(cronache dalla piccionaia) give me fuel, give me five

daje col pokerissimo
daje col pokerissimo

Eravamo rimasti alla vittoria di mezzodì, poi siamo andati a Pesaro a inanellare, come si dice in perfetta terminologia da articolista sportivo, la quarta vittoria di fila.
Montegranaro è giallo blu e da queste parti questo abbinamento di colori porta a cori di dileggio per gli avversari di regione. Quelli di oggi sono marchigiani quindi no al dileggio, anzi stima per il buon numero di tifosi al seguito ma sempre no al gialloblù. Vai con la quinta? Vai.
A bordo campo, momento di tristezza vedendo il Gigante maltese con maglione a righe, stampelle e stagione finita causa crack a una caviglia. Entriamo belli soft in campo, Taylor guida la scampagnata, padellando in gioia da tre, fortuna che il serbo entra subito in partita e ci tiene lì, mentre i loro lunghi fanno un po’ quello che vogliono sotto canestro. Dopo un rapido mix di insulti agli arbitri che vedono Cervi e fischiano a caso, il tempo finisce 21-24.
Secondo tempo con rotazione pesa nel quintetto, sotto soffriamo, troviamo canestri nel rusco delle entrate. Poco gioco di squadra, ma scopriamo un bel Bell con mano calda. Il trio degli urlatori della piccionaia (il bestemmiatore, l’hater di arbitri e il capo di tutti, con figlio al seguito allibito dal vociare del padre) si esibisce nel repertorio completo di, appunto, urla, insulti agli arbitri e bestemmia competitiva.
Il tempo finisce con una taylorata. Il bomber in giornata ‘sai no’ al tiro, gira per il campo raddoppiato e mangiandosi i secondi dell’azione, segnando a tempo scaduto. L’urlo di insulto glielo tiro io, ma è ora dell’intervallo. 42-47.
In piccionaia scatta l’ora dell’aperitivo con aperture di patatine giganti e sgranocchiare di popcorn. Il pard prova i sedioli dell’ultima fila della piccionaia, poco sopra di noi. Il responso: ‘Più’ piccionaia ma più comodità che ci sono gli schienali‘. Segnato per il prossimo anno.
Si riprende, tifo acceso. I ragazzi entrano col coltello fra i denti. In tre minuti mettono fisicità in difesa, fluidità in attacco, mostrano che quando tutto funziona il basket è una cosa semplice, parzialone di quindici a due.
Il mio vicino di posto fa spogliarello fra l’entusiasmo e il micro clima agostano di piccionaia. Lo speaker dice di non usare fischietti mentre Cervi lotta e Bell pianta delle triple. Si lotta, i gialloblù pugnano ma finisce il tempino 65-60.
Sprint finale, scivoliamo a più dieci, scivoliamo negli aggiustamenti difensivi, poi un loro pivot proprio mentre mostriamo sofferenze contro il pressing sul portatore, si fa fischiare un fallo e poi si fa dare tecnico. Fallo giusto, tecnico fiscale. Gli arbitri, ingiusti, fischiano agli avversari altro tecnico per motivi che non comprendiamo, mentre la piccionaia ringhia e applaude insieme. La tripla di Jeremic chiude i conti, più sedici a novanta secondi dalla fine. Stima per il mister storico avversario, sempre calmo e sempre in giacca allacciata. Perdere con classe è sempre meritorio.
Festa infinita sul parquet, grandi saluti in piccio. E adesso i playoff sono ben più di un sogno, ma lo diciamo piano eh.

tabellino della partita

previously on ‘cronache dalla piccionaia’

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