chiedimi cos’è, circa, il jazz

710d3b4c926f11e29fe522000a1f97ce_7Applausi.
Così, quindi questo è il jazz?” chiede. Lei lo zittisce con un cenno brusco della mano. I musicisti son già pronti per il prossimo brano.
Colpi lenti, quasi rallentati, profondi colpi di tosse, stanchi, apparentemente fuori ritmo. In seguito una nota ossessiva, quasi fastidiosa, sale dalla tromba. Si accoppia coi tamburi. Sembrano vagiti e passi di un bambino che impara a muoversi, a parlare. La nota si moltiplica e insegue direzioni strane, frammenti scomposti di un sogno schizzato. Il ritmo si inerpica su sentieri scoscesi, a volte incespica, arranca, per poi impennarsi impazzito. I due strumenti formano una bolla di caos e imprevedibilità, un diagramma di fantasia che non si riesce a decifrare.
Poi, come se arrivasse la spiegazione, pianoforte sassofono contrabbasso, si inseriscono, aprono un sipario sull’incertezza, svelando un nuovo panorama, un chiarore dischiuso in mezza battuta. Si forma la squadra che porta avanti un disegno perfetto, una geometria sicura svelata in una melodia semplice, accattivante, rassicurante, consolatoria. Un respiro di gruppo, di quiete e confidenza, di calma e lucentezza. Colpi di bacchetta ora disegnano stelle a coprire questa valle di perfezione musicale. Dura poco, basta a lungo.
Questo, circa, è il jazz” dice lei, il palmo della mano sul braccio di lui.
Applausi.

Ps.: Giovanni Guidi è un pianista giovane, bravo e simpatico. Seguitelo

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