Il basket diventa sport rognoso dove i canestri belli sono pochi, le urla tante, l’agitazione a livello di guardia, il ribollire di sangue troppo, a volte. Cinque minuti alla fine, 54-56. Mega thrilling. ‘Dai che ce la facciamo’, sibiliamo col partner. Finale classicamente pieno di emozioni. E balzelli sul posto.
Cincia sbaglia l’entrata, fa passi, loro ne fan due, poi difendono bene. 64-67 a trentatré secondi dalla fine. Cinciarini sbaglia ancora, tira troppo presto, poi loro abili nel gestire il finale, noi molto meno, dicevamo un pizzico di inesperienza e la pressione. Sull’ultima azione forse c’è un passi, ma loro muovono la palla bene, ci impediscono il fallo tattico e finisce così.

Si perde di tre, la serie va in pareggio. Si torna nella capitale a cercare un altro blitz. Difficile, non impossibile. Domenica, saremo ancora in piccio, dato che gara sei, comunque ci sarà. Daicandom, Roma è già stata conquistata, si può rifare.

Ps. dedicato ai due tifosi di rezz che leggono le ‘cronache’:
uscendo dal Bigi, il presidente di Roma, sì era lui il dirigente di cui sopra, appare davanti a me nel breve passaggio che conduce il deflusso all’uscita spalancata. Accende una sigaretta. Un paio di tifosi di Reggio gli dicono ‘ma sa fet’ ‘ladri’, una frase che finisce con ‘soldi’.
Il presidente di Roma probabilmente si sente un po’ un boss, sarà un difetto dei ricchi, che ne so io. Se non era a Rezz, piazza tranquilla se non per le stupide palline di carta, magari non si faceva vedere e forse la sigaretta era meglio non accenderla in mezzo a tifosi delusi per il risultato. Però, calma. Come detto forse manca un fischio a decimi dalla fine ma Roma non ha rubato niente. Soprattutto come diceva un signore saggio dietro di me ‘Non si possono regalare un tempo e dieci liberi – sbagliati –  in una serie di playoff’. Quindi, i piccoli ‘boss’ non cresceranno mai, ma il verbo ‘rubare’ spesso si accoppia quasi sempre al primo impulso primitivo di dare la colpa ad altri e, spesso, alla poca conoscenza del gioco.

tabellino della partita

previously on ‘cronache dalla piccionaia’

3 thoughts on “(cronache dalla piccionaia) Playoff edition – Roma non fà la stupida, stasera

  1. Non si possono fare regali così ai play off ancor meno a squadre esperte come Roma. La serie andava “uccisa” ieri…

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