(cronache dalla piccionaia) Laguna blitz

vista dal cortile del Chiostro della Ghiara, a Rezz, comodo posto per una birretta pre partita
vista dal cortile del Chiostro della Ghiara, a Rezz, comodo posto per una birretta pre partita

Eravamo rimasti alla qualifica per la coppa Italia. Biglietti presi, tribuna numerata, sire.
Poi siamo andati a Siena a difendere bene e attaccare male e perdere.
Ed ora, i lagunari.
Nel roster vecchie conoscenze italiche e un grande ex di amore reggiano, Alvino sempre nei nostri cuori.
All’andata perdemmo di due. Dai, che vinciamo di tre. Via il maglione che fuori as zèla e in piccionaia as mor dal chèld, e dai c’andòm.

La va Venessia invece. Zero-sei, così. Noi si fatica a segnare, si sbaglia da tre e da sotto si fa confusione, rifiutando tiri da prendere, cosa che mi manda nei matti. Venessia ha colori nobili granata e oro, son grossi di fisico ma han mani educate e son spinti da una curva bella piena e molto canterina. Scivolano 6-18 con due giochi da tre punti dopo sette minuti. Mh, sarà dura.
Mentre noi abbiam percentuali da incubo e in difesa siamo un po’ sorpresi, il loro quattro polacco con nome imballato di consonanti e impronunciabile ci fa a fette. Fine tempo 12-25. Sarà molto dura.
Rinserriamo le file, pugnaci, nella nostra (parlano le statistiche) seconda miglior difesa del campionato, mentre davanti solo Taylor vede il canestro. Ci son fasi concitate e bestemmie competitive che volano dalla piccionaia, mentre si spera nella rimonta. Si lotta sotto canestro, un braccio stile tronco di Brunner si abbatte in faccia al  loro pivot. Meno dieci, mentre la tifoseria venessiana vince il premio ‘migliore tifoseria vista finora‘, grazie a una sciarpata old style quasi commovente.
Cinciarini si becca prima un insulto gratuito da me (che non si può rifiutare un comodo tiro nell’area pitturata) poi ne fa sei di fila, Taylor stoppa Marconato (si, proprio quel Denis) e finisce il tempo con entusiasmo folle che rotola dalla piccionaia. Meno tre, 37-40, DAJE tutti.
Nell’intervallo, gente che si spoglia, gente che mi calcia la schiena nel passaggio, classic lovely piccionaia.

‘Dai ag vòl na bòmba’ ‘dai fa na schiseda in la tò vèta’ ‘stag davanti che s’al ciàpa al baloun t’an al ved piò’ ‘dai james ruba c’là bocia lè’. Il tipo sotto di noi sciorina tutto il suo repertorio di frasi classiche e dialettali mentre suo figlio lo guarda un po’ intimorito. In campo, Cicciuzzo James ha sempre le polveri bagnatissime e il grande ex (semper gloria) Young non le ha mai avute e ci ricaccia indietro. Sprint veneziano, che sfondano a più dodici, noi non si molla, il tempo termina 50-57.
Il quarto tempo è bello, loro hanno questo signore che fa il califfo, paghiamo mismatch difensivi e il ritorno del polacco col nome impronunciabile, ci mettiamo tutta la durezza possibile in difesa e si arriva a meno tre. Qua, per due volte tiriamo la bomba del pareggio, il ferro rimbalza i nostri sogni e negli ultimi quaranta secondi dalla lunetta i lagunari prendono i due punti e ci salutano.
69-75, vittoria meritata, son sempre stati in vantaggio. Bella squadra, noi sempre ostici da piegare in casa, come cappelletti di ferro, peccato per quel primo tempo un po’ dormiente. Pazienza. E’ sempre bello. Mettiamo il maglioncino, fora a ghè un frèd òreb.
(mi scuso per gli accenti sbagliati nella scrittura in dialetto, lingua che pratico, ma non scrivo correttamente).

il tabellino della partita

previously, on ‘cronache dalla piccionaia’

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