Palco n.25 OR.1/D (S02E07, the ‘Quartetto, reprise’ chapter)

fotoLa primavera regala il cielo col vestito buono mentre il lunedì lavorativo scivola placido in una serata nel posto palco.
Il quartetto per archi, già protagonista di una ‘puntata’ di questa stagione, ritorna.
Non è che riscrivo tutto, quindi qua trovi la prima serata in quartetto.
Il quartetto son sempre quei quattro lì,  ovviamente, come un sequel. La signora è sempre bella, nel corso dei mesi invernali ha messo su un’occhiale con montatura leggera, indossa una camicia di un rosso prezioso che ben si accoppia ai classici frac in bianco e nero degli uomini.

La musica, ancora, per quartetto d’archi.
Tre sonate, scritte da Ludovico Van nei primi dell’ottocento, compongono la serata. Un rapido cenno di intesa fra i musicisti e voilà. Il primo, op.95, detto ‘Serioso‘, già stima per il ‘nomignolo’, è dapprima impetuoso, poi, come nota la compagna di posto palco, si carica di contraddizioni in musica, con un’andamento poco lineare che racconta una storia o una sonorità che ancora non esiste, ma ci prova, fra disperazione e dolcezza, forse riuscendovi. Il secondo, op. 74, è detto ‘delle arpe‘, poichè nella partitura i musicisti pizzicano le corde dei loro strumenti creando un bell’effetto. Lo trovo stupendo, ricco di virtuosismi e di pause eleganti, capace di scaldare ma anche di colpire, con scarti inattesi.

Intervallo.

L’ultimo quartetto, op.59, conferma il mio entusiasmo per questa forma di concerto. E’ il più classico, risulta una sinfonia in miniatura con andamento lineare con bonus di un ‘Menuetto’ arioso e allegroso, chiudendo la serata nel migliore dei modi.

Spiando, in platea.
Platea piena per due terzi, palchi con ampi spazi. C’è il sosia di Stan Lee, c’è l’uomo col cappello. Ma non ci sono tutti. Pure i miei vicini di palco, sempre presenti, avranno pensato che la doppietta era irrealizzabile *. Ci sono molte donne che sfoggiano liete manichette corte ed eleganti ballerine senza calze. Ci sono molti ragazzi giovani, probabilmente del nord europa data l’altezza media. alcuni cedono a un pisolo, altri no. Alla fine del primo movimento dell’ultima esecuzione, qualcuno applaude. ‘non si fa‘ dicono i ‘ssshhh‘ che gli spiegano che, davvero, non si applaude fra i movimenti, ma è sempre bello percepire l’entusiasmo, anche se in forma di un battimani.
Quindi, usciamo a braccetto di melodie che regalano emozioni.

Citando, della sordità di LVB.
“[…] In quanto alla conversazione è sorprendente che certuni non abbiano notato mai la mia sordità; ma dato che sono stato sempre soggetto ad eccessi di distrazione, attribuiscono a ciò la mia debolezza d’udito. A volte riesco a stento ad udire una persona che parla a bassa voce; poso udire i suoni,  ma non distinguo le parole. Ma se qualcuno grida, non lo sopporto. Dio solo sa che ne sarà di me. Se sarà possibile, sfiderò il mio destino, anche se credo che finchè vivrò vi saranno momenti in cui sarò la più infelice creatura di Dio”. (Beethoven)

Previously on ‘Palco n.25 OR.1/D

* Next, on ‘Palco n.25 OR.1/D’: l’incredibile doppietta. meno di ventiquattr’ore e arriva ZM

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