per l’Oblivion, con amore

MV5BMTQwMDY0MTA4MF5BMl5BanBnXkFtZTcwNzI3MDgxOQ@@._V1_SX214_Jack (poichè tutti i personaggi che interpreta Tom si chiamano così, negli ultimi tempi) e Victoria sono una coppia di tecnici che tengono in ordine i droni, macchinine rotonde e volanti sulla terra, data astrale 2077, dopo che gli umani hanno disintegrato il pianeta per vincere una guerra contro alieni (zero spoiler, lo dice nel trailer).
Vivono in un elegante appartamento minimal, di mega design futuristico, appollaiato su una nuvola, con parcheggio per mezzo interstellare, col quale Jack si gingilla fra riparazioni di droni e giri non approvati dalla collega. Non finirà bene, la storia si complicherà, si attiveranno triangolazioni di memorie e sentimenti, in mezzo a pallottole del futuro.
Il film è da vedere se non altro per controllare lo stato dell’arte dei film grossi (quelli con gli effettoni dentro) di Hollywood, data astrale 2013. Il regista, autore del soggetto, basato su una sua graphic novel per lo schermo, ha fatto quella robazza brutta con molto stile e altrettanta noia, di ‘Tron Legacy’. Anche qua ci mette molto senso estetico, scene bellone in campo lungo, qualche poccio nello script e, finchè c’è, per solleticare le fidanzate da portare al cinema al sabato sera, mette anche una grossa dose di romanticismo, piazzando a fianco di Tom/Jack una modella ucraina e una affascinante e brava attrice inglese.
Il mix fra avventura di stampo classico sci-fi e romanzone di appendice post apocalittico, risulta a volte eccessivo. Nella durata, nell’ambizione di mantenere le due parti compatte. Eppure, nonostante nella seconda ora la favola perda grip narrativo e a tratti rischi di scivolare in crepacci di senso logico, funziona. Nulla di nuovo o indimenticabile, però due discrete orettone di entertainment, con i primi quindici minuti che visivamente valgono il film. Mezzo punto in meno per il finalone, mezzo punto in più per le musiche degli M83.
Accontentiamoci. Pollici su, per ‘Oblivion’.

Ps.: se dopo aver visto il film, come me, volete saperne di più su un certo dipinto, prego, per di qua. Chiamasi, blog di servizio. 

One thought on “per l’Oblivion, con amore

  1. […] però come ti dicevo, mentre ti rompevo le scatole con la mia opinione non richiesta, dopo aver speso 30 minuti a citare i film del NanoTom e altri non so quanti scopiazzamenti di storia per crearne una pseudo-originale, non rimane altro che un po’ di boom, bang bang, e bellissimi paesaggi, per arrivare alla fine che “please don’t” ma invece lo fanno. Ecco. Si capisce? Per me è pollice giù.

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