(cronache dalla piccionaia) gnam, pranzo con le scarpette rosse

il mezzodì, dalla piccionaia, durante il blackout
il mezzodì, dalla piccionaia, durante il blackout

La neve. Quella schifezza bianca che scende dal cielo rovinando le tabelle di marcia ai ragazzi di pianura che si impegnano per arrivare, colpa della diretta tivù, al palazzo per l’anticipo di mezzodì, puntuali.
Traffico ingiusto di gente in giro con un freddo barbino. Alcuni andranno a mangiare dalla zia, alcuni al palazzo ma troppo traffico.
Insulti metereologici random, parcheggio lontano, gambe in spalla. Arriviamo a bordo palazzo che sentiamo l’urlo della folla.
Entriamo dopo tre minuti di gioco, mai successo nella stagione.
Milano. A me l’Olimpia sta antipatica, cosa vuoi che ti dica. Più di tutte le altre, anzi forse l’unica squadra della A che mi sta antipatica. Reggiano atipico, non ce l’ho con Bologna, anzi, rispetto Bologna, entrambe le sponde. Milano, no. Quest’anno poi che hanno ammassato campioni, preso allenatore che, non fosse quell’allenatore, con probabilmente quel grosso stipendio, sarebbe già esonerato, eppure rimane squadra senz’anima. All’andata vincemmo il Forum, adesso, mò vediamo.
Sull’ 8-5 black out al tabellone, buon per me che finisco lo spogliarello da piccionaia e mi sistemo. Palazzo strapieno, buon numero di tifosi da Milano.
Highlights del primo tempino: uno schiaccione di Antonutti, Brunner solito totem ma anche bombarolo e Taylor che spadella un po’ troppo. 25-18. Entusiasmo assoluto del mezzodì del palazzo, madri che ballano Ligabue dagli altoparlanti. Alla ripresa otto a zero di parziale, con una zonaccia reggiana due tre che limita i lunghi avversari. Primo esordio di giornata per il nuovo americano.
Nella pausa per la Coppa la società ha tagliato infatti James (grazie, io ti ho sostenuto, ma ci sta) per inserire vecchia conoscenza dei tempi della A2. Bell è sempre uguale, pare non averne voglia, però voglia ne ha, velocizza i contropiedi, prova il tiro da applausi, lo sbaglia, difende discretamente, insomma, Bell c’è. Poi, grande momento. Entra il gigante maltese. Una sequoia di due metri e ventiquattro, aggregato alla squadra da inizio stagione, da poche partite in panchina che entra e, come suggerisce ottimamente il mio pard di piccionaia, in area ‘è subito notte‘. Alza le braccia e la penetrazione milanese torna indietro, la gente si alza per applaudire, instant beniamino. Fa due azioni difensive, dove viene notte, appunto, sbaglia un tap-in, tira due sportellate pesantissime col centro avversario, corre un po’ male, fa massa sotto un rimbalzo, torna in panca, applausi.
Il tempo si chiude con gli urlatori della piccionaia scatenati. Fra un ‘an sàm mia in colegio‘ a sottolineare come il gioco sia da uomini, un urlo berciato a un volume che squarcia il tetto, una bestemmia olimpionica dopo un fallo non fischiato e un nuovo crooner dell’urlo che decide di inviare cordiali saluti all’arbitro a mille decibel, c’è da ridere. Taylor chiude il tempo con una spadellata ma si è sempre sopra. 46-37.
Intervallo. Escursione termica fra strade pocciose di neve fuori e i gradoni lastricati di giacche dentro circa trenta gradi. E’ poi ora di pranzo, le rezdore della piccio sono precise. E sono zaini che si aprono, paninazzi che ne escono. Io ho un caldo orrido e mi viene pure un po’ appetito.
Si riparte con Milano che la mette poco, noi mettiam intensità difensiva. Sopra di dodici, daicandom con la schiacciata di Antonutti dopo rubata. Nel finale di tempo Gentile ne mette un paio e una zona in maglietta rossa meneghina ci riporta indietro. 59-53
Taylor, sostituito, torna in campo ma non la mette, lotta perlomeno, sbaglia i tiri dal perimetro e mette le entrate.
Milano è una vergogna, fossi nei loro tifosi andrei in sciopero, non mettono cazzimm nel match, ma restano lì, aggrappati a lampi di classe, fin quando non scappiamo definitivamente, con l’ennesima prova di squadra, col mister impazzito di gioia, 2-0 contro le scarpette rosse in campionato, mostrando all’avversario come si fa. Brunner troneggiante e distrutto. Lo incontro nella pizzeria dopo partita. Gli stringo la mano che è un badile.
Daicandom. Adesso i playoff li miriamo, perchè no?

tabellino della partita

previously on ‘cronache dalla piccionaia’

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